Cecchini (Italia Celere): “Trasferte vietate? Sbagliato punire tutti”

Il portavoce del sindacato di Polizia in esclusiva: “La responsabilità penale ha un rilievo personale. Bloccando le trasferte non si puniscono solo i colpevoli”

Gli scontri tra gli ultras di Roma e Napoli continuano a far discutere. Ieri c’è stata un’importante riunione al Viminale, tra il Ministro dell’Interno Piantedosi, quello per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini e quello della Figc Gabriele Gravina. Sul tavole delle discussioni, le procedure da prendere per punire i violenti e dare un segnale forte a tutte le tifoserie. Dall’incontro di ieri è emersa la volontà di vietare le trasferte di Roma e Napoli fino al termine della stagione e di bloccare la partenza delle tifoserie più violente.

Andrea Cecchini di Italia Celere, sulle chiusure delle trasferte ai tifosi di Napoli e Roma – Qnm.it –

Una presa di posizione che fa discutere. Anche nel mondo delle istituzioni. Andrea Cecchini, portavoce di Italia Celere, il sindacato della Polizia, dichiara: “Ci chiedono se è giusto bloccare le trasferte e chiudere le curve delle tifoserie più calde che si macchiano di episodi violenti. Non dobbiamo mai dimenticare che la responsabilità penale ha un rilievo personale; come Organizzazione Sindacale di Polizia, e quindi dalla spiccata determinazione democratica, riteniamo che il giusto non passi per punire tutti, ma solo i responsabili”.  Per Cecchini, “bloccando le trasferte non si applica alcuna misura di giustizia verso i responsabili dei gravissimi reati di cui si macchiano e cosi costoro la fanno franca andando a limitare il sacrosanto diritto di spostamento dei veri tifosi, quelli che seguono il calcio rispettando le idee e le passioni altrui e soprattutto la legalità. Non è giusto – continua Cecchini – che paghino tutti. Chiudere gli stadi e le trasferte vuol dire fermare le brave persone. Chi invece commette questi reati deve andare in galera ed avere il Daspo a vita”. 

“Il Poliziotto rischia di essere il capro espiatorio”

Scontri in autostrada tra ultras
La Polizia costretta ad intervenire in autostrada a Badia al Pino – Qnm.it –

Cecchini si dice “indignato  per quanto è successo, ma la preoccupazione e la rabbia per ciò che abbiamo visto, non può prevaricare sulla strategia che uno Stato deve attuare per affrontare certe situazioni. Purtroppo le forze dell’Ordine non hanno gli strumenti giusti: spesso la Polizia non può intervenire e si ritrova di fronte a messaggi assolutamente sbagliati: le uniche due persone arrestate dopo ciò che è successo, sono state immediatamente scarcerate. Ma che messaggio è? Se il Poliziotto interviene rischia di essere il capro espiatorio. Addirittura sarebbe passato il messaggio che avrebbe partecipato alla rissa. Il Poliziotto non è più visto come lo Stato, ma come uno che partecipa alle risse”. Le immagini dell’Autogrill di Badia Al Pino, preso d’assedio dai teppisti, sono ancora nella mente di tutti.“Quello a cui abbiamo assistito è vergognoso: bande di teppisti hanno occupato l’Autostrada e hanno impedito a famiglie e lavoratori di esercitare un loro sacrosanto diritto: utilizzare un bene pubblico. Che hanno deturpato per un divertimento e per giochi di guerriglia. Chiediamo al Governo un intervento forte e deciso, per il rispetto della legalità e per un aumento di poteri e strumenti in mano alle forze dell’ordine”.

Ultras, scontri
Gli scontri in A1, tifosi con felpe nere e cappuccio, lanciano razzi da una parte all’altra dell’autostrada – Qnm.it –

Necessario far rispettare le regole già in essere: “Torniamo a chiedere che siano applicate le giuste misure previste dal codice penale ed anche quelle di prevenzione come il Daspo a vita verso chi ha commesso quelle assurde e becere violenze sull’A1, perché non passi mai il messaggio che reati così gravi restino impuniti. E così avremmo finalmente un tifo pulito da questi artefici del teppismo. Non siamo tutti uguali ma abbiamo tutti gli stessi diritti, non riteniamo sia giusto limitare i diritti delle brave persone per colpa di pochi. Questo il nostro messaggio al Governo per una Italia che premi il Merito e soprattutto che promuova il senso di Giustizia”, ha concluso Cecchini.