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Come scrivere un testamento olografo valido

Come scrivere un testamento olografo valido
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    Come scrivere un testamento olografo valido

    Ci si augura che possa tornare utile a chi amiamo in un giorno lontanissimo, ma è sempre bene essere preparati: come scrivere un testamento olografo valido? Sebbene sia la forma più semplice di testamento e possa essere scritto a casa propria senza la presenza di un notaio, bisogna rispettare delle regole ben precise nella sua redazione. In caso contrario sarà impugnabile o, peggio, sarà nullo. Vediamo come coniugare il diritto a mettere in forma scritta le proprie volontà nella massima riservatezza con i requisiti richiesti dalla legge.

    In generale, il testamento è un atto con cui ciascun individuo può dare delle disposizioni inerenti i propri beni e le proprie sostanze da applicare dopo la sua morte. Il Codice Civile (agli articoli 601 e seguenti) definisce “testamenti ordinari” quello olografo, quello segreto e quello pubblico o per atto notarile. Il testamento olografo è l’unico per il quale non occorre la presenza del notaio.

    Il primo è, ovviamente, l’olografia. Ovvero il testamento olografo deve essere scritto completamente a mano dal testatore con la sua grafia abituale. Quindi un documento redatto con macchina da scrivere, computer e – in alcuni casi – in stampatello, non è valido, anche se è firmato e datato. Questa condizione così rigida serve a tutelare l’effettiva volontà del testatore, che potrebbe essere facilmente contraffatta da documenti scritti con mezzi meccanici.

    Il secondo requisito che un testamento olografo deve rispettare è la sottoscrizione. Cioè deve essere firmato per esteso alla fine delle disposizioni testamentarie.

    Inoltre, se il documento è formato da più pagine, la firma deve essere apposta su ogni facciata.

    Il terzo è la datazione, che deve essere effettuata sempre dal testatore di suo pugno e deve comprendere giorno, mese ed anno, oppure espressioni equivalenti, come il giorno di Natale e simili, da cui si possa evincere chiaramente la data. Non ha importanza se il documento è datato all’inizio o alla fine e non è necessario datare tutti i fogli del testamento, né aggiungere l’ora a cui è stato firmato.
    La legge consente di redigere un testamento olografo senza comunicarlo a nessuno, ma chi lo fa spesso spesso decide di affidarlo a una persona di fiducia oppure a un notaio, che dopo i lunghi anni di studio che lo hanno condotto alla professione è sicuramente il soggetto più adeguato a conservarlo, ed inoltre provvederà alla sua pubblicazione dopo la morte del testatore.

    Per un’ulteriore sicurezza, in genere si provvede a redigere tre copie dello stesso testamento ed a conservarle in tre luoghi diversi. Non valgono le fotocopie, quindi devono essere proprio tre copie olografe con firma e data. In ogni caso, chiunque possieda una copia o l’originale di un testamento olografo è tenuto a presentarlo ad un notaio dopo la morte del testatore per permetterne la pubblicazione.

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