Vip e fisco: la lista delle star finite nei guai

Vip e fisco: la lista delle star finite nei guai è molto lunga. L'ultimo in ordine di tempo è Cristiano Ronaldo, pizzicato dal Fisco spagnolo e che potrebbe fare le valigie per di non essere accusato di frode fiscale. Italiani e non sono davvero in tanti ad aver avuto qualche problema con le tasse,

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    Vip e fisco: la lista delle star finite nei guai

    Vip e fisco: è lunga la lista delle star che sono finite nei guai per aver sfidato lo Stato, per aver eluso o frodato il fisco. Star che hanno tuttora in ballo contenziosi o che hanno patteggiato per pagare una cifra alta, ma non così alta come quella inizialmente dovuta. Se l’ultimo ‘scalpo’ del fisco è quello di Cristiano Ronaldo, calciatore fuoriclasse del Portogallo e del Real Madrid, ricordiamo anche altri nomi: la cantante Mary J. Blige, l’attore Nicolas Cage, Michelle Hunziker, Anna Oxa, Gianna Nannini, Vanessa Incontrada, la prosperosa Pamela Anderson, Max Biaggi, Katia Ricciarelli, Renato Zero, Biagio Antonacci, Jonny Dorelli, Umberto Tozzi. Ecco la lista completa dei vip evasori fiscali.

    Cristiano Ronaldo

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    Ha vinto per il secondo anno consecutivo la Champions League con il Real Madrid, ma Cristiano Ronaldo non è felice. Colpa del fisco spagnolo, che gli contesta un’evasione da 14,7 milioni di euro.

    La stella portoghese, che prossimamente andrà con tutta probabilità a conquistare il quinto Pallone d’oro della sua carriera, avrebbe nascosto i proventi dei diritti di immagine tra il 2011 e il 2014. Cr7 avrebbe approfittato di una struttura societaria, creata nel 2010, per occultare i profitti guadagnati in Spagna grazie alla sua immagine.

    Mettendo in pratica un mancato adempimento “volontario e cosciente” di suoi obblighi fiscali, secondo le autorità tributarie di Madrid. E’ di oggi (fonte portoghese) la notizia che, a causa di questi guai con il fisco, il giocatore (32 anni) starebbe valutando l’idea di lasciare Spagna e Real Madrid.

    Valentino Rossi

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    Valentino Rossi alla gogna per un importante debito con il fisco, riabilitato in quanto diventato successivamente uomo immagine dell’Agenzia delle Entrate (e si sa quanto i vip facciano gola per la visibilità che danno a un marchio). Tra gli evasori fiscali italiani c’è anche lui. Il motociclista più famoso d’Italia in realtà poi ha fatto pace con l’Erario, dichiarando di essere disposto a rimborsare i 35 milioni di euro di debiti.

    Per gli anni 2001 – 2004, Vale ha pattuito di versare al fisco 19 milioni di euro, per il biennio 2005 – 2006 il rimanente. Ma il debito che gli contestava lo Stato all’inizio era ben più alto: 112 milioni di euro. Tanto che non sono mancate le proteste, nel 2008, quando il caso si è poco a poco sgonfiato con un maxi sconto al numero 46 della Yamaha.

    Che, dal 2007, ha riportato la sua residenza in Italia diventando a tutti gli effetti un contribuente modello che paga le tasse dovute.

    Diego Maradona

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    L’eterno debitore del Fisco italiano è Diego Armando Maradona, ex calciatore e stella di Argentina e Napoli. A marzo 2017, risultava ancora ‘fuorilegge’ per 14 milioni di euro.

    E’ stata la Commissione tributaria della Campania a pubblicare sul profilo Twitter dell’avvocato Matias Morla il debito di Dieguito. Il braccio di ferro tra Maradona e il fisco italiano inizia addirittura nel 1989, quando il giocatore finisce sotto inchiesta per la mancata dichiarazione di introiti provenienti da diritti di immagine emesse da società estere. All’epoca, l’evasione è di 3 miliardi di lire.

    Leo Messi

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    Tra i vip che non amano il fisco c’è pure Leo Messi, calciatore argentino del Barcellona, considerato il migliore con la palla tra i piedi insieme a Cristiano Ronaldo.

    Meno diligente, però, quando si tratta di pagare le tasse. La ‘Pulce’ del Barcellona è stata condannata per frode fiscale insieme al padre Jorge. Avrebbero evaso il fisco spagnolo tra il 2007 e il 2009, per un totale di 4,1 milioni di euro. Per frodare il fisco, Messi avrebbe potuto contare su una rete di società create ad hoc nei paradisi fiscali. In Spagna, un reato come la frode fiscale ti può portare in carcere. Leo rischia fino a 21 mesi di prigione, il padre 15.

