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Piloti di Formula 1: i 10 migliori di sempre

Piloti di Formula 1: i 10 migliori di sempre
da in Fernando Alonso, Formula 1, Sport
Ultimo aggiornamento: Venerdì 13/02/2015 19:20

    ayrton senna

    La Formula 1 è lo sport delle statistiche, della velocità, delle prestazioni sempre più estreme delle monoposto ma soprattutto è lo sport dei piloti, carismatici e spericolati sportivi che sfidano le leggi della fisica ad ogni giro senza timore degli avversari. Nella storia di questo sport molti potrebbero essere considerati i migliori: abbiamo provato a fare un’ipotetica classifica dei migliori di sempre. Questa è la nostra opinione, ma nei commenti puoi scrivere la tua personale classifica. I piloti di Formula 1 devono essere abili, intelligenti, capaci di lavorare in gruppo ma soprattutto hanno bisogno di una qualità spesso assente nella maggior parte degli altri sport: il coraggio. Nonostante gli enormi progressi fatti negli ultimi anni con la sicurezza, la Formula 1 è stato e rimane uno sport pericoloso e lo dimostra il fatto che alcuni dei nomi presenti in questa classifica, sono rimasti vittime della pista. Il 13 maggio 1950 in un campo di aviazione a Silverstone, è iniziata ufficialmente la storia della Formula 1: Sfogliate le pagine e scroprite i 10 piloti che si sono distinti in emozionanti gare all’ultimo secondo.

    10. Ayton Senna

    (San Paolo del Brasile 21-03-1960; Bologna 01-05-1994). La leggenda. Senna è da considerarsi come il precursore della guida moderna, colui che per primo riuscì a capire l’importanza della preparazione fisica e psicologica. Ha dedicato la sua stessa vita al mondo delle corse, per raggiungere ed oltrepassare il limite, diventando un mito. Anche se non fosse morto, i successi ottenuti nella sua carriera, lo avrebbero ugualmente incoronato il miglior pilota di Formula Uno di tutti i tempi. Debuttò in Formula 1 nel Gran Premio del Brasile 1984 su Toleman-Hart. La Lotus lo ingaggiò poi nel 1985. Nel 1988, passato alla McLaren, trovò come compagno di squadra Prost con il quale iniziò ben presto una rivalità destinata a segnare la Formula 1. Nel 1994 lasciò la McLaren per trasferirsi alla Williams, proprio al posto del ritirato Prost. Coraggioso, rapido e audace, si è aggiudicato 3 Campionati del Mondo (1988-90-91), e ha disputato 161 Gran Premi con 41 vittorie. “Mi ferisce che si dica che credo di essere imbattibile a causa della mia fede in Dio. Ciò che voglio dire è che Dio mi dà la forza e inoltre che la vita è un dono che Dio ci ha dato e noi siamo obbligati a mantenerlo con cura”. Campione assoluto. Inimitabile.

    9. Jim Clark

    (Kilmany, 4 marzo 1936 – Hockenheimring, 7 aprile 1968). È considerato uno dei più grandi piloti di Formula 1 di tutti i tempi ed è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico. Pilota dominante durante tutta la sua permanenza nella Formula 1 nella metà degli anni ’60, godeva di un’innata capacità di stare al volante. Non c’era nulla che non potesse fare al volante di una vettura di Formula 1. Clark era un gentiluomo dilettante che guidava semplicemente perché amava la guida. Ed era sublime al volante: il tocco e la sensibilità per la sua auto e per il circuito erano senza pari. L’intera carriera di Clark è stata con la Lotus di Colin Chapman, per la quale ha corso dal 1960 al 1968. Si è aggiudicato 2 Campionati del Mondo (1963-65), e ha disputato 72 GP con 25 vittorie. Lo accomuna a Senna la grande capacità di guida sotto la pioggia. Registrò anche il più basso numero di incidenti: solo tre in otto stagioni. Questo sottolinea il paradosso della sua morte, causata proprio da un incidente in pista

    8. Schumacher

    (Hermülheim, 3 gennaio 1969). Il sette volte Campione del mondo è stato assolutamente dominante durante la sua permamenza in questo sport, in particolare il periodo con la Ferrari con cui ha raccolto cinque titoli (evitiamo di parlare del ritorno in Mercedes). Non ci sono dubbi che circondano la sua abilità al volante: i punti interrogativi sono sempre stati sollevati a riguardo della sua sportività. Il suo primo titolo arrivò nel 1994 con la polemica dell’incidente con Damon Hill. Nel 1997, con un incidente in circostanze analoghe con Jacques Villeneuve, venne escluso dalla classifica piloti: in questa occasione la manovra di Schumacher venne condannata anche dai media italiani e tedeschi. Non dimentichiamo comunque che è e rimarrà sempre uno dei più grandi piloti di Formula 1, che attualmente detiene quasi tutti i record di questo sport, con 7 Campionati del Mondo vinti (1994, 95, 2000, 01, 02, 03, 04), 250 GP disputati con ben 91 vittorie. Spietato e imbroglione lo definiscono alcuni. Perfezionista e inimitabile altri. Voi con chi state?

    7. Stewart

    (Milton, 11 giugno 1939). E’ stato il primo pilota milionario e uno dei volti più riconosciuti dello sport. Il 1969 fu l’anno della consacrazione, con la Matra gestita da Ken Tyrrell, Stewart rimase l’unico pilota ad aver vinto il mondiale per un marchio francese fino al titolo di Alonso del 2005 con la Renault. Stewart era accecante con la sua velocità. Avrebbe potuto continuare a registrare risultati per molti anni, ma dopo la morte del compagno di squadra e amico François Cevert, Stewart abbandonò lo sport perché non si sentiva più sicuro. Questo gli fece capire che bisognava fare qualcosa per rendere l’automobilismo uno sport sicuro e divenne uno dei più attivi sostenitori della sicurezza nella F1. “È inaccettabile morire perché ci si schianta contro un albero che si trova lì per caso”. Si è aggiudicato 3 Campionati del Mondo (1969, 71, 73), disputando 99 GP con 27 vittorie.

