13 storie di fallimenti e rivincite al maschile

Non sempre uomini molto famosi e di successo hanno iniziato la loro carriera con i fasti che poi sono stati loro riservati in seguito. Al contrario, sono stati numerosi i fallimenti che li hanno contraddistinti, ma non per questo si sono abbattuti

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    vittoria trionfo
    Foto di Yuriy Seleznev/Shutterstock.com

    Spesso si crede che gli uomini di grande prestigio non abbiano mai sbagliato in vita loro ma non è così perché sono numerose le storie di fallimenti e successi immediatamente (o meno immediatamente) dopo. È la dimostrazione che non si deve mai smettere di crederci perché la vita può sempre riservare una, due, persino tre chance. Un po’ come uno degli imprenditori più di successo di tutti i tempi ossia Henry Ford che fondò due società e con entrambe andò in bancarotta (Detroit Automobile Company e Henry Ford Company) prima del giusto appiglio con la Ford Motor Company. Scopriamo tredici storie davvero sorprendenti di caduta e rinascita al maschile.

    Slash

    Slash
    Foto di yakub88/Shutterstock.com

    Il mitico Slash, chitarrista e compositore dei Guns N’Roses dal 1985 al 1996 e dal 2016 fino a oggi, non ha iniziato proprio bene la sua esperienza musicale: da ragazzo fallì un provino per entrare nei Poison e poi un altro per entrare proprio nei Guns N’ Roses. L’altro membro storico dei Guns Izzy Stradlin commentò raccontando che al tempo Slash aveva uno stile ancora un po’ troppo “blues”. Tuttavia, il nostro eroe pentatonico non si è abbattuto e finalmente dopo un ennesimo provino è entrato nel gruppo fino a diventarne un pilastro e a occupare la 65ª posizione nella classifica dei 100 migliori chitarristi di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone. Oggi Slash è un monumento alla sei corde e il binomio Slash & chitarre Gibson è indissolubile.

    Charles Bukowski

    Amatissimo scrittore e poeta dallo stile ruvido ed esplicito, simbolo e ispirazione per moltissimi lettori in tutto il mondo, non ha avuto affatto vita facile al suo esordio. L’infanzia è traumatica con il padre violento, la discriminazione in quanto immigrato tedesco e l’avvicinamento precoce ad alcol e droghe. Lavora a lungo nelle poste americane come impiegato archivista dopo aver vagabondato negli States con lavoretti sporadici. A 49 anni gli viene offerto un contratto da 100 dollari al mese per diventare scrittore a tempo pieno (sottopagato) e accetta. Il suo stile crudo che mette a nudo i nervi e il lato oscuro del sogno americano ne hanno fatto uno scrittore cult per milioni di ragazzi.

    Steve Jobs

    Steve Jobs
    Ansa

    La storia di Steve Jobs ha dell’incredibile perché il celebre imprenditore californiano prima co-fonda Apple, decide di affidare la società a un CEO esterno e viene licenziato. Fonda un’altra società e punta nel fiorente e crescente mercato dei film d’animazione con la Pixar e ritorna trionfalmente in Apple dalla porta principale spadroneggiando.

    Temistocle

    Temistocle

    Torniamo parecchio indietro nel tempo con Temistocle (524 aC – 459 aC) che Plutarco, riferendosi alla guerra contro i Persiani, definì “l’uomo che più di tutti ha contribuito alla salvezza della Grecia”. Ma Temistocle in vita, dopo un inizio più che luminoso, fu perseguitato da Atene stessa. Vicino al popolo, spinse per potenziare la flotta ateniese che diventò la più potente dell’intera Grecia, ma sospettato di atteggiamenti tirannici venne ostracizzato e condannato a morte così fuggì nella nemica Persia dove morì probabilmente suicida. In seguito, fu riabilitato da eroe postumo. Temistocle è celebrato (in maniera più o meno fantasiosa) nel film “300 – L’alba di un impero”.

    Michael Jordan

    Michael Jordan
    Ansa

    Uno dei giocatori di basket più forti e amati di sempre è stato Michael Jordan, ma fu scartato in diversi provini compreso quello della squadra del liceo e prima ancora non fu scelto perché troppo basso. Tuttavia non perse mai il proprio spirito e non si abbatté diventando, al contrario, una leggenda.