    Naturalmente, nessuno dei due finirà dietro le sbarre perché la condanna è inferiore a due anni e i due non hanno precedenti penali. Messi, in sede di processo, ha cercato di scaricare tutte le responsabilità sul padre, ma la sua difesa non è andata a buon fine.

    Vip e fisco: Zlatan Ibrahimovic

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    Zlatan Ibrahimovic, il calciatore svedese scaricato dal Manchester United dopo l’infortunio, ai tempi di Paris Saint Germain è finito nel mirino del fisco. La società francese – ma non ci sono conferme in merito – avrebbe trattenuto lo stipendio dell’attaccante per risarcire lo Stato. Non ci sono conferme neanche sul fatto che già al momento del passaggio dal Milan ai parigini, nel 2012, il Psg avrebbe inserito nel contratto una clausola che prevedeva il pagamento al fisco italiano di somme evase da Zlatan che, però, avrebbe dovuto restituire nei quattro anni di permanenza in Francia. Cosa mai fatta. Così, il Paris Saint Germain alla fine si sarebbe tenuto il 30 per cento dell’ultima tranche dello stipendio. Uno stipendio da 14 milioni di euro all’anno: fate voi la cifra dovuta al Fisco.

    Vip e fisco: Mike Tyson

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    Mike Tyson, il pugile più cattivo della storia. Quello che strappò un orecchio a un suo avversario sul ring. Ma anche quello che, con i suoi combattimenti, ha guadagnato più di 400 milioni di dollari, poi sperperati tanto da dichiarare bancarotta nel 2003. Proprio quell’anno, davanti al Fisco americano che gli chiedeva 25 milioni di dollari, l’ex campione del ring dichiarò di non avere più nulla. E dovette tornare a combattere, a 38 anni, per ripagare i creditori. Non sapendo che più avanti avrebbe subito altri due colpi da ko: la prigione per l’accusa di stupro e la morte della figlia di quattro anni. Ma questa è un’altra storia.

    Vip e fisco: Luciano Pavarotti

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    L’anno 2000 fu l’anno in cui Luciano Pavarotti chiuse il contenzioso con il fisco, pagando 25 miliardi di vecchie lire. All’epoca, aveva trasferito la sua residenza a Monaco.

    Per l’accusa, aveva scelto uno dei paradisi fiscali pur di non pagare le tasse dovute. Dal 1989 al 1995, avrebbe così evitato di dichiarare al fisco guadagni tra i 35 e i 40 miliardi di lire.

    Quando il tenore si presentò a saldare il debito, con patteggiamento, erano presenti tante telecamere. E lui sorrideva. Si era tolto un peso, ma anche in questo caso per molti la domanda senza risposta è stata: a lui lo sconto solo perché è un vip?

    Ezio Greggio

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    Ezio Greggio, il popolare attore e conduttore di ‘Striscia la Notizia’, chiuse il contenzioso con il fisco e con la giustizia nel 2015. I sei mesi di reclusione si trasformano in 45 mila euro di multa “senza menzione speciale”.

    In realtà, il buco con lo Stato lo aveva chiuso un anno prima, con una transazione da 20 milioni di euro. Gli accertamenti erano partiti nel 2013 in merito alla sua residenza a Montecarlo, che gli aveva garantito il pagamento degli stipendi con regime fiscale agevolato. Residenza che veniva contestata come fittizia.

    Ezio Greggio, comunque, si è sempre dichiarato innocente.

    Vip e fisco: Tiziano Ferro

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    Il mondo della musica non è immune ai guai con il fisco. Prendiamo Tiziano Ferro: nel 2014 venne confermata l’evasione fiscale per tre milioni di euro.

    La prima sentenza era arrivata nel 2012 per residenza fittizia nel Regno Unito negli anni 2006, 2007 e 2008. La Direzione Provinciale di Latina accertò “compensi non dichiarati” per 2 milioni 38.956 euro più imponibile Iva per 1 milione 373.978 euro.

    Non venne provato che Tiziano Ferro si fosse trasferito veramente in Inghilterra, a Manchester. Le prove? Le apparizioni televisive e radiofoniche, la prevalenza dell’attività artistica sul territorio italiano, l’uso quotidiano di carte di credito, l’affitto di uno studio di registrazione a Milano, i voli aerei e i legami famigliari.

    Vasco Rossi

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    Vasco Rossi, altro big della musica italiana, nel 2008 ha versato nelle casse dello Stato Italiano 5,5 milioni di euro, aderendo a un accertamento dell’Agenzia delle Entrate, per fare pace con il Fisco.

    Quell’anno, la rockstar avrebbe dichiarato 5,8 milioni di euro, ma in realtà ne avrebbe guadagnati il doppio. Già nel 2010 il Komandante era finito nel mirino per la società alla quale aveva intitolato il suo yacht Giamaica, all’epoca ormeggiato a Sanremo.

    Recentemente, l’ufficio stampa di Vasco Rossi ha smentito pure che ci sia mai stata una conciliazione con il fisco nel 2008.