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No a Boxe e Judo in tv: scoppia la polemica

No a Boxe e Judo in tv: scoppia la polemica
da in Sport
Ultimo aggiornamento:
    No a Boxe e Judo in tv: scoppia la polemica

    AP/LaPresse

    La televisione pubblica avrebbe deciso di non trasmettere in prima serata gli sport di combattimento come pugilato, judo, lotta e taekwondo, una decisione forte e che sta già riscuotendo pareri contrari e molto accesi. Secondo molti, quelli che non vorrebbero mai venisse messa in pratica una simile idiozia, c’è molta più violenza e spesso i contenuti sono al limite del proponibile e mandabile in onda in certe serie televisive, tra l’altro seguitissime dagli adolescenti, o in pellicole trasmesse in qualunque fascia oraria che non sia quella protetta.

    “E’ una decisione assurda, incomprensibile, visto che discipline come la mia, la lotta, il judo e il taekwondo sono tutto tranne che violente. Sicuramente sono piu’ educative di certi programmi in tv” – ha detto Roberto Cammarelle, il pugile “scippato” dell’oro dei supermassimi ai Giochi di Londra, e campione nel 2008 a Pechino, non riesce a capire la decisione della Rai di non trasmettere piu’ certe discipline in prima serata a tutela dei minori. “Noi insegniamo fatica e sacrifici” – ha aggiunto. Non si è fatta attendere la replica di Giovanni Petrucci, numero uno del Coni: “Apprendo con incredulità e sbigottimento che la Rai ha deciso di non trasmettere più in prima serata sport olimpici come pugilato, judo, lotta e taekwondo, per un presunto e incomprensibile rispetto delle ‘fasce protette’ e per tutelare i minori”.

    “Si tratta di un atto gravissimo e inaudito – ha aggiunto il numero 1 dello sport italiano – per il quale chiedo al Presidente Tarantola, al Direttore Generale Gubitosi e al Direttore di Rai Sport De Paoli un immediato cambio di strategia perchè tale decisione rappresenta un affronto alla storia dell’olimpismo e dello sport italiano, nonchè l’esatto contrario di quello che viene normalmente definito ‘servizio pubblico’. Inoltre, vietando ai minori la visione di tali sport – ha sottolineato ancora Petrucci – si offende anche il senso comune e l’intelligenza di quei genitori che, sull’onda dell’entusiasmo dei recenti Giochi Olimpici di Londra, dove queste quattro discipline hanno contribuito al medagliere azzurro con sei podi (pari al 21,4%), hanno portato in massa i loro figli ad iscriverli nelle palestre di tutt’Italia di pugilato, judo, lotta e taekwondo” – riferendosi al numero di tesserati in crescita registrato dopo l’exploit alle Olimpiadi londinesi.

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