Rimborso pensioni: chi ne ha diritto

Rimborso pensioni: chi ne ha diritto
da in Rimborsi, Soldi e Carriera
Ultimo aggiornamento: Giovedì 14/01/2016 20:26

    rimborso pensioni

    Il tema del rimborso delle pensioni ha suscitato un acceso di battito tra gli italiani dopo il decreto varato dal governo Renzi a seguito della sentenza della Corte Costituzionale, che il 30 aprile 2015 ha bocciato il blocco degli assegni previdenziali stabilito per gli anni 2012 e 2013 dal precedente esecutivo guidato da Mario Monti attraverso la cosiddetta legge Fornero. Il calcolo del rimborso delle pensioni presenta un meccanismo piuttosto complesso, in cui l’importo viene aumentato tenendo conto dell’inflazione e in maniera inversamente proporzionale ai redditi. Inoltre solo alcune fasce di pensionati hanno diritto al rimborso, come oramai hanno imparato gli italiani che dallo scorso 3 agosto hanno potuto toccare con mano gli effetti del decreto sui loro assegni previdenziali: proviamo a vedere in dettaglio come funziona il rimborso pensioni Inps e soprattutto chi ne ha diritto e chi no.

    pensionato

    Hanno diritto al rimborso degli arretrati i pensionati che guadagnano tra 3 e 6 volte il trattamento minimo, ovvero tra 1500 e 3mila euro circa lordi al mese, che al netto fanno più o meno tra 1200 e 2400 euro. Sono esclusi dal trattamento coloro che ricevono un assegno superiore a 3mila euro, e non è previsto nemmeno un rimborso alle pensioni minime, ovvero chi ha un assegno inferiore 1500 euro lordi, poiché nel biennio 2012-2013 non hanno subito il blocco delle rivalutazioni stabilito dal governo Monti.

    meccanismo pensione

    Il governo ha stabilito un meccanismo regressivo di rivalutazione degli assegni che prevede la restituzione soltanto di una tantum dell’inflazione per gli anni 2012-2013, in una percentuale che diminuisce all’aumentare del reddito. Esempi: chi guadagna tra 1500 e 2mila euro lordi riceve un arretrato pari al 40 per cento dell’inflazione, che scende al 20 per cento per gli importi tra 2mila e 2500 euro, al 10 tra 2500 e 3mila. Inoltre per il 2014 si applica un diverso meccanismo di rivalutazione ancora più complicato, che riduce il legame tra gli aumenti e l’inflazione in misura maggiore.

    tabella rimborsi

    Nella tabella qui a fianco, tratta dal sito tuttopensioni.com, potete vedere in dettaglio il calcolo dei rimborsi per ogni fascia di reddito, riguardo il periodo compreso tra gennaio 2012 e agosto 2015, sulla base dei criteri contenuti nella circolare Inps. Ricordiamo che le cifre sono da intendersi al lordo.

    inps

    Innanzitutto va ricordato che l’Inps paga gli arretrati solo quando spettano a un coniuge o ai figli che percepiscono la pensione di reversibilità, il cosiddetto assegno di mantenimento per i familiari superstiti, senza che questi debbano fare alcuna istanza. Al contrario gli eredi di un pensionato defunto, come un figlio che ha terminato gli studi ed è economicamente autosufficiente, devono presentare un’apposita domanda per il rimborso pensioni all’Inps con allegato il certificato di successione e fotocopia di documento d’identità e codice fiscale.

    pensioni inps

    Gli assegni Inps compresi tra i 1405 euro e i 2810 euro lordi circa, 1200 e 2000 euro netti, saranno coinvolti nell’aumento pensioni previsto per il 2016. Come per i rimborsi, l’aumento è inversamente proporzionale all’importo dell’assegno: da gennaio 2016 gli incrementi saranno di circa 21 euro al mese per chi percepiva un assegno di 1800 euro lordi nel 2011, all’incirca 200 euro l’anno, un importo che scende progressivamente con l’aumentare dell’assegno previdenziale.

    Sono esclusi dai rimborsi tutti coloro che, nel biennio 2011-2012, avevano importi medi della pensione rispettivamente pari a 1405 e 1443 euro, poiché pienamente indicizzate e dunque non danneggiate dalla legge Fornero, e le pensioni pari a 2810 euro nel 2011 e 2886 euro nel 2012. Non rientrano tra i beneficiari degli aumenti nemmeno coloro che sono andati in pensione a partire dal primo gennaio 2013, giacché costoro hanno usufruito di una rivalutazione dal primo gennaio 2014 per effetto della legge 147/2013.

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