Olimpiadi Londra 2012: Australia e Giappone relegano le atlete in classe economy

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    Olimpiadi Londra 2012: Australia e Giappone relegano le atlete in classe economy

    AP/LaPresse

    A pochi giorni dall’avvio della trentesima edizione dei Giochi Olimpici di Londra, l’atmosfera della vigilia si è fatta frizzante per un altro caso che ha mosso l’opinione pubblica in Australia e Giappone. Un evento di simile portata non può essere esente da polemiche e scontri di posizione, certo che le Federazioni di questi due paesi hanno messo del loro per entrare nel mirino. Sulla graticola sono finite la Federazione di basket australiana e quella giapponese di calcio per aver deciso di far volare le rispettive nazionali maschili in business class relegando le selezioni femminili alla meno confortevole classe economy.

    La disparità di trattamento ritenuta inaccetabile dalle alte cariche politiche dei due paesi è stata riportata sui principali quotidiani nazionali lasciando di stucco l’opinione pubblica che ha reagito veemente. “Sono dell’idea che il viaggio per le nostre rappresentative debba essere fatto nella stessa maniera per atleti maschi e femmine” – ha detto il ministro australiano allo sport Kate Lundy, rispondendo sull’edizione odierna del quotidiano Sydney Morning Herald. Il pasticcio, per fortuna rimediabile, ha messo in cattiva luce la Federbasket australiana che ha cercato di recuperare rilasciando dichiarazioni ad hoc e assicurando i tifosi che saranno garantite le medesime condizioni di viaggio sia per i Boomers, squadra maschile che per le Opals, la selezione femminile di cestiste che tra l’altro si è fatta onore nelle ultime tre edizioni a conque cerchi vincendo l’argento al contrario dei Boomers rimasti sempre a secco. “In queste circostanze la disparità è ancora più problematica est perché la nostra selezione femminile di basket è una delle migliori al mondo” – ha sottolineato Kristina Keneally, prossimo direttore vicario di Basketball Australia.

    Un caso analogo è scoppiato in Giappone dove la Federazione di calcio nipponica aveva predisposto biglietti di prima classe per gli uomini, risparmiando sui titoli di viaggio delle atlete, una costante che si ripete dalle Olimpiadi di Atlanta del 1996. Anche in questa circostanza la generosità della Federazione non trova corrispondenza nella bontà delle prestazioni della selezione maschile a secco di riconoscimenti al contrario di quella femminile che si è fatta valere con la conquista della Coppa del Mondo dell’anno scorso in Germania: “Ho l’impressione che sarebbe dovuto essere l’opposto anche in termini di età siamo più adulte rispetto alla formazione maschile. Dopo aver vinto il Mondiale per il volo di ritorno abbiamo ricevuto biglietti per la business, spero allora che a Londra possiamo cogliere un risultato altrettanto buono per avere poi diritto al medesimo trattamento nel rientro a casa” – ha dichiarato la stella della squadra Homare Sawa, nominata dalla Fifa calciatrice dell’anno 2011.