Redditometro 2013, le voci di spesa

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    Redditometro 2013, le voci di spesa

    Il redditometro 2013 entrerà in vigore nel corso di quest’anno, anche se i contribuenti possono già familiarizzare con il redditest online, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il redditometro 2013 aiuterà il Fisco nei controlli alla ricerca degli evasori, analizzando eventuali scostamenti tra reddito dichiarato e spese realizzate dalle famiglie. Vediamo allora quali sono le voci di spesa prese in considerazione da questo discusso strumento.

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    Secondo quanto comunicato dall’Agenzia delle Entrate, nel redditometro troveranno spazio oltre cento voci di spesa, suddivise in nove macro categorie, ovvero quelle prese in considerazione dal nuovo accertamento sintetico. Nello specifico le categorie sono:

    - acquisti di beni durevoli

    - trasporti

    - abitazione

    - alimenti, bevande, abbigliamento e calzature

    - combustibili d’energia

    - immobili, elettrodomestici e altri servizi per la casa

    - sanità, comunicazioni, istruzione

    - tempo libero, cultura e giochi

    - altri beni e servizi.

    Come funziona il Redditometro 2013

    Il redditometro 2013 doveva essere pienamente operativo dal mese di giugno, ma la sperimentazione si è prolungata più del previsto, per far sì che tutti i pezzi del puzzle combaciassero alla perfezione. Il misuratore lavorerà in sinergia con l’incremento degli obblighi di comunicazione dalle banche all’amministrazione pubblica, e nelle intenzioni dell’Agenzia delle Entrate dovrebbe mostrare una duplice natura, una per la selezione preventiva e una per le attività di controllo. Come detto, si metteranno a confronto reddito dichiarato e tenore di vita reale, alla ricerca di eventuali scostamenti. Solo in questo caso scatterà una terza fase, ovvero il confronto con il contribuente, chiamato a dimostrare la compatibilità delle proprie spese con il reddito dichiarato.

    Ma come verrà misurato il tenore di vita? Il Fisco ha costruito un paniere di voci che vanno dalla barca alla colf, passando per le spese per l’istruzione dei figli, l’abbonamento in palestra e le donazioni alle onlus. Sono cento le voci incluse nel redditometro, divise in sette macro-categorie. Prima di lasciarvi all’analisi specifica delle voci spia, riportiamo il rischio più grave insito nel meccanismo del redditometro, espresso da Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti: “Si tratta di un meccanismo concettualmente giusto ma c’è un rischio concreto. Potenzialmente il redditometro può diventare strumento automatico e assumere valore legale comportando l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente”

    Vediamo allora quali sono le voci che inserite nella versione finale dello strumento di calcolo del tenore di vita secondo le indiscrezioni del Fisco e le anticipazioni di Befera:

    1) Immobili: ovviamente del calcolo faranno parte i dati sulla compravendita di immobili a fini di abitazione (prima o seconda casa non fa differenza) o commerciali, cui si aggiungono anche i lavori di miglioria, ristrutturazione o riconversione. Inoltre, novità importante, sarà oggetto di particolare attenzione quel che succede all’interno dell’immobile, ovvero la collaborazione domestica, il personale di servizio, colf, badanti, bollette di luce, telefonia fissa e mobile, gas, ma anche il possesso di elettrodomestici e apparecchiature elettroniche.

    2) Istruzione e Formazione: il comparto relativo alla formazione sarà quello più corposo, anche per frenare il diffondersi delle dichiarazioni false per ottenere alloggi o borse di studio. Si terrà sott’occhio tutto, dagli asili nido ai master passando per i corsi di lingua e di preparazione agli esami. Inoltre entreranno nel computo anche i soggiorni studio all’estero e i canoni di locazione degli studenti universitari.

    3) Mezzi di trasporto: grande attenzione sarà dedicata alle proprietà “in movimento”, ovvero il possesso di auto (soprattutto sopra un certa cilindrata o le supercar), di minicar o caravan, ma anche di moto, barche, mezzi di trasporto acquistati in leasing o in noleggio, per finire con gli aerei privati.

