Quando “lasciar perdere” è il miglior modo per aumentare la tua produttività

Quando “lasciar perdere” è il miglior modo per aumentare la tua produttività
da in Soldi e Carriera
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    Quando “lasciar perdere” è il miglior modo per aumentare la tua produttività

    Talvolta succede che rinunciare sia il modo migliore per aumentare la produttività. Può sembrare strano che proprio il ‘lasciar perdere’ sia portatore di un qualsivoglia successo, dato che siamo stati abituati, fin dall’infanzia, a impegnarci e lottare con tutte le nostre forze per raggiungere il nostro obiettivo. Invece, ci sono davvero degli ottimi motivi per mollare un compito. Ecco come fare a prendere le migliori decisioni per ottimizzare sia la gestione del tempo che la produttività.

    La produttività non si misura soltanto numericamente. Non è cioè soltanto sinonimo di soluzione di una lista di compiti assegnati. Dipende anche da quanta energia e da quanto tempo si impiega per concludere un qualsiasi lavoro.

    La difficoltà nel realizzare una attività è maggiormente percepibile quando il compito risulta gravoso, perchè automaticamente ci si rende conto, cioè si ha maggiore percezione, dell’inesorabile passare del tempo, e della fatica. E questo comincerà a pesare sempre di più, quanto più siamo lontani dal nostro target.

    Per evitare al minimo situazioni come questa, dove ci si sente un po’ in un vicolo cieco, può essere una rivelazione sapere che il miglior modo per uscirne vivi è… lasciar perdere.

    Certo, alle noste orecchie sembra strano pensare che rinunciare sia un fattore positivo. Dopo tutto, ci viene insegnato fin dall’infanzia a non mollare mai perché è un segno di debolezza e poco impegno. Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia nel perseverare a non mollare mai.

    Impiegare tempo e risorse in un compito gravoso e evitabile, vi farà perdere tempo e risorse che potete invece destinare ad altri compiti essenziali, o comunque più importanti.

    Come dire: il gioco deve sempre valere la candela.

    Rinunciare non è sinonimo di vigliaccheria. Al contrario, lasciar perdere richiede la determinazione di chi conosce i propri limiti. Bisogna sapere, insomma, quando è il caso di dire ‘no’.

    Una buona regola per imparare il metodo è definire alcuni parametri per capire come sta procedendo l’attività, così da monitorare i progressi in un determinato periodo di tempo.

    Ovviamente bisognerà determinare anche la qualità del lavoro svolto. Attenzione a questo punto, però. In genere tendiamo a pensare al compito più facile e breve come al meno importante. Non è sempre così.

    Esempio: oggi avete due cose da fare, la costruzione di una recinzione e pagare la bolletta dell’energia elettrica. Costruire la recinzione è senza dubbio il compito più difficile, richiede manodopera, strumenti e materiale, ma non il compito più importante. Pagare una bolletta richiede pochissimo tempo. Tuttavia, se si trascura pagare la bolletta elettrica, perché si stava costruendo una recinzione vi ritroverete senza elettricità in casa. La qualità del compito è tutto!

    Per concludere, bisogna ricordare che rinunciare non significa fallire, ed è in realtà un passo fondamentale nella corretta gestione del tempo nella nostra vita quotidiana.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Soldi e Carriera Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/07/2015 18:18
     
     
     
     
     
     
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