Legge di stabilità: cosa cambia con il maxi emendamento

Legge di stabilità: cosa cambia con il maxi emendamento
da in Soldi e Carriera
    Legge di stabilità: cosa cambia con il maxi emendamento

    L’approvazione della legge di stabilità 2012 verrà ricordato da tutti come l’ultimo atto di Silvio Berlusconi a capo di un governo, ma è anche uno dei nodi focali della polemica tra gli schieramenti (e anche all’interno della stessa compagine di governo) nei mesi scorsi. Alla fine è arrivata l’approvazione, pur con alcune modifiche sostanziali rispetto alla proposta iniziale.

    Ad esempio dal testo sono spariti la re-introduzione dell’Ici e le norme sui licenziamenti facili. Nonostante questo per molti analisti i contenuti del testo approvato modificheranno in senso negativo la vita dei cittadini italiani e sul loro portafoglio. Andiamo quindi a vedere quali sono le principali nuove norme previste dal decreto sulla stabilità.

    1) Pensioni di anzianità: non potevamo che partire dalle pensioni, tema scottante sul quale nel giro di pochi mesi si è detto tutto e il contrario di tutto. Alla fine, come previsto da molti, si andrà in pensione a 67 anni entro il 2026,con ulteriore innalzamento a 70 entro il 2050. Innalzamento graduale e con modalità diverse per i lavoratori dipendenti e quelli autonomi.

    2) Lavoro giovanile: è stato previsto l’azzeramento dei contributi da pagare per il datore di lavoro che assume fino a 9 lavoratori con contratto di apprendistato, e inoltre sono previste facilitazioni per l’assunzione di donne nelle aree dove il dislivello tra sessi è più marcato.

    3) Mobilità degli statali: notizie non proprio buone per i dipendenti statali. Gli statali in sovrannumero potranno infatti essere posti in una situazione di disponibilità, percependo una retribuzione pari all’80% dello stipendio per due anni. Molto peggio va a coloro che hanno superato l’anzianità massima contributiva di 40 anni, visto che potrebbero vedersi risolto il contratto.

    4) Dismissioni beni pubblici: al fine di trovare i fondi per ripianare il debito pubblico, è prevista la possibilità di dismissione di beni immobiliari pubblici, o anche dei terreni agricoli.

    5) Spese della politica: entro il 2014 sono previsti circa 18 miliardi di euro di tagli per le spese ministeriali e per le spese di vitto e alloggio per il personale delle forze armate. Al tempo stesso però, quasi in contraddizione, è stato deciso uno stanziamento di più di 1 miliardo di euro per le missioni di pace.

    6) Scuola e Università: molte le norme discutibili inserite nel capitolo dedicato alla scuola. Innanzitutto vengono stanziati ulteriori 200 milioni di euro per le scuole paritarie, cui si aggiungono 20 milioni di euro per il sostegno alle università non statali. Ci sarà poi un taglio netto ai dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. Nota positiva: viene aumentato di 150 milioni di euro per il 2012 il fondo di intervento integrativo per i prestiti d’onore e l’assegnazione di borse di studio.

    7) Benzina: brutte notizie anche per gli automobilisti, visto che nel 2012 è previsto un aumento delle accise, che porterà presumibilmente ad un deciso rialzo dei prezzi alla pompa.

    8 ) Privatizzazione servizi pubblici locali: gli enti locali dovranno provvedere alla privatizzazione, altrimenti sarà il governo stesso a privatizzare tutti quei servizi portati avanti in maniera poco efficiente e con grande dispendio di denaro pubblico.

    9) Tariffe dei professionisti: buona notizia per la concorrenza nell’ambito professionale, visto che è prevista la cancellazione delle tariffe minime, cosicché ognuno potrà decidere quanto e come farsi pagare.

    Foto AP/LaPresse

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