Svapare: ecco le differenze tra e-liquid e mix and vape

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    Nel lungo dibattito intorno alla sigaretta elettronica, quello che è emerso ovunque è che essa è sicuramente meno tossica della sigaretta tradizionale, in particolare perché la nicotina viene meramente riscaldata, evitando quindi di sviluppare le tossine che risultano dal processo di combustione. Se questa è sicuramente la prima e più importante spinta a passare alla e-cig, ci solo altri motivi che possono portare alla transizione verso lo svapo. Intanto non sono stati rilevati danni relativi al fumo passivo, ma anche da un punto di vista più ludico la sigaretta elettronica ha indubbi vantaggi.

    Quel che appassiona e diverte gli svapatori è che il liquido della ricarica è personalizzabile, nel senso che, in alcuni formati, è possibile scegliere la percentuale di aromi nel liquido base, la concentrazione di nicotina e anche il rapporto PV/GV del liquido di base. Questa possibilità è stata portata all’estremo dagli amanti del fai-da-te, cioè coloro che preparano l’e-liquid a casa, secondo le indicazioni fornite in questa pagina.

    La pratica del fai-da-te si è diffusa notevolmente, soprattutto negli Stati Uniti, ma è necessario prestare molta attenzione sia nella fase di preparazione sia nel momento della scelta delle materie prime.

    I formati di liquidi per sigaretta elettronica in commercio

    Quando è nata, la sigaretta elettronica si poteva trovare nel classico formato con il liquido preconfezionato. Come anticipato, questo significava che fosse venduto l’e-liquid nel formato 10 ml già pronto, cioè con il liquido di base, l’aroma ed eventualmente anche la nicotina. L’unica cosa che lo svapatore poteva fare era quindi inserire la ricarica nella cartuccia e svapare. Per i neofiti era sicuramente perfetto, ma dopo un po’ gli amanti dello svapo sentivano la necessità di poter regolare certi aspetti.

    Compaiono allora i liquidi scomposti: il liquido di base, con o senza nicotina, viene venduto separatamente dall’aroma, cosicché il vaper può autonomamente scegliere non solo la percentuale di aroma da aggiungere, ma anche quanti aromi inserire e mischiare nel proprio liquido.

    Il grado di libertà dello svapatore è ancor più marcato con il formato mix and vape: sia il flacone degli aromi che quello della nicotina sono acquistabili separati dal liquido di base. Quest’ultimo, inoltre, è inserito in una ricarica di dimensioni maggiori di quella standard: in un formato da 60 ml, il liquido di base contenuto è di 40-50 ml. Quindi non solo è possibile scegliere uno o più aromi e la nicotina, ma anche regolare la concentrazione delle sostanze in maniera autonoma, secondo il proprio gusto.

    Perché la personalizzazione del liquido è importante?

    L’esperienza che può regalare uno svapo dipende solo in minima parte dal tipo di sigaretta elettronica che si è acquistata, perché la maggior parte delle differenze provengono dal liquido nella cartuccia.

    La prima macro differenza è tra chi nello svapo vuole la nicotina e chi invece non ne ha bisogno. Se nei liquidi preconfezionati si può trovare un range di concentrazioni prestabilite da 0 a circa 20 mg/ml, acquistando la nicotina separatamente è lo svapatore che sceglie quanta nicotina desidera nel suo liquido. Quindi, nell’ipotesi in cui un ex fumatore passi alla sigaretta elettronica per smettere di fumare, potrà scalare la quantità di nicotina nel liquido nella maniera più adatta alle sue esigenze.

    Esistono diversi tipi di liquidi di base a seconda del rapporto tra le due componenti del liquido stesso: il glicole propilenico (PV) e la glicerina vegetale (GV). GV rende il liquido più denso, gli dà una consistenza simile all’olio essenziale, per cui il fumo sarà più denso e la sensazione nella bocca più morbida: viene usato dai cloud chasing.

    Con una maggiore percentuale di PV, invece, si può ricreare quel “colpo” alla gola di quando si aspira il fumo della sigaretta tradizionale, il cosiddetto hit, per cui un rapporto PG/VG di 70/30, per esempio, è di solito quello preferito dai consumatori.

    Come si sa, poi, i gusti sono molto personali e questo vale anche per gli aromi della sigaretta elettronica. Si nota infatti come in commercio siano presenti una grande varietà di aromi che si potrebbero raggruppare in tabaccosi, fruttati, cremosi, mentolati, e così via.

    È un settore in continuo movimento, perché molti sono quelli che propongono nuovi accostamenti originali, con l’intento di andare incontro alle preferenze dei consumatori. Tuttavia, ciò che è emerso è che non solo il gusto dell’aroma è importante per lo svapatore, ma anche l’intensità è un fattore decisivo.

    Il vaper cui è data la possibilità di regolare la concentrazione del proprio o dei propri aromi potrà creare la combinazione che più fa al caso suo e che gli permette di avere l’esperienza che ricercava.

    Infine, i professionisti del fai-da-te sono quelli che proprio partono da zero e quindi scelgono e combinano tutte le materie prime come meglio credono. Innanzitutto occorre stare attenti quando si maneggiano certe sostanze, che, inalate, non sono tossiche, ma possono avere un diverso effetto sulla pelle. Poi, ancora più importante è scegliere le materie prime giuste, che siano state sottoposte a un controllo di qualità, per non incorrere in rischi alla salute completamente evitabili.

    Come detto all’inizio, questo è un mondo in continuo movimento, perché la diffusione così capillare in tutto il mondo della sigaretta elettronica ha fatto emergere nuove e più definite esigenze dei fruitori. Per questo motivo sarà interessante scoprire le nuove tendenze e in che direzione queste ci porteranno.

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