David Crosby, scompare l’anima tormentata del rock americano

É morto dopo una lunga malattia a 81 anni David Crosby, voce leggendaria e sofferta del rock americano fondatore dei Byrds e membro del supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young

“Amico, sono sopravvissuto a me stesso. Forse perché non mi vedevo morire vecchio e sofferente in un letto d’ospedale. Ma alla fine sono felice di essere sopravvissuto a cose anche peggiori di una qualsiasi malattia…”

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David Crosby in una recente esibizione live – QNM

Lo diceva David Crosby in una delle sue interviste una decina di anni fa, quando si apprestava a partire con la sua chitarra acustica per l’ennesimo tour da solo, unplugged. E quando raccontava di sopravvivenza il cantante sapeva esattamente di cosa parlava. Paradossalmente è morto proprio come non avrebbe voluto. Malato, e in un letto d’ospedale. Confortato dalla moglie Jen, dal figlio Django. Ma forse non da tutti quelli che nell’industria americana avrebbero dovuto omaggiarlo quanto avrebbe meritato.

La vita di David Crosby, scomparso nella notte tra venerdì e sabato a 81 anni, è stata più vicina alla narrativa di un film e al protagonista di una storia di autodistruzione. E forse anche per questo diventata mito. Sopravvissuto ad alcol, cocaina, eroina, a drammatici incidenti stradali e una interminabile dipendenza da farmaci, David Crosby è morto a 81 anni cedendo le armi solo di fronte a una malattia che negli ultimi tempi gli aveva negato la gioia più grande. Quella di cantare dal vivo le sue canzoni. Aveva sperato fino all’ultimo di potere riunire ancora una volta il supergruppo cui dedicò le sue cose migliori. Ma non ci è riuscito…

David Crosby, muore a 81 anni

Cantante, compositore e chitarrista di grande talento, Crosby fondò i Byrds negli anni ’60 per poi unirsi a quella che viene considerata universalmente una delle più grandi rock band della storia, il supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young che per un breve periodo hanno portato il livello del country and western su livelli forse inarrivabili.

David Crosby era famoso per le sue dichiarazioni sempre schiette e dirette, ammettendo ogni singolo errore commesso. A cominciare dagli eccessi con la droga che avrebbe potuto ucciderlo diverse volte. Reduce da un’ultima riabilitazione, di fronte all’ennesima domanda che così tanto lo infastidiva (del tipo… “perché ti sei drogato così tanto…”) rispose… “Parlate delle cose importanti della mia vita che non sono i guai che ho avuto e che spesso altri hanno sopportato per me. La notizia è la magia che anche solo per un attimo mi ha visto protagonista”.

Crosby, Stills, Nash and Young

Si riferiva ovviamente alle sue canzoni. Alcune delle quali assolutamente straordinarie. Anche quelle che non scrisse personalmente. Ma che ispirò. Non è un mistero che Neil Young, lui stesso a lungo vittima di dipendenze e di alcolismo, abbia scritto una delle sue canzoni più emotive e toccanti – “The needle and the damage done” – proprio ispirandosi a Crosby. Con il quale ebbe un rapporto controverso, spesso anche di forte contrasti soprattutto quando Young si rifiutò per di tornare nel loro supergruppo almeno un’ultima volta.

I primi a rilasciare dichiarazioni dopo l’annuncio della sua morte sono stati proprio i suoi colleghi più illustri: “So che le persone tendono a concentrarsi su quanto sia stata instabile la nostra relazione, ma ciò che è sempre stato importante per me e David più di ogni altra cosa è stata la pura gioia della musica che abbiamo creato insieme”, ha scritto Graham Nash.

In una dichiarazione a Billboard, Stephen Stills ha detto: “David e io ci siamo scontrati molto nel tempo, ma erano per lo più colpi di striscio, anche se ci hanno lasciato con la testa intorpidita. Sono felice di essere in pace con lui. Era senza dubbio un musicista gigante e la sua sensibilità armonica era a dir poco geniale. Sono profondamente rattristato per la sua scomparsa e mi mancherà oltre misura”.

Una vita in trincea

David Crosby era un uomo dalla personalità forte e sofferta. Pacifista, antimilitarista, ambientalista convinto, promotore del movimento “no nuke” contrario allo sviluppo delle energie nucleari, era stato uno dei primi a portare la politica attiva sul palco. Cosa che spesso gli allontanò la simpatia sia del pubblico che dei colleghi. Attraverso autentici drammi personali. La morte della fidanzata Christine Hinton, quando aveva solo 31 anni fu solo il primo di una serie di traumi che lo resero tremendamente instabile. Ma forse anche per questo autore fertile ed emotivamente intenso. Era il 1969.

La sua versione con i Byrds di “Mr.Tambourine Man”, scritta da Bob Dylan qualche anno prima, è la sua prima ammissione di colpa a proposito della droga, la sua amante nemmeno troppo segreta per quasi un trentennio. La canzone parla di uno spacciatore.

Quando si trattava di scrivere e di interpretare, Crosby era generosissimo. L’album “Déjà Vu” di con Stills, Nash e Young resta il capolavoro assoluto di una band colta in un momento di grande e forse irripetibile ispirazione.

Molti i suoi guai con la giustizia. Nel 1983, Crosby è stato condannato per possesso di cocaina e di una pistola carica. Fuggì dalla California in Florida dopo essere stato rilasciato su cauzione. Si consegnò alla polizia nel dicembre 1985 per scontare sei mesi di carcere. La condanna era a cinque anni: “Scriva musica e metta ordine nella sua vita…” gli disse il giudice.

Lui accettò la sfida. E in carcere si ripulì. Fu la sua riabilitazione definita: “Se vedi qualcuno che si sta facendo di eroina vuol dire che sta soffrendo” ha detto nel 2021. Si vantava di essere sobrio da ormai oltre 30 anni… “considerando che pensavo di morire prima dei 30 direi che è un risultato discreto”.

L’ultima intervista

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David Crosby, scomparso a 81 anni – QNM

Già malato pochi mesi fa aveva concesso un’ultima intervista a una scuola superiore in Colorado: “Non posso più suonare dal vivo. E mi dispiace. Ma tra poco sarò morto. É un dato di fatto. E quindi è meglio che produca quanta più musica possibile. A patto che sia buona davvero…”

Crosby è stato indotto nella Rock & Roll Hall of Fame due volte, una per la sua attività solista e una per i suoi album con CSN&Y. Cinque album cui ha contribuito con le sue canzoni sono stati inclusi nei 500 migliori album di tutti i tempi di Rolling Stone.