    Harrison Ford

    Harrison Ford
    Ansa

    Quasi nessuno sa che Harrison Ford fosse un carpentiere prima di diventare attore a tempo pieno. Ebbene, ormai prossimo ai 30 anni e dopo aver imparato il mestiere da autodidatta, stava iniziando a considerare l’idea che il cinema non fosse cosa per lui. Invece, ottenne un ruolo secondario in America Graffiti a 29 anni dopo aver lavorato a casa di George Lucas come falegname, costruendo mobili.

    Walt Disney

    Walt Disney
    Ansa

    Walt Disney ottenne qualcosa come 302 rifiuti di finanziamento per la sua omonima società, ma prima ancora fu licenziato dal giornale Kansas City Star perché “sprovvisto di immaginazione e buone idee”. Anche la sua creazione più celebre, Topolino, all’inizio fece storcere parecchi nasi in quanto definito “Troppo spaventoso per le donne”. Il suo primo studio di animazione chiamato Laugh-O-Gram finì in bancarotta.

    Stephen King

    Stephen King
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    Stephen King arrivò a lanciare il manoscritto di Carrie nella pattumiera dopo aver ricevuto qualcosa come 30 rifiuti di pubblicazione. Era insegnante di inglese e veniva da una famiglia piuttosto povera. Dopo aver visto alcuni suoi racconti usciti su riviste, finalmente ottenne la giusta visibilità ed oggi è arrivato a 50 romanzi e 350 milioni di copie vendute.

    Beppe Grillo

    Beppe Grillo è il leader non schierato e impegnato direttamente in prima persona del Movimento Cinque Stelle, partito che ha ottenuto il maggior numero di voti alle Elezioni politiche 2018. Prima – e tuttora – è stato ed è uno dei comici di riferimento del panorama italiano. Ma anche lui ha avuto un periodo oscuro e di allontanamento dalla TV dopo una battuta contro i socialisti (“Qui in Cina sono tutti socialisti? E allora… a chi rubano?”) che gli è valsa l’esilio mediatico. Piuttosto che abbattersi, Grillo ha reagito con un’instancabile attività teatrale durata 20 anni, alla fine dei quali è diventato il protagonista della scena politica nazionale. Ostracizzato dalla politica, Grillo si è messo a fare politica. Una bella rivincita.

    Toni Iommi

    Dal perdere alcune falangi delle mani dopo un tremendo incidente quando lavorava da giovanissimo come carpentiere, Toni Iommi divenne fondatore e pilastro dei Black Sabbath nonché artista unico nell’heavy metal. È anche polistrumentista potendo suonare pianoforte, il sintetizzatore e il flauto. Storia molto simile quella di Django Reinhardt, che a 18 anni perse l’uso della gamba destra e di parte della mano sinistra in occasione dell’incendio della roulette dove viveva. Passò dal banjo alla chitarra inventando uno stile tutto suo.

    Alex Zanardi

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    Una vita unica quella di Alex Zanardi, che è difficile identificare in un singolo modo e con un singolo appellativo. Pilota di grandi speranze da giovane, ebbe un primo contatto con la F1 con risultati alterni. L’avventura nell’automobilismo americano fu più fruttifera, ma il ritorno in F1 fu un vero disastro. Ancora una volta passato negli USA nei CART ebbe un incidente spaventoso che gli costò entrambe le gambe. Ma si re-inventò come atleta a tutto tondo diventando campione iridato e olimpico nel paraciclismo, oltre che un vero e proprio simbolo e esempio di determinazione e resilienza.

    Giovanni Falcone

    Falcone
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    Rivincita postuma quella del magistrato Giovanni Falcone, uno degli eroi principali della lotta tra lo Stato e la mafia. Se oggi chiunque si toglie il cappello quando viene pronunciato il nome di Falcone, il magistrato in vita non ricevette altrettanto supporto e, anzi, fu criticato e isolato da moltissimi giudici, giornalisti e politici.

    Kōtoku Wamura

    Kōtoku Wamura

    Un’altra rivincita postuma chiude il nostro elenco. Il politico giapponese Kōtoku Wamura fu pesantemente criticato per la volontà di costruire un muro a protezione di eventuali tsunami. In realtà, proprio grazie alla sua ferma e decisa determinazione salvò il villaggio di Fudai dall’evento catastrofico che colpì il Giappone nel 2011. Ma lui non lo potè mai sapere essendo morto nel 1997. Quando era sindaco, la popolazione lo accusò di spreco di denaro pubblico per quel muro così alto e così più costoso di quello dei paesini vicini. Eppure aveva ragione.