Consumi in calo per la crisi: situazione e prospettive

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    Consumi in calo per la crisi: situazione e prospettive

    La crisi economica crea un circolo vizioso che si ripercuote inevitabilmente sui consumi: quando il potere d’acquisto del consumatore diminuisce e al tempo stesso la pressione fiscale cresce, la prima soluzione per evitare il tracollo è tagliare le spese. Ed è proprio quello che gli italiani stanno facendo da qualche tempo.

    Secondo Confcommercio il trend delle vendite al dettaglio continuerà a diminuire nelle prossime settimane proprio a causa dell’incertezza del quadro politico ed economico generale. Insomma, ci dicevano che nel 2011 saremmo usciti dalla crisi, ma a tutti gli effetti proprio oggi viviamo sulla nostra pelle gli effetti più nocivi della congiuntura economico-finanziaria.

    Il calo dei consumi è quindi destinato a peggiorare, e si ripercuoterà inevitabilmente anche sulle spese per il Natale 2011, che si prevede davvero all’insegna del low cost, sia per i regali che per il classico cenone. Su base annua la flessione nei consumi è stata superiore al punto percentuale in media, con abbigliamento e calzature che segnano il dato più preoccupante (-4%).

    La situazione non è delle migliori, visti anche i recenti sviluppi della situazione politica, sempre più improntata all’incertezza e all’instabilità. Le dimissioni di un premier non sono mai accolte bene dai mercati, anche se quel premier si chiama Silvio Berlusconi. La situazione del debito italiano e dello spread preoccupano non solo gli addetti ai lavori, ma anche i comuni cittadini, che fanno i conti con fondi sempre più ridotti (senza contare chi rischia il posto di lavoro).

    Davanti ad un quadro generale così sconfortante, gli italiani reagiscono nell’unica maniera possibile, ovvero stringendo la cinghia. Sembra incredibile, ma l’unico settore che non segna una flessione è quello delle telecomunicazioni (+ 11,7% rispetto allo scorso anno), il che vuol dire paradossalmente che l’italiano medio rinuncia alla bistecca o alla giacca ma non al nuovo modello di telefonino.

    Il settore che invece evidenzia maggiormente l’attenzione al portafogli dei consumatori è quello alimentare. La spesa alimentare diventa sempre più una caccia all’offerta, tendenza segnalata da una ricerca della Coldiretti – Swg. I risultati dimostrano chiaramente che il 55% degli italiani, nel corso dell’ultimo anno, ha prestato più attenzione e tempo alle scelte effettuate durante la propria spesa alimentare.

    Non ci si limita dunque al negozio sotto casa, e la comodità lascia il passo alla convenienza, anche perché, come dimostra la stessa ricerca, i prezzi variano tantissimo da un negozio all’altro, raggiungendo vette spesso surreali, come dimostra il pacco di pasta della stessa marca che in alcuni negozi arriva a costare addirittura tre volte il suo costo medio.

    Ricerca delle offerte e taglio dei prodotti superflui sono l’unica strategia per combattere con il caro vita e cercare così di arrivare con lo stipendio a fine mese. Neanche a dirlo, nell’ultimo anno c’è stato un crollo della fruizione dei beni e servizi non basilari, tra cui ristoranti, cinema, palestre, e anche i viaggi prediligono sempre più la formula del low cost, approfittando magari delle offerte verso mete meno conosciute rispetto alle solite grandi città.

    In questo senso, Internet e gli acquisti online potrebbero rappresentare la nuova frontiera (o l’unica scelta sensata) anche dalle nostre parti, dove finora siamo stati piuttosto refrattari verso questa nuova forma di consumo. Il Natale 2011 sarà un banco di prova importante.

    Foto AP/LaPresse