Lamborghini, i modelli più belli in 50 anni di storia [FOTO]

Lamborghini, i modelli più belli in 50 anni di storia [FOTO]
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    Festeggia oggi i 50 anni la Lamborghini. Il marchio del toro ha lasciato per strada in cinque decadi autentici pezzi unici, opere d’arte dell’ingegneria e del design. Era il 1963 quando Ferruccio Lamborghini, per tutta risposta a Enzo Ferrari, vide la prima automobile uscire dalla fabbrica di Sant’Agata Bolognese. Quel costruttore di trattori, per il Drake non aveva il “diritto” di criticare le creature del Cavallino Rampante. La rivalità tutta emiliana nasce da quest’episodio, con Lamborghini che si mise a costruire automobili in proprio, e che automobili!

    La prima assoluta fu nel 1963 con la Lamborghini 350 GTV, un pezzo unico che darà poi origine alla 350 GT. Motore 12 cilindri anteriore, 6 carburatori e 360 cavalli di potenza: furono questi i numeri dell’esordio, seguito pochi anni dopo dal primo capolavoro di design: la Lamborghini Miura Roadster. Nel 1968 si presenta sulla ribalta internazionale come versione scoperta dalla splendida coupé prodotta dal 1966 al 1973. Tratti morbidi, sinuosi, con il motore in posizione centrale trasversale. Sempre 12 cilindri, con 350 cavalli a muovere i 1100 kg di peso.
    Il livello più alto della produzione Miura si raggiunse poi nel 1970 con la Lamborghini Miura Iota, esemplare prodotto in un unico pezzo.

    Cambia radicalmente registro stilistico la casa di Sant’Agata Bolognese con la Countach del 1974. Dalle forme morbide, il designer Marcello Gandini passa alle linee tese e squadrate, avveniristiche con l’apertura delle portiere a elitra: saranno un marchio di fabbrica della Lamborghini. La Countach sarà un pezzo importante della storia Lambo, sulla ribalta per ben 16 anni, fino al 1990. Per quanti credano che il nome si la traduzione inglese del termine “contatto”, sarà grande la sorpresa nello scoprire che quel Countach americanizzato altro non è che un’espressione piemontese (Cuntacc) per dire “accidenti”. Sarà anche una delle poche Lamborghini a non avere il nome di una razza di tori, altra peculiarità delle supercar italiane.

    Per la prima volta si oltrepassano i 400 cavalli, toccando quota 470 dal motore sempre V12 in posizione centrale con l’evoluzione del 1985, la Countach Quattrovalvole 5000. Gli anni Ottanta vedranno un’altra novità assoluta, quella che potremmo definire come la madre di tutti i suv sportivi: Lamborghini LM002 del 1986. Aspetto da fuoristrada, motore da supercar. Lungo quattro metri e novanta centimetri, venne costruita in 301 esemplari. Stesso motore della Countach ultima evoluzione, con 450 cavalli. La velocità massima era di 210 orari, mentre i consumi, a essere ottimisti, si aggiravano sui 5 km/litro.

    Sono gli anni delle prime supercar ad altissime prestazioni, pensate per la pista. Così, se Ferrari presenta la F40, a pochi chilometri di distanza la Lamborghini lancia un’icona dell’automobilismo moderno: la Diablo. E’ il 1990 e verrà prodotta in una lunga serie di varianti fino al 2001. Quasi 500 cavalli per la prima versione, con una velocità massima di 325 km/h e poco più di 4″ per scattare da 0 a 100.

    Le continue evoluzioni portarono il motore V12 a quasi 6 litri di cilindrata e 575 cavalli, poi toccò alla Murcielago raccogliere il testimone.

    E’ di fatto il passaggio nell’orbita del gruppo Volkswagen. La Murcielago verrà prodotta in 4.099 esemplari, dal 2002 al 2010. Motore sei litri V12 da 580 cavalli, design dalle linee squadrate con le consuete portiere a elitra. L’impronta tedesca è ben visibile dentro l’abitacolo, che accoglierà anche il cambio al volante con le ultime versioni, oltre alla meccanica, con la trazione integrale permanente in sostituzione di quella posteriore.

    Il secondo grandissimo successo degli anni 2000 per la Lamborghini sarà la Gallardo. Il concetto di supersportiva si allarga e va a “cercare” la concorrente diretta Ferrari, che le berlinette le proponeva già da tempo. Anche la Polizia avrà in dotazione una versione dedicata della Gallardo, ancora oggi in produzione e con una serie infinita di versioni: dalla cabrio a quelle da pista, passando per le versioni integrali e quelle celebrative.

    Questa è una “fetta” di passato Lamborghini, che si proietta verso il futuro con nuovi modelli come il suv Urus, la Lamborghini Aventador Roadster e i concept Estoque – un prototipo che immagina il marchio con il vestito da coupé quattro porte – e Sesto Elemento, punto più alto ed estremo della ricerca tecnologica con la carrozzeria e il telaio interamente in fibra di carbonio.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AutoLamborghiniMotoriSupercar Ultimo aggiornamento: Giovedì 09/07/2015 18:04
     
     
     
     
     
     
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