Alcol: effetti sul cervello a breve e lungo termine

Cosa succede quando ci prendiamo una sbronza? È vero che i danni al cervello causati dall'alcol sono immediati oppure è falso? E, soprattutto, cosa succede al cervello sul lungo periodo se si continua ad assumere alcol regolarmente? Facciamo chiarezza

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    Alcol: effetti sul cervello a breve e lungo termine

    Quali sono gli effetti dell’alcol sul cervello a breve termine e a lungo termine? Ormai l’età della prima sbronza si abbassa sempre più, e i comportamenti a rischio coinvolgono sempre più adolescenti. Cerchiamo di capire cosa succede al cervello quando si beve e che effetti ci sono sul breve periodo e a lungo termine.

    Partiamo da un presupposto: lo stato di euforia che proviamo quando ingeriamo qualche bicchiere di alcol non è altro che un’intossicazione acuta da etanolo. Sì, perché l’alcol è essenzialmente un veleno, che lascia strascichi sul corpo. In questo approfondimento ci dedicheremo a raccontare gli effetti dell’alcol sul cervello e tralasceremo tutti gli altri effetti su fegato, pelle, cuore, ecc…

    Rispondiamo subito ad una domanda: quando una persona si ubriaca cosa succede nell’immediato?

    Alcol: gli effetti a breve termine

    Gli effetti a breve termine dell’alcol sono presto detti. Si perdono molti freni inibizioni, si diventa più socievoli, si ride e si hanno meno problemi a relazionarsi con altre persone. Ma al contempo si è anche un po’ “fuori controllo”, può capitare di avere difficoltà a parlare così come camminare, si va spesso in bagno e si possono provare sensazioni non piacevoli anche allo stomaco. Tutto questo perfettamente spiegabile grazie alla chimica dell’alcol e alle sue reazioni con il nostro organismo.

    L’alcol viene definito come un psicolettico ossia un elemento depressore del sistema nervoso centrale che va a bloccare le funzioni cerebrali. Questo per via dell’ etanolo che viene assorbito nel flusso sanguigno e le cui molecole molto piccole vanno a superare la barriera ematoencefalica che fa da muro alle sostanze tossiche dannose per il nostro cervello.

    Già perché l’alcol è senza dubbio un elemento tossico per il nostro cervello, andando a compromettere i neurotrasmettitori gabaergici e glutammatercici e per questo motivo ci si sente più calmi e rilassati, si perdono i freni inibitori e col tempo si iniziano a provare problemi con la memoria, respirazione e movimento.

    Chiunque si sia ubriacato conosce la sensazione di svegliarsi nel proprio letto (o anche in luoghi diversi dal proprio letto) senza avere memoria degli ultimi eventi. Succede perché quando si ingerisce alcol oltre una certa soglia la parte del cervello deputata alla memoria semplicemente smette di funzionare, perdendo la capacità di registrare gli eventi.

    In generale, il glutammato colpisce memoria e cognizione uccidendo neuroni responsabili della socialità, autocontrollo e giudizio. Ma viene anche danneggiato il mesencefalo, il cervello medio, che si occupa di movimento, linguaggio, vista e reazioni a segnali di allarme. Ciò che rende tutto molto più degno di attenzione è il fatto che questo avvenga nell’immediato.

    Un altro effetto nervoso da non sottovalutare è quello che riguarda il sonno: l’alcol aiuta ad addormentarsi, ma poi impedisce di riposare bene. L’alcol inibisce infatti sulla fase REM, quella in cui si sogna. Questo, la mattina seguente, ci fa sentire stanchi, svogliati, assonnati e meno concentrati.

    Alcol: gli effetti a lungo termine

    Il mal di testa che insorge subito dopo la sbronza è dovuto al fatto che l’organismo cerca di combattere l’alcol eliminandolo attraverso gli organi, urina e sudore causando una disidratazione che come conseguenza ci provoca nausea, dolore e visione non proprio ottimale.

    Quali sono gli effetti a lungo termine dell’alcol sul cervello? I risultati di un’assunzione regolare o comunque massiccia di alcol possono essere davvero tremendi sul nostro organismo e per il nostro cervello nello specifico.

    A livello psicologico si va in astinenza e ci si sente in necessità di assumere la sostanza con relativo rilascio di sensazioni piacevoli. Al contempo serve una dose sempre maggiore affinché l’effetto – se vogliamo definirlo benefico – si possa sentire.

    Ma a lungo andare si possono avere problemi permanenti come il delirium tremens che come ultimo effetto ha niente meno quello della morte e come primo allucinazioni e perdita parziale della memoria. In generale il delirio può manifestarsi dopo il secondo o quarto giorno di astinenza, ci sono sonni profondi che possono durare ore e si prova ansia, insonnia, tremori e tachicardia.

    Soprattutto se si assume alcol durante l’adolescenza si danneggia il cervello mentre si sta ancora crescendo e quindi si provoca l’assottigliamento della corteccia prefrontale responsabile d’attenzione, delle emozioni e del controllo di impulsi oltre che del prendere decisioni.

    La massiccia assunzione di alcol per lunghi periodi provocare il rimpicciolimento del cervello e una moria di materia bianca e materia grigia. In poche parole, l’alcol rende meno intelligenti. Alcuni soggetti sottoposti ad analisi sono stati capaci di recuperare buona parte delle funzioni cognitive dopo un anno di astinenza, ma la capacità di recupero varia da soggetto a soggetto.

    Insomma, si dice spesso che l’alcol può essere assunto con moderazione e questo è vero, ma in dosi davvero molto piccole e magari non tutti i giorni. Dopo avere conosciuto gli effetti reali, tutto questo diventa ancora più evidente.