Università gratis per reddito basso: cosa sapere e come funziona

La nuova legge di Bilancio del 2017 ha introdotto la possibilità di frequentare l'unviersità gratis per chi ha un reddito basso. E' bene sapere però come funziona e in cosa consiste questa possibilità e quali sono le fasce di redditto che possono utilizzare questo vantaggio.

da , il

    Università gratis per reddito basso: cosa sapere e come funziona

    Università gratis per chi ha il reddito basso. E’ una delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2017. Noi andiamo a scoprire cosa sapere in merito e come funziona, ricordando che la soglia Isee per potersi iscrivere gratis a una qualsiasi facoltà universitaria è di 13 mila euro. Non pagheranno tasse anche per gli anni successivi gli studenti in corso. E chi ha un Isee inferiore ai 30 mila euro avrà comunque un considerevole taglio alle spese.

    Università gratis: chi può averne accesso

    Università gratis, dunque, ma chi può averne accesso? Chi ha l’Isee inferiore a 13 mila euro. Ma anche costi molto più bassi per chi ha un Isee più alto, ma inferiore comunque a 30 mila euro. E i dottorandi senza borsa di studio saranno completamente esentati dal pagamento delle tasse.

    Università gratis: quali fasce di reddito ne hanno diritto

    Università gratis per le matricole che appartengono a nuclei familiari con un Isee entro la soglia che abbiamo visto (13 mila euro). Se vi state domandando quali fasce di reddito ne hanno diritto, la risposta è quella appena scritta. Per questi studenti restano da pagare solo la tassa per il diritto allo studio, pari a 140 euro, e il bollo di 16 euro. In totale sono 600 mila famiglie, che risparmieranno annualmente dai 300 ai 500 euro. Non solo: le università statali non potranno istituire altre tasse o contributi a carico degli studenti fino al rilascio del titolo finale di studio, fatti salvi i contributi per servizi prestati su richiesta. Possono, eccome, inserire ulteriori agevolazioni economiche.

    Sono dunque i nuovi iscritti gli unici a rientrare nel numero di chi non paga tasse semplicemente in base all’Isee. Per l’esenzione negli anni successivi dell’università, infatti, occorre anche il merito. Sarà possibile risparmiare soltanto per gli studenti in corso, dunque in regola con gli esami dati, oppure iscritti al primo anno fuori corso, ma con un numero specifico di crediti maturato. In particolare, per l’iscrizione al secondo anno accademico, è necessario aver ottenuto, entro il 10 agosto del primo anno, almeno 10 crediti formativi. Per gli anni successivi, bisogna averne maturati almeno 25 nei 12 mesi antecedenti la data del 10 agosto precedente all’iscrizione al nuovo anno accademico.

    Come abbiamo già accennato, ci sono comunque decisi risparmi anche per altre categorie Isee. Per chi ne ha uno inferiore a 30 mila euro ed è in regola con gli esami, l’importo massimo da pagare è pari al 7% della quota di Isee eccedente i 13 mila euro. In caso di iscritti fuori corso da più di un anno, l’importo sale e può arrivare al 50% della differenza Isee, con minimo dovuto per legge di 200 euro.

    Infine, i dottorandi senza borsa di studio non pagano tasse. A prescindere dal reddito, non devono tasse e contributi per l’università.

    Isee: come si calcola

    Andiamo a vedere come si calcola l’Isee. E’ ricavato dal rapporto tra l’indicatore della situazione economica – Ise = valore assoluto dato dalla somma dei redditi e del 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari del nucleo familiare – e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenza (disponibile sul sito dell’Inps), in base a quanti sono i componenti della famiglia.