    4) Assicurazioni: rientreranno nel mirino del Fisco anche tutta una serie di coperture assicurative spesso non denunciate, a partire dalle polizze auto di responsabilità civile, le coperture contro il furto e i danni. Ci sarà comunque spazio anche per le assicurazioni sulla vita e per infortuni e malattie, mentre dal punto di vista lavorativo si terranno d’occhio la previdenza complementare e i contributi previdenziali.

    5) Sport e benessere: era inevitabile che anche la vita “ricreativa” finisse sotto osservazione. Non si tratta solo delle iscrizioni alle associazioni sportive e culturali, gli abbonamenti alle pay-tv o gli eventi sportivi, ma anche di passatempi più costosi come soggiorni nei centri benessere di lusso, il gioco online e la passione per i cavalli.

    6) Arte e oggetti preziosi: prevedibile l’attenzione dedicata agli acquisti di lusso, dagli oggetti di arte e di antiquariato ai gioielli e preziosi di ogni tipo. In questa categoria rientrano poi anche le spese per il veterinario, le donazioni benefiche e gli assegni periodici corrisposti al coniuge in caso di divorzio.

    7) Investimenti: verranno presi in considerazione tutti i tipi di investimento, da quelli del mercato immobiliare (visti nel punto 1) a quelli “mobili”. Dalle azioni alle quote di partecipazione, dai fondi d’investimento ai buoni postali, verrà monitorato ogni tipo di prodotto finanziario. Stessa sorte per oro e numismatica.

    Come affrontare il Redditest 2013

    Il vero dubbio, fin dal primo annuncio di questo test online, riguarda la documentazione necessaria per poter verificare il proprio tenore di vita. In aiuto di quanti vorranno provare il redditest è arrivato il Sole 24 Ore, con una vero e proprio vademecum passo per passo. Ecco cosa fare.

    - Annotare le spese: prendere nota ogni giorno delle spese quotidiane affrontate dalla propria famiglia per non perdersi neanche una uscita.

    - Documentare gli acquisti: richiedere sempre la prova del pagamento, che sia una fattura o un semplice scontrino fiscale.

    - Conservare gli scontrini: ogni scontrino e attestato di pagamento andrebbe conservato fino a 4 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, termine a disposizione del Fisco per richiedere accertamenti.

    - Conservare l’estratto conto: conservare, sempre per 4 anni, gli estratti che testimoniano prelievi bancari, spese della carta di credito e movimenti sui conti postali.

    - Utilizzare strumenti tracciabili: cercare di pagare attraverso strumenti tracciabili (bancomat, carte, assegno o bonifico), in modo da rendere possibile il controllo delle spese.

    - Bilancio di famiglia: conservare tutta la documentazione che possa essere utile per testimoniare il reale bilancio del nucleo famigliare. Ad esempio attestazioni relative agli immobili, alle utenze, alle assicurazioni e previdenza, ai mezzi di trasporto, all’istruzione personale e dei figli e alle attività del tempo libero.

    Il redditest viene analizzato nel dettaglio da un articolo del Corriere della Sera: “Si tratta di un software che il contribuente scarica sul proprio computer, in modo che i dati inseriti non lascino traccia sul Web. Lo scopo del redditest è indurre i cittadini a una corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, mostrando loro che in base al tenore di vita l’Agenzia ha gli strumenti per attivare i controlli di natura presuntiva”. Niente di troppo astruso, comunque, perché il funzionamento è stato reso il più semplice possibile.

    In pratica “il contribuente compilerà una serie di campi con le spese sostenute durante l’anno (le più importanti) e di cui l’amministrazione è a conoscenza, ad esempio l’acquisto di una casa o di un’auto. Il programma aggiungerà poi in automatico le spese indispensabili per una famiglia, dal cibo all’abbigliamento, calcolate in base all’Istat e alla propria tipologia familiare. A questo punto scatta il confronto con il reddito dichiarato: il redditest darà semaforo verde, giallo o rosso a seconda della coerenza con quanto dichiarato”. La semplicità del meccanismo pare forse anche il vero punto debole del redditest, che suddivide la popolazione in schemi non troppo flessibili, che rischiano di adattarsi male alle singole realtà famigliari. Staremo a vedere, appuntamento fissato per il 20 novembre. Intanto vediamo come funzionerà il redditometro 2013.