Linda, otto medaglie e migliaia di insulti. I responsabili sono tutti italiani, e di ogni età

Una vita consacrata allo sport: dedizione, disciplina e fatica. E spesso non basta perché deve fare la sua parte una dose non trascurabile di fortuna, una fortuna capace di sostenere nei momenti di difficoltà un talento sufficientemente consapevole di sé da diventare vocazione.  Linda Cerruti, donna di nascita e nuotatrice artistica per scelta, ha avuto la sua giovane vita segnata da tutto questo.

 

Linda Cerruti, trovati i responsabili
Linda Cerruti, gli insulti dopo le medaglie.QNM.it

A Linda non è mancata la determinazione necessaria nei giorni in cui si devono prendere decisioni importanti. Ma, anche questa, non è bastata. Ad agosto, due mesi prima di compiere i suoi 29 anni, Linda mostra su Instagram uno scatto a testa in giù. Le gambe sopra la sua testa, aperte a compasso, sotto un cielo azzurro ed un mare non meno intenso sostengono le otto medaglie conquistate agli Europei di Roma. La posa è ispirata ad uno degli esercizi che lei è abituata a realizzare in acqua. Nella rassegna continentale era stata l’atleta italiana con più medaglie: 8 su 67 conquistate dal Tricolore. Ed ecco, qualche giorno dopo, davanti al mar Ligure visto dai Bagni Nirvana di Noli, lei che ripensa all’impresa. Compie un bilancio della propria vita e fa i complimenti a sé stessa. “Fin da piccola ho iniziato a studiare di notte per potermi allenare di giorno. In tanti mi chiedete se è dura allenarsi così – scriveva Linda nelle note che accompagnano la foto – beh sicuramente è una vita ad incastro, ma che riserva tante gioie e bellissime esperienze. Auguro ad ognuno di voi di poter vivere o far vivere una vita di sport ai vostri figli”.

Linda Cerruti, un errore di valutazione

Parole semplici e concetti trasparenti, ma non funziona. A qualcuno sembra troppo: la posa complicata scelta per lo scatto, le gambe aperte, le 8 medaglie che brillano alla luce del sole. Il riferimento alla disciplina, alle vittorie del team sembrano affondare rapidamente nel mare ritratto insieme a lei. Affiora l’autocompiacimento, la scelta che appare civettuola, e soprattutto le belle gambe che, nel simulare un esercizio d’acqua ma fuori da essa, sembrano una provocazione. E’ c’è quel costume, poco più di un’ipotesi, che quasi scompare. La simultaneità dei segnali fulminano le già fioche lampadine nel cervello di qualcuno. E arrivano insulti, come grandine. La grandine che fa male anche se sei in acqua, quando cade. Quel connubio tra pensieri da libro Cuore e il divismo un po’ provinciale di Linda non vengono intesi con la giusta leggerezza e, al massimo, rimuginati con un po’ d’invida da qualche compagna di team. No, prefetti estranei cercano vocaboli e sintassi più o meno malfermi nell’abecedario di pietra della loro desolata educazione e li scagliano, con la fionda di una lingua che conosce solo il livore. Linda ne viene lapidata, come fosse rimasta lì, davanti alla riviera ligure, a subire un’onda proveniente dalla parte opposta del mare, e non meno pericolosa. Una risacca di fango a cui la nuotatrice artistica non era abituata.

Linda Cerruti, individuati gli haters
Linda Cerruti, 8 medaglie agli Europei. QNM.it

Insulti a Linda Cerruti, chi sono i responsabili

In queste ore l’epilogo o, meglio, il primo capitolo di quello che è stato l’invitabile strascico legale e burocratico della faccenda. Le medaglie sono state 8, i denunciati per diffamazione dalla Polizia Giudiziaria 12 con gli esiti dell’indagini che parlano di una brutalità democraticamente condivisa, per luogo ed età: un impiegato di Roma, 50 anni; un operaio veneto, di età ignota; due pensionati lombardi; un impiegato pubblico quarantenne, identificato in Friuli Venezia Giulia. C’è un giovane della stessa età di Linda, sardo, come lei abituato ad osservare il mare. Ma non ha cercato la disciplina dello sport, né quella delle parole: la sua vita, come quella degli altri, naviga a vista tra gli insulti. Ecco, tra loro c’è qualcuno nato nel 1972. E allora si ripensa a Mike Spitz e alla famosa fotografia con le sette medaglie d’oro vinte alle Olimpiadi. Ma quella del nuotatore statunitense è un’immagine del secolo scorso. Non c’era Instagram. Gli insulti la gente li teneva nel proprio cuore. E le medaglie non venivano macchiate dal veleno. Altri tempi davvero, in cui potevamo credere di essere migliori di quello che siamo. E forse lo eravamo davvero.