Bce, parte l’agguato ai Btp italiani: le parole della Legarde che creano imbarazzo

La Bce, attraverso il bollettino pubblicato dalla presidente Legarde, ha mandato in tilt i mercati, creando disagi. Ecco gli scenari futuri

Chi nei mesi scorsi ipotizzava (o a volte auspicava) una vera e propria catastrofe finanziaria, ha visto le proprie previsioni crollare in modo netto: lo spread infatti è tornato ai livelli dell’aprile scorso, mentre i titoli di Stato hanno raggiunto una soglia del 4% con la borsa capace di recuperare tutte le perdite registrate dallo scoppio della guerra in Ucraina. Una situazione che, per gli esperti, tende al miglioramento, nonostante i problemi relativi alle perdite fatte registrare a causa della pandemia e al caos economico finanziario, derivato dalla guerra in Ucraina.

Bce Legarde
La Bce manda in tilt i mercati italiani (Ansa) – Qnm.it –

Tutti concordi, tranne Christine Lagarde. La governatrice della Bce è stata infatti protagonista di alcune scelte discutibili, che hanno abbassato il clima di fiducia degli operatori economici internazionali. Su tutte il rialzo dei tassi d’interesse e alcuni annunci che sembravano esagerati: una girandola di confuse e minacciose dichiarazioni sulla necessità di chiudere gli acquisti di titoli di Stato e di mettere subito dopo mano ai tassi. Parole che hanno mandato in tilt i mercati. Il differenziale tra Btp e Bund, durante la seduta di ieri ne è una prova chiara. Dopo una partenza brillante, con lo spread che era sceso a 178 punti base e il rendimento del decennale italiano al 3,87%, il bollettino della Bce ha tagliato le gambe agli acquisti.  Ma cosa è stato specificato nel bollettino (giudicato da molti operatori assolutamente inutile e dannoso) pubblicato da Francoforte? Il Consiglio direttivo ha rimarcato la propria intransigenza nel proseguire con la stretta monetaria. Per “assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine”, si legge nel documento, la Bce “ritiene che i tassi di interesse debbano ancora aumentare in misura significativa a un ritmo costante per raggiungere livelli sufficientemente restrittivi”.

Il risultato è stato fin da subito evidente: lo spread è salito, toccando quota 183 punti base. Secondo le proiezioni degli economisti di Francoforte, sebbene in ritirata al 9,2% a dicembre contro il 10,1% del mese precedente, l’inflazione continua a essere eccessivamente elevata, con il rischio concreto che si mantenga “su un livello superiore all’obiettivo per un periodo di tempo troppo prolungato”. Ma è davvero così? Nel 2022, l’inflazione media annua è stimata all’8,4% e dovrebbe calare quest’anno fino al 6,3% per poi attestarsi a livelli ancora più bassi:  3,4% nel 2024 e  2,3% nel 2025. Quella di fondo, ovvero calcolata al netto di energia e alimentari, è stimata invece al 3,9% per il 2022 e al 4,2% per l’anno in corso (2,8% nel 2024 e 2,4% nel 2025). Da qui le ragioni dietro un’ulteriore accelerazione della stretta, che finora ha comportato un rialzo dei tassi, incollati a zero fino a inizio luglio, di 250 punti base, e che, a partire da marzo, riguarderà anche il bilancio della Bce.

I nuovi strumenti richiesti da Berlino

Legarde
Le strane mosse della Bce e le ripercussioni sui mercati (Ansa) – Qnm.it –

Bloomberg ha poi pubblicato un’indiscrezione, che riguarda possibili proposte dell’Spd, il partito del cancelliere Olaf Scholz, di creare un fondo europeo in risposta al piano di sussidi per la transizione ecologica da 370 miliardi di euro varato dall’amministrazione Usa. Nel documento si legge che Berlino chiederà all’Ue di introdurre “nuovi strumenti finanziari comuni”. Investimenti che permetterebbero a diversi Paesi (anche l’Italia) di  sostenere le imprese nella riconversione ecologica.  I dettagli del piano non sono ancora noti, non si sa ad esempio se i finanziamenti saranno a fondo perduto o prestiti.