Abolizione Imu 2013: quale sarà il futuro della tassa?

Abolizione Imu 2013: quale sarà il futuro della tassa?
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    Abolizione Imu 2013: quale sarà il futuro della tassa?

    L’Imu è il tema più caldo sul tavolo della politica in questi mesi estivi. Le ipotesi riguardo il futuro della tassa sulla casa continuano ad essere tante e ben poco coerenti tra loro. I partiti si dividono in schieramenti netti, tenendo con più o meno forza le posizioni già ribadite al tempo della campagna elettorale. Da un lato chi spinge per una riforma dell’Imu, dall’altro chi spinge per l’abolzione della tassa sulla prima casa e in mezzo chi non vorrebbe toccare l’Imu così come creato dal governo Monti. Chi avrà ragione? Solo il tempo ce lo dirà.

    Il fatto è che il governo Letta aveva promesso una Dl entro fine agosto che facesse chiarezza sull’imposta municipale unica, dopo la sospensione della prima rata di giugno 2013 e i dubbi su quella di settembre. Ogni giorno qualche esponente politico dice la sua sull’argomento ma quasi mai questa opinione si concretizza in qualche proposta. L’impressione è che si navighi a vista e che il futuro dell’Imu sia legato a doppio nodo con il destino dell’esecutivo e con tutti i suoi problemi (carenza di una voce comune nel Pd e problemi giudiziari di Berlusconi nel Pdl). Succede così che i ministri dicano una cosa e chi fa i conti ne dica un’altra, con alle spalle la spada di Damocle del giudizio dell’Unione Europea, che vigila con severità sui conti pubblici italiani.

    Vediamo allora le diverse ipotesi al vaglio per il destino dell’Imu.

    Abolizione Imu prima casa: questa è la posizione che il Pdl ha portato avanti fin dalla campagna elettorale di inizio 2013. L’Imu è stata la carta a sorpresa giocata da Berlusconi per guadagnare consensi alle urne, e l’ex premier ancora oggi insiste sulla necessità di rispettare ‘il patto con gli italiani’. Che vorrebbe poi dire abolire la tassa sull’abitazione principale o limitarla agli immobili di lusso. Una strada difficilmente percorribile e, peraltro, bocciata dall’UE prima e dal Tesoro poi. In particolare quest’ultimo ha pubblicato un documento in cui l’abolizione totale dell’Imu sulla prima casa viene bollata come una “misura sconsigliabile perché iniqua, poco efficiente e regressiva”. Oltre agli effetti di equità sociale, quel che preoccupa è anche (e soprattutto) il risvolto economico, visto che l’esenzione costerebbe alle casse dello Stato oltre 4 miliardi di euro l’anno di mancato gettito.

    Riforma dell’Imu: a spingere per una revisione della tassa è soprattutto il Pd, con il premier Letta a cercare una via di mezzo per soddisfare tutte le parti in causa. In questo caso non ci sarebbe nessuna esenzione totale sulla prima casa ma una riforma complessiva del funzionamento dell’imposta, a partire dal meccanismo di calcolo e dalle aliquote. In questo modo si potrebbero evitare gli effetti distorti avuti dalla tassa nel suo anno di esordio, prendendo in considerazione ad esempio il nucleo famigliare, il valore Isee e la zona in cui è ubicato l’immobile. Il tutto in attesa della riforma complessiva del Catasto, che porterebbe a un aggiornamento dei coefficienti di rivalutazione e a una fotografia più coerente con il reale valore delle abitazioni in Italia.

    Tante proposte che, però, finora non hanno trovato sostanza.

    Creazione di una Service Tax: si tratta di una posizione che cerca di conciliare le prime due ipotesi, ponendosi a metà tra abolizione e riforma. Ad aprire al cambiamento è stato anche il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, che ha spiegato come sia necessario un “chiarimento delle implicazioni concrete delle varie proposte, nella consapevolezza che le scelte politiche debbono basarsi su adeguati approfondimenti tecnici”. L’ipotesi più accreditata è quella che vuole la creazione di una nuova tassa, chiamata provvisoriamente Service Tax, in cui possa confluire l’Imu ma non solo. Di questa nuova imposta potrebbe far parte anche la famigerata Tares, altro pomo della discordia il cui futuro è appeso a un filo sottile. Un solo dubbio: la Service Tax potrebbe lasciare scontenti tutti, contribuenti in primis.

    Lasciare l’Imu così com’è: diamo infine voce a quanti vorrebbero che l’Imu continuasse il suo percorso così com’è, con qualche piccolo accorgimento per renderla meno pesante e più equa. E’ la posizione di Scelta Civica, che ovviamente non vuol vedere cancellata la creazione di Mario Monti. Secondo questa linea di pensiero l’Imu è una tassa sacrosanta presente in quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea e, invece di una riforma sostanziale, si potrebbe operare sulle detrazioni a carico delle famiglie per favorire i nuclei più deboli e colpire i redditi più elevati. Una manovra di piccole revisioni che comunque avrebbe un costo elevato (si parla di oltre 2 miliardi), e non è chiaro dove verranno reperiti i fondi necessari a finanziarla.

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