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Pensioni: cosa è e come funziona l’APE, il nuovo prestito pensionistico

Pensioni: cosa è e come funziona l’APE, il nuovo prestito pensionistico

Il Governo accelera e si prepara al varo dei decreti attuativi sull'APE previsto per il prossimo 1° maggio 2017. Ecco in cosa consiste e quali sono le modalità di accesso al nuovo anticipo pensionistico.

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    Pensioni: cosa è e come funziona l’APE, il nuovo prestito pensionistico

    Ultime dal mondo delle pensioni: ecco cos’è e come funziona l’APE, il nuovo prestito pensionistico pronto al varo. Il Governo stringe i tempi previsti per l’approvazione dei decreti attuativi relativi all’anticipo pensionistico APE introdotto dalla Legge di Bilancio 2017, un progetto sperimentale che consentirà ai lavoratori in possesso di determinati requisiti di anticipare il pensionamento a partire dal 1° maggio 2017. Scopriamo cos’è e come funziona il prestito pensionistico e chi potrà accedervi.

    Tra le novità dell’ultima Legge di Bilancio, quella relativa all’anticipo pensionistico APE è certamente una delle più rilevanti soprattutto per i potenziali pensionati precoci. L’APE è un progetto che consentirà di andare in pensione anticipatamente ai lavoratori che abbiano raggiunto almeno i 63 anni di età e giunti a non più di 3 anni e 7 mesi dall’età pensionabile prevista per il normale regime obbligatorio. La manovrà prevede due strumenti attuativi, l’APE volontario e l’APE sociale, con alcune differenze sostanziali. Secondo quanto annunciato poche ore fa, i tre decreti attuativi dell’APE sarebbero ormai pronti al varo, in modo da consentire agli interessati di beneficiarne a partire dal prossimo 1° maggio fino al 31 dicembre 2018.

    Per capire al meglio come funziona il nuovo APE e chi potrà usufruirne, è importante distinguere tra le due modalità di erogazione. L’APE volontario è a tutti gli effetti un prestito pensionistico che consente un’interruzione anticipata dell’attività lavorativa, frutto della propria volontà personale. L’anticipo pensionistico volontario viene attuato mediante un prestito erogato da istituti di credito o assicurazioni attraverso l’INPS. Il prestito così ottenuto dovrà poi essere restituito, una volta conseguita la pensione, in rate con quote di ammortamento costante e relativi interessi per un periodo di 20 anni. Al contrario, l’APE sociale è un sussidio che spetta di diritto a soggetti ritenuti meritevoli di speciale tutela quali disoccupati, invalidi o coloro che hanno un parente di primo grado invalido.

    La differenza tra i due tipi di APE risiede nel fatto che, nel secondo caso, il sussidio ricevuto dai beneficiari dell’APE “social” non andrà ad incidere sulla pensione che riceveranno successivamente. Viceversa, i beneficiari dell’APE volontario subiranno una riduzione della pensione commisurata all’entità dell’anticipo richiesto.

    Occorre chiarire chi sono i destinatari dell’APE e chi potrà beneficiare dell’anticipo pensionistico previsto dal Governo. Per quanto riguarda l’APE volontario, potranno usufruirne i lavoratori in possesso dei requisiti sopra indicati, i quali potranno richiedere un prestito pensionistico con durata compresa tra i 6 e i 43 mesi pari fino al 90% della pensione maturata. Una volta raggiunta l’età pensionabile, tale prestito dovrà poi essere restituito con rate mensili ventennali con un Tan previsto pari al 2,75%. Quanto all’APE sociale, i beneficiari, come già detto, saranno disoccupati, invalidi o coloro che assistono un parente di primo grado affetto da invalidità, e la cui pensione lorda non superi il tetto di 1500 euro lordi. La richiesta per ottenere il sussidio potrà essere presentata in due tranche: dal 1° maggio al 30 giugno 2017 o dal 1° luglio al 30 novembre 2017. Una volta presentata la domanda, si attenderà una graduatoria di merito. Caso particolare, infine, è quello di coloro che nel corso della vita hanno effettuato lavori usuranti: tale tipologia di lavoratori potrà richiedere l’APE social a patto di aver maturato 36 anni di contributi e di aver svolto attività usuranti per 7 anni almeno negli ultimi dieci. Le categorie di lavoratori interessati all’APE sono i dipendenti, sia pubblici che privati, ma anche lavoratori autonomi assicurati presso le gestioni speciali (ad esempio artigiani, commercianti e coltivatori diretti) o presso la gestione separata dell’Inps, con esclusione degli assicurati presso le casse professionali. 

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