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Cosa fare e non fare quando lasci un lavoro

Cosa fare e non fare quando lasci un lavoro
da in Lavoro, Soldi e Carriera
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    Cosa fare e non fare quando lasci un lavoro

    Cosa fare o non fare quando lasci un lavoro? I consigli su come comportarsi sul luogo di lavoro a volte lasciano il tempo che trovano, perchè ogni situazione che si vive è uguale a se stessa, e non si può generalizzare. In alcuni casi, però, seguire una specie di guida, una sorta di decalogo delle cose da fare e delle cose da non fare quando si lascia un impiego o una collaborazione, può essere molto, molto utile per concludere in maniera degna il tuo percorso lavorativo, prima di dedicarti al prossimo contratto, e quindi al prossimo stipendio.

    Talvolta, lasciare un posto di lavoro può essere una liberazione per coloro che hanno vissuto male il rapporto di dipendenza, magari avendo a capo una persona un tantino troppo idiota che non ha saputo valorizzare il loro talento. Ad ogni modo, dopo anni di frustrazioni, e la paura di mollare tutto, quando ci si mette davanti alla scelta e si decide di cambiare aria, bisogna solo andare avanti. Ma non prima di avere riflettuto a fondo!

    Si può, e si deve, uscire di scena nella maniera più educata possibile, e per questo, nei confronti di capi, colleghi e collaboratori, bisognerà comportarsi in un modo preciso. Ecco dunque cosa bisogna fare o, al contrario, cosa bisogna non fare, per mantenere alta la vostra reputazione professionale.

    COSA FARE QUANDO LASCI UN LAVORO

    1. Considerare attentamente la decisione. Se la causa del licenziamento è un caporeparto o un collega, provare a risolvere il problema chiedendo un cambio di mansioni al responsabile prima di gettare la spugna.

    2. Una volta aver deciso di lasciare, controllare il contratto di lavoro accuratamente. In genere c’è un periodo di preavviso da dare prima che le dimissioni siano effettive. Questo annuncio, solitamente va presentato in forma scritta.

    3. Scrivere con attenzione la lettera di dimissioni. Deve essere breve e specificare la data in cui si desidera lasciare (eventualmente si può comunicare la disponibilità ad essere flessibili su questo punto). Bisogna rassicurare il capo e spiegare che si intende consegnare i progetti e concludere i rapporti con i clienti nel modo migliore possibile. sarà opportuno anche scrivere due righe per esprimere gratitudine per le opportunità e la formazione consuguita. Meglio essere professionali piuttosto che emotivi.

    4. Dare la stessa versione ai colleghi e al capo.

    Potrebbe essere controproducente dire al capo che ci si sta licenziando perchè in cerca di una maggiore esperienza, quando ai colleghi si è detto che il motivo è proprio quel pericoloso e antipatico mostro del capo. E’ evidente che un collega potrebbe spifferare tutto prima del partire. Tutto questo è importante in caso si abbia bisogno di refefrenze, in futuro. Da evitare le eccessive critiche, verso la ditta e verso i colleghi.

    5. Chiedere un appuntamento con il vostro capo personalmente per spiegare il motivo delle dimissioni e consegnare la lettera. Meglio avere un ‘copione’ di base in modo da sapere cosa dire quando verrano chiesti i motivi del licenziamento. Affrontare anche le questioni che riguardano le ferie maturate, spese dovute o premi maturati, senza dimenticare di definire le procedure per la restituzione delle apparecchiature come i cellulari aziendali, ecc.

    COSA NON FARE QUANO LASCI UN LAVORO

    1. Non prendere una decisione affrettata, ma pensare a tutte le conseguenze.

    2. Non fare arrabiare capo e colleghi proprio durante gli ultimi giorni id lavoro. Meglio mantenere serena l’amosfera fino alla fine.

    3. Non sparlare dei colleghi, o ex colleghi, con altre persone o sui social media, ma mantenere un comportamento professionale in tutto.

    4. Non avere un ultimo colloquio nervoso con il capo. Nessuno deve sentire urla provenire dal suo ufficio! Non bisogna gridare, qualcuno potrebbe anche registrare la conversazione!

    5. Non mandare email di gioia e festeggiamenti in giro ai conoscenti, amici e colleghi, per la fine del lavoro e per l’arrivo tanto desiderato dell’ultimo giorno ‘in quel postaccio’.

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