La tecnologia avrà un impatto distruttivo sul mercato del lavoro nel 2023, allarme sociale

Vari report alla fine del 2022 hanno sottolineato come in numerosi comparti produttivi l’impatto dell’intelligenza artificiale sarà decisamente notevole.

Infatti sia nella costruzione delle automobili così come in tanti altri rami dell’industria pesante ma anche nel settore dei servizi, l’intelligenza artificiale si sta affermando sempre di più. Numerose piattaforme ormai erogano servizi che richiedono un apporto umano limitatissimo. In parole povere oggi ci sono piattaforme in grado di generare servizi per una vasta utenza e che hanno bisogno di una supervisione umana estremamente limitata.

Disoccupazione tecnologica
Disoccupazione tecnologica /QNM

I vari report che alla fine del 2022 hanno sottolineato come l’intelligenza artificiale possa far diminuire il bisogno di lavoratori umani proprio già nell’arco di questo 2023 sono stati i report piuttosto specialistici e come sempre accade non hanno avuto una vasta eco sulla stampa.

Sembrano tendenze slegate ma portano in un’unica direzione

Eppure bisogna sottolineare come ormai da tempo gli esperti mettono in guardia contro questo fenomeno. Sia nel mondo del terziario che in quello dell’industria, l’intelligenza artificiale fa diminuire anno per anno il numero dei lavoratori effettivamente necessari. Ma in tanti settori questo 2023 potrebbe essere proprio un anno di svolta.

Per chi propone soluzioni legate all’intelligenza artificiale si tratta sicuramente di una vittoria ma per quello che riguarda il mondo del lavoro e la tenuta sociale invece i rischi sono fortissimi. Infatti un caso emblematico è proprio quello del settore bancario. Non si può sostenere che nel 2023 il settore bancario vedrà un brusco crollo degli occupati ma è proprio questo settore che negli ultimi dieci anni ha visto la riduzione di un terzo della forza lavoro.

Fenomeno già in atto

Se ci pensiamo bene c’è ben poco da stupirsi perché oggi tantissime operazioni vengono fatte attraverso le app degli smartphone e non più andando nelle filiali fisiche. Infatti proprio per questo tante filiali fisiche sono chiuse e ci sono paesi italiani nei quali non c’è neppure una banca. Per le banche questo ovviamente rappresenta un grandissimo risparmio ma c’è da chiedersi che fine farà il mondo del lavoro se questa continua erosione di posti di lavoro dovesse continuare.

Disoccupazione tecnologica
Disoccupazione tecnologica / QNM

Ma in realtà i dubbi sono ben pochi e secondo gli esperti il numero di posti di lavoro disponibili diminuirà sempre di più. La questione che si pone è una vera e propria questione di tenuta sociale perché, specialmente nel nostro paese nel quale il lavoro non è tutelato ed è pagato pochissimo l’arrivo dell’intelligenza artificiale o meglio il progressivo sviluppo dell’intelligenza artificiale potrebbe essere una vera e propria tragedia occupazionale che poi si tradurrebbe in una forte instabilità sociale.

I sindacati non affrontano debitamente la questione

Molti sottolineano come i sindacati non siano culturalmente preparati a questa sfida e continuino a portare avanti battaglie in un certo senso datate quando invece dovrebbero cercare di difendere il perimetro del lavoro per così dire umano. Non manca nemmeno chi sottolinea come in una situazione del genere si dovrebbero garantire sussidi minimi per evitare che una disoccupazione sempre crescente possa creare instabilità sociale ma ad ogni modo si tratta di un tema forte ma del quale si discute veramente troppo poco.