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Come si diventa giornalisti?

Come si diventa giornalisti?
    Come si diventa giornalisti?

    È tra le professioni che esercitano il maggior fascino in assoluto, ma come si diventa giornalisti? Se il tuo sogno è quello di raccontare la cronaca, seguire inchieste scottanti o la squadra del cuore fin dentro gli spogliatoi, intervistare capi di stato o allenatori, devi sapere che la strada è lunga e impegnativa. Non basta saper scrivere ed avere spirito di iniziativa, per diventare giornalisti occorre avere pazienza, volontà e spirito di sacrificio. Ma di sicuro ne vale la pena.

    Il punto di partenza è sicuramente l’iscrizione all’albo. Come per altre categorie, (che spesso rivendicano con orgoglio l’iscrizione agli ordini professionali) esiste un albo nazionale con sezioni regionali che si occupano specificamente di accogliere le richieste di iscrizione.
    Diventare un giornalista significa maturare i requisiti per iscriversi al proprio albo regionale di competenza, perché secondo la legge nessuno può assumere il titolo né esercitare le funzioni di giornalista se non è iscritto all’albo professionale.

    L’albo è composto di due elenchi storici e due speciali: i primi sono Professionisti e Pubblicisti, gli altri riguardano giornalisti di nazionalità straniera che operano in Italia e coloro che assumono la qualifica di direttore responsabile di periodici o riviste a carattere tecnico, professionale o scientifico (esclusi quelli sportivi e cinematografici).

    La differenza tra giornalisti professionisti e pubblicisti è che i primi esercitano esclusivamente la professione, mentre i secondi possono affiancare all’attività giornalistica altri lavori.
    Per iscriversi all’elenco dei professionisti bisogna aver lavorato come praticanti ed essere stati iscritti nel relativo registro per almeno 18 mesi, possedere i requisiti di legge (cittadinanza, assenza di precedenti penali, attestazione di versamento della tassa di concessione governativa) ed aver sostenuto con successo la prova di idoneità professionale, ovvero aver superato un esame composto da una prova scritta e una orale di tecnica e pratica del giornalismo e di conoscenza delle norme giuridiche attinenti.
    L’iscrizione nell’elenco dei pubblicisti è sicuramente più semplice: oltre ai requisiti di legge, occorre presentare gli articoli (firmati) pubblicati in giornali e periodici ed i certificati, firmati dai direttori delle testate, che attestino che l’attività pubblicistica è stata regolarmente retribuita almeno negli ultimi due anni.
    Per i corrispondenti e per gli articoli non firmati o se non è possibile allegarli (vale per i collaboratori dei servizi giornalistici di radio e televisione, delle agenzie di stampa etc) serve anche l’attestazione del direttore della pubblicazione e ogni documentazione che possa dimostrarne la paternità.
    Inoltre bisogna allegare alla domanda le fotocopie dei contratti di collaborazione con le testate con cui si collabora ed i compensi percepiti negli ultimi 24 mesi.

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