Quali sono i lavori usuranti? Gli impieghi che danno diritto alla pensione anticipata

L'elenco dei lavori usuranti si è ampliato con la legge di bilancio 2017, che ha aggiunto nuovi impieghi a quelli già segnalati nel decreto del 2011. Quali sono i lavori usuranti, dunque? Ecco gli impieghi che danno diritto alla pensione anticipata

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    Quali sono i lavori usuranti? Gli impieghi che danno diritto alla pensione anticipata

    La Legge di Bilancio 2017 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ha ampliato la categoria dei lavori usuranti, prevedendo diverse possibilità di accesso anticipato alla pensione. Non bisogna confondere i lavori faticosi con i lavori usuranti (elencati già in un decreto del 2011). Quali sono dunque i lavori usuranti? Sono gli impieghi che danno diritto alla pensione anticipata. Sotto varie formule: oltre alla vecchia pensione d’anzianità agevolata, con quota 97,7 (vietata invece a chi fa un lavoro con mansioni faticose o pericolose), c’è la pensione anticipata a quota 41 e l’Ape sociale. Varie opportunità, insomma, di un’uscita anticipata dal lavoro per coloro che sono addetti a mansioni faticose, rischiose e pesanti. E usuranti.

    Cosa vuol dire lavoro usurante

    Cosa vuol dire lavoro usurante? Vuol dire essere impiegati nelle lavorazioni elencate nel decreto del 2011. Ossia la norma che stabilisce l’accesso anticipato alla pensione per chi svolge mansioni particolarmente faticose e pesanti o turni notturni (chi ha svolto lavoro notturno per un numero pari o superiore a 78 giorni all’anno, chi ha svolto lavoro notturno tra le 72 e le 78 giornate all’anno, chi ha svolto lavoro notturno tra le 64 e le 71 giornate all’anno). Più avanti vedremo nel dettaglio quali sono i lavori usuranti.

    Come accedere alla pensione anticipata per un lavoro usurante

    Per poter accedere alla pensione anticipata da lavoro usurante bisogna averlo fatto per almeno 7 anni negli ultimi dieci anni. La legge di bilancio 2017 ha eliminato un altro limite, ovvero che l’attività usurante sia stata svolta nell’ultimo anno di vita lavorativa.

    Vanno distinti i requisiti richiesti per ottenere la pensione anticipata in caso di lavoro faticoso e in caso di lavoro notturno. Entro il 31 dicembre 2017, bisogna aver raggiunto la quota (età + anni di contributi) di 97,7, con almeno 61 anni e 7 mesi d’età, almeno 35 anni di contributi. Se l’interessato può contare anche su contributi da lavoro autonomo, la quota richiesta è pari a 98,7 (almeno 62 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi).

    Dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione, a partire proprio da quest’anno, non è più necessario attendere la finestra, il periodo di tempo pari a 12 mesi per i dipendenti e a 18 mesi per gli autonomi, che deve trascorrere tra la data di maturazione dei requisiti e la decorrenza della pensione.

    Per i lavoratori notturni, cambiano i requisiti a seconda delle ore notturne lavorate. In caso di 78 notti all’anno, la quota è di 97,7, come per gli impieghi particolarmente faticosi e pesanti. Per chi ha lavorato tra le 72 e le 77 notti, invece, i requisiti sono 98,7 (minimo di 62 anni e 7 mesi d’età e almeno 35 anni di contributi). Per chi ha prestato servizio per un numero di notti tra le 64 e le 71, è necessario raggiungere quota 99,7 (almeno 63 anni e 7 mesi d’età più 35 anni di contributi). Tutti questi requisiti sono elevati di un anno se il lavoratore possiede contributi da lavoro autonomo.

    La legge di bilancio 2017 ha semplificato le procedure per la domanda di pensione di anzianità agevolata. Entro il 31 marzo dell’anno in cui maturano i requisiti per la pensione, i lavoratori interessati devono presentare all’Inps il modulo AP 45, dove dichiarano di essere in possesso dei requisiti che danno diritto alla pensione agevolata, insieme alla documentazione necessaria.

    Come visto, ci sono altre due modalità di accesso alla pensione agevolata per chi ha svolto lavori usuranti. A quota 41, che significa con 41 anni di contributi sia per gli uomini sia per le donne. Gli addetti ai lavori faticosi possono pensionarsi se possiedono almeno 12 mesi di contributi accreditati prima di aver compiuto 19 anni di età, se i 12 mesi di contributi sono di effettivo lavoro. Oltre ad aver svolto mansioni pericolose, bisogna insomma essere lavoratori precoci.

    Ultima possibilità è quella dell’Ape sociale. Che è una prestazione assistenziale che consente di andare in pensione prima della maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Bisogna avere almeno 63 anni di età e 36 di contributi, aver trascorso gli ultimi 6 anni di vita lavorativa nello svolgimento di mansioni faticose o rischiose, tra quelle elencate nel decreto 2011 o nella legge di bilancio 2017. L’Ape sociale si calcola sulla base della futura pensione e non può superare i 1.500 euro mensili. Non è compatibile con ammortizzatori sociali e con redditi da lavoro che superano gli 8 mila euro annui.

    L’elenco dei lavori usuranti che danno diritto alla pensione anticipata

    Ora arriviamo all’elenco dei lavori gravosi che danno diritto alla pensione anticipata.

    • lavori in galleria, cava o miniera: si possono ricondurre a queste categorie anche mansioni svolte in ambienti sotterranei con carattere di prevalenza e continuità;
    • lavori in cassoni ad aria compressa;
    • lavori svolti dai palombari;
    • lavori ad alte temperature;
    • lavorazione del vetro cavo;
    • lavori di asportazione dell’amianto;
    • lavori svolti in spazi ristretti, con carattere di prevalenza e continuità: la norma, per spazi ristretti, intende intercapedini, pozzetti, doppi fondi, blocchi e affini;
    • conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza superiore a 9 posti;
    • lavorazioni a catena o in serie: per quest’ultima casistica, sono comprese anche le ipotesi di chi sia vincolato all’osservanza di un determinato ritmo produttivo, o la cui prestazione sia valutata in base al risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione.

    Tra i nuovi lavori usuranti, nell’elenco dei lavori 2017, troviamo:

    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • autisti di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola infanzia;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

    Come possiamo vedere dall’elenco, gli insegnanti non rientrano nell’elenco di quali sono i lavori usuranti riconosciuti, nonostante i sindacati della categoria abbiano richiesto che venisse inserito anche questo impiego.