Gianluca Vialli, odioso atto vandalico: tutti i tifosi sono sconvolti

Gianluca Vialli, odioso atto vandalico: tutti i tifosi sono sconvolti. Mentre il mondo dello sport lo ricorda, c’è chi specula sul dolore

Una settimana sola non basta per cancellare il clamore della morte di Gianluca Vialli e lo dimostrano ancora i moltissimi attestati di stima che l’ex campione continua e ricevere. L’ha pianto la sua famiglia, lo piangono i tifosi delle squadre in cui ha giocato, in Italia e in Inghilterra. Eppure c’è chi ne ha approfittato per un atto vandalico tanto odioso quanto insensato.

Gianluca Vialli,
Gianluca Vialli, odioso atto vandalico (QNM.it)

Tutto è successo a Genova, nella città che lo ha visto diventare un campione e portare la Sampdoria allo scudetto del 1991. In una delle vie vicino allo stadio di Marassi, quello dove ha giocato per anni, da qualche giorno è apparso il cartellone pubblicitario di una nota agenzia di pompe funebri, forse la più nota in Italia come sappiamo dalle campagne a volte geniali sui social.

Nulla di strano, se non fosse che in quel cartellone, raffigurante una bara per promuovere lo sbarco di Taffo in città, qualccno nella notte tra martedì e mercoledì scorso con lo spray ha voluto aggiungere il nome di Gianluca Vialli e la scritta R.I.P.. In più il testo porta gli stessi colori della Sampdoria ma non è chiaro se si tratti dell’opera di un tifoso genoano, reale o presunto.

Gianluca Vialli, odioso atto vandalico: il mondo dello sport lo ricorda così

Uno scempio e un insulto alla la memoria dell’uomo ancora prima del campione. Alcuni abitanti della zone se ne sono accorti a cose già avvenute e l’hanno subito segnalato alle autorità, mentre da questa mattina la parte infamante del cartellone pubblicitario è stata strappata.

Ancora ignoto l’autore (o gli autori) del gesto anche se alcune telecamere presenti nella zona potrebbero aiutare a fare chiarezza e ad individuare le responsabilità. In questi casi parlare di goliardata non ha nessun senso, per il profondo rispetto che servirebbe di fronte ad una vita umana.

Quello che hanno invece ex colleghi e amici di Luca che ancora una volta si sono ritrovati in una chiesa romana iera sera per commemorarlo con una messa nella chiesa di Santa Teresa al Bambino Gesù . Tra gli altri era presente anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha voluto ricordarlo così: “Era una notizia che chi lo conosceva si aspettava, ma la speranza esiste sempre. Ha portato un velo di tristezza abbastanza unico. Lui aveva messo tutti d’accordo”.

Per ricordarlo ancora meglio, Malagò ha avuto un’idea: “Ho parlato con Gravina vorremmo intitolargli il campo del centro di preparazione olimpica Giulio Onesti dove la nazionale si è preparata per gli Europei. Lui stato un grande calciatore ma anche patrimonio per tutti quanti noi.

Gianluca Vialli, parla una delle dottoresse che l’aveva operato: “Rappresenta un esempio e un modello”

Del dolore di Gianluca Vialli come paziente invece ha parlato, in una lunga intervista sul quotidiano ‘Il Messaggero’ la dottoressa Anna Caterina Milanetto. Faceva parte dell’équipe che lo aveva operato nel 2017 quando era comparso per la prima volta il tumore al pancreas.

“Rappresenta un esempio e un modello anche per i pazienti che vedo ogni giorno nell’ambulatorio specifico che si prende cura degli ammalati di tumore al pancreas in clinica a Padova. Un atleta di prim’ordine, sicuramente con uno stile di vita sano, eppure la malattia lo aveva colpito lo stesso. Nel caso del pancreas sono solo il 20% i pazienti operabili”, ha spiegato.

Vialli è morto
Vialli è morto a 58 anni (QNM.it)

Che cosa le ha lasciato quell’incontro? “Ricordo lo sguardo profondo e al tempo stesso preoccupato di Vialli che cercava dal professor Zerbi che era accanto al suo letto qualche segnale di rassicurazione. Quegli occhi denotavano al tempo stesso timore e speranza”.