Crisi economica, nemmeno più i bordelli arrivano a fine mese

Crisi economica, nemmeno più i bordelli arrivano a fine mese
da in Soldi e Carriera
    Crisi economica, nemmeno più i bordelli arrivano a fine mese

    Ogni giorno aprendo i giornali leggiamo degli effetti della crisi economica. Quel che difficilmente si poteva immaginare è che la crisi colpisse anche un settore sempre florido come quello della prostituzione. I bordelli si svuotano, i clienti non hanno più soldi da spendere i piaceri effimeri e i gestori non riescono più ad arrivare a fine mese. Ci troviamo davanti alla fine della prostituzione? Niente affatto, perché il mercato illegale al contrario prospera.

    Quando si parla di prostituzione, bisogna infatti distinguere tra quella legale e soggetta a regolamentazione (ad esempio in Svizzera e Olanda) e quella illegale, lasciata nelle mani delle organizzazioni criminali dedite al traffico di donne. Quando i bordelli perdono colpi, soprattutto a causa dei costi elevati, è quello il momento in cui le prostitute di strada riscontrano un aumento esponenziale della clientela. In gergo tecnico si chiama prostituzione low cost, e i prezzi più bassi ovviamente si pagano con zero diritti per le donne e scarsa sicurezza e igiene.

    Limitandoci alla realtà vicina al confine con l’Italia, la Svizzera rappresenta senza dubbio la meta privilegiata di chi è alla ricerca di escort di classe o comunque prostitute con certificato di garanzia. Ed è proprio qui, secondo un’analisi del quotidiano Blick, che la crisi economica sta facendo sentire i suoi effetti in maniera più pesante.

    Laddove le professioniste di maggior successo arrivavano a guadagnare anche 30 mila euro al mese, ora si fatica a vedere arrivare clienti, anche per i prezzi proibitivi (i prezzi possono arrivare fino a 600 euro all’ora per una escort di alta classe).

    Questo non vuol dire che la prostituzione stia sparendo dai Cantoni. Anche in Svizzera infatti si sta sviluppando un mercato parallelo. Aumentano le agenzie di escort a basso costo e i saloni erotici: nella sola Ginevra lavorano 4200 prostitute registrate, ma in realtà sono molte di più grazie alle pendolari del sesso che arrivano dal resto d’Europa per cercare guadagni extra. Anche chi una volta preferiva rivolgersi ad agenzie specializzate o bordelli, ora butta un occhi in strada. Anche per questo le autorità stanno operando controlli a tappeto sui locali, temendo spesso infiltrazioni della malavita. In Italia, poi, la situazione è ancora la medioevo, la legalizzazione un’utopia e il mercato in mano alla mafia. La crisi, anche nel mondo del sesso, colpisce solo gli “onesti”.

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