    6. Alain Prost

    (Lorette, 24 febbraio 1955). Detto ”il professore” per il suo approccio tattico alle gare e per la sua pignoleria maniacale nella messa a punto della monoposto. E’ stato per il pilota più vincente della storia della Formula 1 prima dell’avvento di Schumacher, superando nel 1987 il record di gare vinte appartenuto fino a quel momento a Jackie Stewart. Ha guidato ogni gara esattamente nello stesso modo e non ha mai rischiato tanto: era l’antitesi del suo grande rivale Ayrton Senna. Eppure ‘Il Professore’ quattro Campionati del Mondo li ha vinti e sono la testimonianza che se anche il francese non ha avuto mai molti amici nel Circus, è da considerarsi sicuramente un vincente. Si è aggiudicato 4 Campionati del Mondo (1985, 86, 89, 93) , disputando 199 GP con 51 vittorie.

    5. Fangio

    (Balcarce, 24 giugno 1911 – Buenos Aires, 17 luglio 1995). Robusto e forte, Fangio ha vinto il suo primo Campionato del Mondo a 40 anni. Ha partecipeto a soli 51 GP ottenendo 29 pole position e ben 48 partenze dalla prima fila. Cosa avrebbe regalato ai tifosi con una carriera più lunga? Con 5 Campionati del Mondo di cui 4 consecutivi (1951, 54, 55, 56, 57), ha corso in 51 GP con 24 vittorie, non si può discutere: in 60 anni di storia della Formula 1, Fangio merita di essere incluso nella top ten dei più grandi piloti.

    4. Alonso

    (Oviedo, 29 luglio 1981). Soprannominato Magic Alonso e El Nano, a soli 24 anni ha fermato le vittorie consecutive di Schumacher, dimostrando di essere un pilota forte ed intelligente, dalla guida brillante. Esordì nel Gran Premio d’Australia 2001 con la Minardi. Nel 2002 passò alla Renault e annunciò la firma con la McLaren nel 2007. Nel 2008 tornò alla Renault finchè il 30 settembre 2009, la scuderia di Maranello pubblicò sul proprio sito un comunicato ufficiale: “Alonso correrà con la Rossa per le prossime tre stagioni al fianco di Felipe Massa e Giancarlo Fisichella, selezionato per il ruolo di terzo pilota”. Ha detenuto il record di più giovane vincitore di un Campionato Mondiale di Formula 1, conseguito al termine della stagione 2005 (fino al trionfo di Hamilton nel 2008, record nuovamente battuto da Vettel nel 2010), ed è tuttora il più giovane due volte campione del mondo di categoria. Si è aggiudicato 2 Campionati del mondo (2005-06), disputando 123 GP con 21 vittorie. Alonso è uno dei ”grandi” ed ha ancora tanto tempo per dimostrare molto di più. Tutti i ferraristi sperano ovviamente in lui per tornare a vincere.

    3. Mansell

    (Upton-upon-Severn, 8 agosto 1953). Unico pilota a essere contemporaneamente campione in Formula 1 e in Formula CART, era un uomo disposto a lasciare tutto per guidare una macchina. Esordisce in Formula 1 nel 1980 con la Lotus, e quindi passa alla Williams nel 1985. Mansell fu per due anni pilota della Ferrari nel 1989 e nel 1990, in cui colse due vittorie. Nel 1991 torna alla Williams con la quale vince il suo unico titolo mondiale. Pilota amato da alcuni e da altri considerato pazzo, si è aggiudicato 1 Campionato del Mondo nel 1992, disputando 187 GP con 31 vittorie. Lo ricordiamo come un grandissimo pilota per il suo coraggio fuori dal comune, per il suo provarci sempre fino all’ultima curva, per il suo odio per i ragionamenti tattici, la sua passione per i duelli (memorabili quelli del ’91 con Senna), per il suo correre sempre e unicamente con il cuore solo per il piacere di regalare e regalarsi forti emozioni.

    2. Ascari

    (Milano, 13 luglio 1918 – Monza, 26 maggio 1955). Unico pilota al mondo in grado di rivaleggiare seriamente con Juan Manuel Fangio, era noto per la sua concentrazione d’acciaio e la guida selvaggia. Pilota notevole, ha collaborato con Enzo Ferrari negli anni ’50 vincendo due Titoli Mondiali, disputando 32 GP con 13 vittorie. Tra il 1952 e il 1953 Ascari ottenne il giro più veloce in 7 gare consecutive, record ancora oggi non superato. Morì a Monza durante dei test per la Ferrari. Rimane l’unico italiano ad avere vinto il Titolo Mondiale al volante della Ferrari.

    1. Piquet

    (Rio de Janeiro, 17 agosto 1952). Un altro pilota brasiliano che rientra nella top ten. Piquet è stato considerato un professionista serio con un senso dell’ironia innegabile. Aveva uno stile di guida equilibrato: non freddamente calcolatore come Lauda o Prost, ma nemmeno eccessivamente irruente come Mansell. Ha sempre dimostrato grande capacità di adattamento su circuiti nuovi. Esordì in F1 nel 1978 e dal 1979 corse per la Brabham di Bernie Ecclestone con cui vinse due titoli mondiali. Nel 1986 passare alla Williams, dove vinse un altro titolo mondiale nonostante la rivalità con Mansell. Si aggiudicò 3 Campionati del Mondo (1981, 83, 87), dispitando 204 GP con 23 vittorie.

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