Roberta Cultrone in esclusiva a QNM: “Ecco com’è stato lavorare con Marco Tullio Giordana”

Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’attrice Roberta Cultrone, classe 1990 protagonista già di diversi interessanti lavori. Ci ha raccontato le sue esperienze e il suo mondo, arrivando a soffermarsi sulla straordinaria esperienza con Marco Tullio Giordana.

Roberta Cultrone in primo piano
Roberta Cultrone e la sua esperienza con Marco Tullio Giordana (QNM)

Grazie per averci concesso l’intervista.
Grazie a te/a voi!

Ci racconti chi è Roberta Cultrone?
Io nasco ad Avellino nel 1990. La mia città è una provincia decisamente tranquilla dove ho vissuto un’infanzia e un’adolescenza piuttosto serene, ma prive di stimoli. Accanto agli studi e alle uscite con le mie amiche, me ne stavo spesso per conto mio a vedere film e a provare monologhi registrandomi con la telecamera.

Dove nasce la tua passione per il mondo del cinema?
Mio padre è un cinefilo di prim’ordine, ed è grazie a lui che è nata la mia “ossessione” per i film e la recitazione (nonostante fossi estremamente timida). Una sera, avevo circa 9 anni, mi fece vedere Philadelphia, e rimasi colpita da quelle scene forti e intense, da quei primi piani e dalla bravura sconcertante di Tom Hanks. Ecco, posso dire che quella sera dentro di me scattò qualcosa, quella storia e quei volti mi fecero provare delle sensazioni che non riuscivo a spiegarmi, ma che tuttora provo quando mi immedesimo in un personaggio, o quando mi appassiono ad una storia.

Eppure il tuo percorso inizia con una laurea in Lingue straniere
Sì, parlo inglese, francese, tedesco e spagnolo (ho vissuto in Australia e in Germania), e le lingue straniere sono la mia altra grande passione, che unita alla recitazione mi permette di arricchire il mio repertorio artistico, combinando le due cose. Imparare una lingua straniera ha a che fare con l’imitazione di nuovi suoni, e questo processo è strettamente legato alla costruzione di un personaggio che può parlare un dialetto particolare, o addirittura un’altra lingua.

Il debutto in sala arriva con un grandissimo regista, Marco Tullio Giordana in Due soldati. Ci racconti quell’esperienza?
Quel provino fu davvero un colpo di fortuna e una scarica di adrenalina pura! Ai casting c’era proprio Giordana, e devo dire che già il fatto di aver recitato davanti a lui mi sarebbe bastato, poi fui chiamata per una parte nei Due Soldati. Interpretavo Cristina, vanitosa e prossima al matrimonio, la migliore amica della protagonista Maria (nel film una dolcissima Angela Fontana), e lavorare su un set con un maestro come Giordana e una troupe di professionisti candidati ai David di Donatello, fu per me un sogno che si avverava.

Roberta Cultrone in primo piano
Roberta Cultrone in posa (QNM)

Come è stato lavorare con Marco Tullio Giordana?
Ho conosciuto un regista di un’umiltà e una pazienza infinite, Giordana ha saputo insegnarmi e premiarmi allo stesso tempo, facendomi sentire allieva e professionista. Ricevere i suoi complimenti per come avevo caratterizzato il personaggio di Cristina e per come avevo saputo essere professionale e modesta, è stato come ricevere mille carezze da un gigante che ammiravo. Sono state settimane indimenticabili!

Che differenza c’è nel recitare in un film e in un corto?
Un film prevede un tipo di preparazione e lavorazione più lunghe, anche se dipende sempre dal personaggio che sei chiamato ad interpretare. I cortometraggi sono delle esperienze brevi, ma che possono condurti a grandi risultati e opportunità. Nel 2015 ho recitato come protagonista nel corto del mio carissimo amico Elio Di Pace, diplomato al Centro Sperimentale, abbiamo girato un film che si chiama La voglia di dormire, tratto da un racconto di Cechov. Era luglio, avevo un vestito ottocentesco e interpretavo una bambinaia che ammazza la piccola della quale avrei dovuto prendermi cura. Quei giorni di riprese furono intensi e stancanti e la fortuna volle che fui premiata come miglior attrice protagonista al festival internazionale del corto Il Varco.

Come è stata la tua esperienza nell’interpretazione di una pubblicità?
Le pubblicità sono un mondo a parte, hanno molto a che fare con degli scatti fotografici. Diciamo che recitare in uno spot vuol dire fingere spudoratamente, e seguire delle indicazioni piuttosto meccaniche. Preferisco i film.

Cosa ti aspetti dal futuro?
Dal futuro mi aspetto opportunità, mi aspetto di incontrare colleghi appassionati che mi fanno venir voglia di mettermi in gioco sempre di più e di osare. Mi aspetto di interpretare nuovi personaggi e di far parte di progetti interessanti e faticosi. Mi aspetto di condividere le mie idee e le mie capacità, e di parlare di cinema e di arte, e di come cambiare le cose. Mi aspetto di continuare a sognare. Mi aspetto di crescere e di non mollare mai. Mi aspetto di essere felice.