Contestare bolletta Enel: ecco come fare

Contestare bolletta Enel: ecco come fare
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    Contestare bolletta Enel: ecco come fare

    Il fenomeno delle bollette impazzite è purtroppo una costante poco lieta nel nostro Paese. I contribuenti sempre più spesso si trovano a combattere con conti da pagare palesemente più salati del dovuto. Che si tratti di errore o della classica furbata poco importa, perché alla fine il vero problema diventa come fare a non pagare somme non dovute.

    Oggi ci occupiamo di una delle bollette più comuni per tutti noi, ovvero la bolletta dell’Enel. Come fare quando la somma segnata da pagare è superiore a quanto dovrebbe? Come fare per non pagare? In questo caso bisogna contestare la bolletta all’ente che l’ha emessa, un percorso purtroppo non proprio breve e semplice.

    Vediamo quindi quali sono i passi da seguire per contestare la bolletta Enel: per prima cosa (e qui iniziano le seccature) è necessario recarsi di persona agli uffici commerciali della società per chiedere ulteriori chiarimenti in merito all’entità dell’importo fatturato e al possibile errore.

    La stessa richiesta può essere effettuata anche per via telefonica, ma a meno che non vi sia un impedimento che vi costringe in casa il consiglio è sempre quello di presentarsi di persona, perché purtroppo non sempre via telefono si riesce a risolvere e ad avere le risposte che si cercano. Una triste realtà dei customer service delle aziende italiane.

    Se le spiegazioni dell’azienda non vi hanno comunque convinto che quella sia la somma corretta, la procedura è la seguente: bisogna comunque pagare la bolletta, perché il rischio è che vi sia staccata la luce; in seguito bisogna scrivere una lettera di reclamo, sottoforma di raccomandata con ricevuta di ritorno.

    Nella lettera si devono specificare generalità, nome dell’intestatario dell’utenza, indirizzo presso cui avviene la fornitura del servizio e codice cliente associato alla bolletta.

    A partire dal momento della ricezione del vostro reclamo, il gestore per legge è obbligato a fornire una risposta entro 40 giorni. Le possibilità a questo punto sono due: che l’azienda vi dia ragione e che quindi l’importo fatturato sia errato, e quindi la somma impropria sarà riconsegnata con un assegno postale o con uno o più accrediti nelle successive bollette. Se l’azienda vi darà torto, però, vi ritroverete con un nulla di fatto.

    Il termine ultime perché l’azienda si muova sono come detto i 40 giorni, ma se il gestore si muoverà in ritardo, potrete richiedere un risarcimento aggiuntivo (in caso l’ente vi dia ragione sulla somma impropria): 20 euro dai due ai sei mesi di ritardo, 40 euro fino ai 9 mesi. Nel caso infine che il gestore non risponda affatto alla vostra lettera di reclamo, esiste una via alternativa.

    Dovrete in questo caso rivolgervi all’Aeeg, ossia l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (può essere contattata chiamando il numero verde 800.166.654 oppure inviando una mail a reclami.sportello@acquirenteunico.it), che provvederà a multare il gestore una volta confermata la mancata risposta.

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