La morte di Lisa Marie, unica figlia di Elvis, è l’ultimo atto di una tragedia americana

Se n’è andata Lisa Marie e il nome direbbe poco o nulla se dopo non comparisse quel cognome, Presley. Un cognome che ad Hochstadt, in Germania, luogo di provenienza della famiglia, forse ricordano in pochi. Ma negli Stati Uniti significa molto e per molto tempo ricorderà qualcuno, perché lì, in America, quel cognome è spesso preceduto da un nome, uno strano nome anche per il Grande Paese. Poche lettere, cinque: Elvis.

 

Addio a Lisa Marie Presley.QNM.it
Lisa Marie Presley con il padre Elvis e la madre Priscilla. QNM.it

E’ morta a Calabasas, un pugno di case nella contea di Los Angeles, l’unica figlia di un ragazzo di Tupelo, un altro luogo il cui nome sarebbe destinato a non dire niente a nessuno, se lui non fosse nato proprio lì, unico figlio di una famiglia poverissima. Un parto segnato dal lutto perché i bambini attesi erano due, ma solo quello destinato ad un nome così insolito venne alla luce. E avrebbe visto molta luce, Elvis, vent’anni dopo e per vent’anni. Prima conobbe la povertà, una povertà vera che rendeva i Presley assai più prossimi al proletariato coloured che alla middle class americana del secolo scorso. Una casa semplice e minuta: l’osservi e ti chiedi dov’era la stanza del ragazzo e ti accorgi che no, la stanza non c’era. Di quei giorni ci sono rare immagini. Sono piccoli bagliori di una vita umile ad anonima. Vedi un ragazzino biondo, un abito adattato alla buona per non doverne comprare un altro, una bicicletta, un adolescente che si presta a fare qualche lavoretto per pochi dollari. Certo ha un bel viso e, soprattutto, ha voce, come se una giustizia biblica lo avesse compensato per la gentile familiarità con la quale salutava i vicini di casa, quelli poveri come lui, ma senza antenati in Germania. Qualcuno deve avergli detto che aveva una voce nera, anche lui, e ripetuto fino a convincerlo. E così, un giorno nato come un mattino qualsiasi ma destinato a diventare un crocevia memorabile del mito americano, il ragazzo si affaccia timidamente ad uno studio di registrazione e chiede di incidere un acetato per fare un regalo alla madre Gladys. Il ragazzo, ricambiato, la adorava. Il brano si chiamava My Happiness e, ad un certo punto, lui canta Whether skies are gray or blue, any place on Earth will do, just as long as I’m with you, my happiness. Se i cieli sono grigi o blu qualsiasi posto sulla Terra andrà bene, basta che io sia con te, perché tu sei la mia felicità.

Addio a Gladys Love Smith

Quella preghiera non resterà a lungo esaudita. La madre fu portata via da un attacco di cuore, ancora giovane, nell’estate di cinque anni dopo, in agosto. Il figlio, ventenne ma già famoso oltre l’immaginabile, prestava diligentemente servizio presso l’Esercito. Si narra che l’ultima frase rivolta alla madre fu I want to go away with you Voglio andare via con te. Pochi mesi dopo il ragazzo era a Friedberg, nella Germania dei suoi antenati. E lì ormai sapevano chi fosse Presley, l’americano. Lì, a Bad Nauheim, conobbe Priscilla Beaulieu, orfana di padre quando aveva sei mesi, e solo 14 anni quando vide per la prima volta il ragazzo di Tupelo. Dieci anni dopo sarebbe nata Lisa Marie. Una storia breve, la loro, con una felicità ancora più breve: alle Hawaii, sotto immense palme, dieci anni dopo: belli e innamorati da sembrare i primi, nel Giardino dell’Eden. Furono felici anche a Graceland, la loro dimora a Memphis, per un tempo ancora più breve. Qualche immagine li ritrae con una Lisa Marie bionda, vivace e capricciosa il giusto. Chissà se sembrava davvero poter durare per sempre la loro felicità in quei giorni, come sembrava destinata a durare per sempre la povertà dei Presley a Tupelo. Ma le storie cambiano, velocemente. La fortuna si stanca di osservare da una parte sola, i cieli blu corrono verso il grigio e si rimane soli, diceva My Happiness.

 

Elvis e Priscilla, i giorni felici
Elvis e Priscilla alle Hawaii. QNM.it

Lisa Marie, gli anni difficili 

Così la storia privata della famiglia Presely diventa una tragedia americana con la stessa rapidità con cui la povertà divenne ricchezza. Lisa Marie vede i genitori separarsi e divorziare. Trascorrerà i primi anni tra i due, osservando un padre sempre più solo a Graceland. Un padre che la fece sentire amata come mai, dirà sempre lei, ma se ne andrà presto e per sempre, ancora giovane, quando Lisa Marie aveva nove anni. La sua vita è sembrata fermarsi quel giorno d’estate, in agosto, come sembrò fermarsi la vita del ragazzo di Tupelo, un giorno d’estate, in agosto, quasi vent’anni prima, quando disse addio alla madre. Il giorno in cui la già debole trama di felicità nella vita di Lisa Marie si perse lei fu portata via il prima possibile, ma ebbe modo di vedere e capire. “My daddy is dead” disse, mentre veniva allontanata, e continuò a ripeterlo. La consapevolezza incredula che il congiungersi abissale di quelle parole rivelava, finì con l’accompagnarla per sempre. Non ebbe pace, mai. Bella come la madre, somigliante al padre da sembrarne il fantasma, consumò matrimoni ed eccessi, anche di dolore, dopo quelli già patiti. Il figlio 27 enne, Benjamin si tolse la vita, anche lui in estate, nella stessa Calabasas, tre anni fa.

Lisa Marie, gli ultimi giorni

Al termine di questa frastornate sagra di fama e smarrimento la Lisa Marie di un tempo è apparsa, pochi giorni fa, una donna di mezza età, stanca, incapace di parlare senza mostrare fatica, ma capace di una gentilezza quasi oscura mentre chiedeva il braccio a Jerry Schilling, un fraterno amico del padre. Era rimasta quella somiglianza prossima a fare paura, mentre ancora parlava di lui, il ragazzo povero di Tupelo. Che tale era restato, nel corso della sua breve vita. Un ragazzo generoso e umile che avrebbe dato tutto per non vedere la madre andarsene, quell’estate. Fossero rimasti a Hochstadt, i Presley, quando ancora si chiamavano Bressler non ci sarebbe stata una Lisa Marie dal passo incerto sotto il peso di una storia americana troppo pesante per essere sostenuta da una ragazza che, per colmare l’abisso dell’assenza, ha avuto solo il conforto della somiglianza, quando si osservava. E chissà se anche questa non sia diventata un peso. Il cuore di Lisa ha ceduto poche ore dopo l’ultima uscita pubblica, a gennaio, nel mese in cui nacque suo padre. Da Hochstadt a Tupelo, da Bad Nauheim a Calabasas la storia può fermarsi qui. If you have a little faith, you can stop anything “Se solo avessi un po’ di fede potresti fermare qualsiasi cosa” sembra abbia detto Elvis, poche ore prima di morire quella mattina d’estate. Hanno avuto povertà, ricchezza, dolore e morte. Forse ai Presley di Tupelo è mancata la fede o, qualcuno che li ascoltasse. Ma è difficile credere che Lisa Marie non abbia desiderato in cuor suo, e incessantemente, di rivedere il padre, anche per un solo istante. Voglia il Cielo che la preghiera di quella bambina di nove anni, allontanata frettolosamente da luogo della tragedia, a Graceland, sia stata finalmente esaudita.