Tumore alla prostata: la ricerca di Blue One per la diagnosi precoce

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    Tumore alla prostata: la ricerca di Blue One per la diagnosi precoce

    A differenza dei grandi progressi compiuti nella prevenzione della salute nelle donne, tra gli uomini esistono ancora oggi delle problematiche legate alle scarse cure che i soggetti di sesso maschile riservano a se stessi. Il tumore alla prostata, ad esempio, è una neoplasia estremamente comune negli uomini ma piuttosto sottovalutata, nonostante vengano individuati circa 40 mila nuovi casi ogni anno.

    Attraverso la ricerca è possibile è possibile studiare nuove soluzioni per migliaia di uomini malati di cancro, per sviluppare tramite progetti innovativi cure più efficaci e strumenti diagnostici meno invasivi. Ovviamente, è fondamentale una maggiore consapevolezza da parte del sesso maschile, per dedicare più attenzione alla prevenzione, imparando anche ad ascoltare i segnali di allarme che il nostro corpo ci fornisce.

    Al momento, l’impegno di medici e ricercatori sulle patologie maschili è forte, come dimostra lo studio incentrato sulla diagnosi precoce per il tumore alla prostata promosso da Blue One.

    Il progetto, sorto all’interno della Fondazione Humanitas per la Ricerca, si pone l’obiettivo di sviluppare una diagnosi non invasiva tramite l’uso della biopsia liquida per l’identificazione del carcinoma, per essere in grado di individuare con precisione gli uomini che possono manifestare una malattia grave e aggressiva, diminuendo i trattamenti laddove possono essere evitati per salvaguardare la salute.

    Scopri di più sullo studio di Fondazione Humanitas per la Ricerca.

    L’importanza della prevenzione e dello stile di vita per la lotta al tumore della prostata

    Con la ricerca non solo è possibile mettere a punto processi diagnostici migliori e terapie più raffinate, ma si possono anche ottenere informazioni indispensabili sui fattori di rischio per il tumore alla prostata, per aumentare l’efficacia della prevenzione e fornire maggiore supporto alle persone potenzialmente più vulnerabili. È grazie alla ricerca se oggi possiamo studiare correlazioni tra le neoplasie maschili e i fattori esterni, ad esempio ambientali o legati alle abitudini personali.

    Secondo l’urologo Alberto Saita di Humanitas, ad esempio, diverse ricerche americane hanno evidenziato l’incidenza della massa corporea e dell’altezza nell’insorgenza del tumore alla prostata.

    In particolare, sembrerebbe esserci un collegamento tra obesità e questo tipo di cancro, inoltre appare plausibile considerare un rapporto tra il peso e l’altezza degli uomini e il livello di aggressività con il quale il tumore alla prostata di manifesta e si sviluppa. Naturalmente si tratta di studi preliminari, i quali richiedono ulteriori approfondimenti.

    Ad ogni modo, il cammino della ricerca è proprio quello di investigare le patologie, tentare varie strade e mettere insieme informazioni preziose, al fine di comprendere al meglio la malattia e capire in quale direzione muovere gli studi di medici e ricercatori. È quanto sta realizzando l’equipe di Blue One sulla diagnosi precoce per il tumore alla prostata, sfruttando le strutture e le competenze disponibili con il centro urologico Humanitas, progetto che si affianca alla ricerca sul trattamento del cancro alla vescica tramite il sistema immunitario, anch’esso promosso dalla Fondazione Humanitas per la Ricerca, con l’obiettivo di proporre terapie efficaci e ridurre gli interventi invasivi specie quando evitabili.

    Cosa ci dice la ricerca sulla prevenzione per il tumore alla prostata

    Un’attività essenziale della ricerca è legata alla prevenzione, infatti si tratta di uno strumento particolarmente potente per ridurre i casi di neoplasie, soprattutto per contenere le situazioni di maggiore gravità.

    Sul sito di Blue One e della Fondazione Humanitas per la Ricerca, è disponibile una sezione dedicata dove scoprire tantissime indicazioni utili proprio sulla prevenzione maschile, con consigli e suggerimenti suddivisi per ogni fascia d’età.

    Tra i 45 e i 60 anni, uno dei controlli raccomandati è proprio una visita urologica con PSA, il cui scopo è identificare il tumore alla prostata attraverso questo esame ed effettuare una valutazione rettale con palpazione della prostata. Ovviamente, sarebbe preferibile realizzare una visita urologica anche prima dei 45 anni, a titolo preventivo, per verificare eventuali anomalie e non attendere lo sviluppo della malattia per adottare misure terapiche specifiche.

    Superati i 65 anni l’incidenza del cancro alla prostata negli uomini aumenta, per questo motivo viene consigliata in casi selezionati oltre all’ecografia prostatica anche la risonanza magnetica per realizzare un esame più approfondito.

    Il connubio tra una corretta prevenzione, uno stile di vita sano e la ricerca innovativa, come gli studi portati avanti da Blue One sul tumore alla prostata e la diagnosi precoce, possono consentire di raggiungere risultati davvero importanti, non solo per salvare migliaia di vite umane ma anche per offrire una qualità di vita migliore agli uomini che al giorno d’oggi devono fare i conti con gravi patologie.