Marco Mazzoni: l’arte del disegno e della contemporaneità

Giovane, appassionato di disegno e di cucina, Marco Mazzoni è una delle voci di D360, progetto editoriale di Dondup. Ecco la sua storia, fatta di arte e di segni.

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    Marco Mazzoni: l’arte del disegno e della contemporaneità

    Marco Mazzoni è un giovane artista che vive a Milano. Classe 1982, lavora come disegnatore ed espone in gallerie e musei in America, Danimarca e Italia e ha collaborato con il The New Yorker. La passione per il disegno ce l’ha fin da bambino ma oltre a questa ne ha tante altre. Marco Mazzoni ama le piccole cose, che piacciono a tutti: la cucina, i film, la musica e colleziona magliette e tazze. Inoltre, ha un cane, una futura moglie ed è ossessionato dal tempo. Un mega mix che lo hanno portato a diventare un artista contemporaneo.

    Sin da piccolo ama disegnare e “non ho ancora smesso” dichiara, quindi non c’è da stupirsi se dietro la sua arte c’è una vera e propria storia. Quella che accomuna tutti i grandi illustratori e disegnatori del mondo. La storia dei segni. Dietro un’opera d’arte c’è un segno, un’esperienza e il cliente che l’acquista, non compra solamente il risultato finale, bensì tutto il pacchetto. L’acquirente, quando osserva un quadro, dovrebbe intraprendere lo stesso viaggio che ha portato l’artista all’effetto finale. Quella storia è racchiusa nel segno. Nel tratto. Nell’intenzione.

    Marco mazzoni disegni

    “Nel segno” afferma Marco Mazzoni “c’è la perfetta sintesi tra il passato e il presente, il passato che porta a quel gesto e il presente che porta il gesto a fermarsi esattamente li, è un codice che nasce e rimane impresso per sempre”. Questo vale nell’arte moderna e contemporanea ma anche in quella classica. Un esempio? Michelangelo e la sua scultura dipinta Il Tondo Doni. Il pennello nelle mani dell’artista lavora proprio come uno scalpello, lasciando il suo segno.

    Marco Mazzoni segni e disegni

    Il segno si nasconde dietro un disegno e questo è riconoscibile, distribuzione permettendo, in tutto il mondo. Alcune opere sono destinate a passare alla storia e ad essere famose ovunque. Lo sa bene Marco Mazzoni che tra il 2005 e il 2006 ha iniziato a lavorare nelle gallerie italiane. A quei tempi era d’obbligo per gli artisti emergenti ritrarre un personaggio forte e ribelle, rappresentato da una giovane modella. Nonostante non abbia mai usato quel soggetto “la mia vita e la mia carriera sono andate avanti senza problemi”. La fortuna sta nell’aver incontrato un giovane gallerista di Legnano che aveva compreso pienamente la sua arte, intrisa dello spirito americano.

    Marco Mazzoni icone

    In America, infatti, è tutt’altra un’altra storia e le icone sono passate attraverso la mano di diversi artisti ma il più importante è certamente Andy Warhol. Lo ha fatto con volti noti dello spettacolo e con la zuppa Campbell, che in Italia conosciamo tutti, almeno visivamente, perché qui in commercio non ci è mai arrivata. E allora perché nel Belpaese non esistono icone artistiche di volti noti? Semplicemente perché sono state sempre ben altro rispetto all’arte contemporanea; basti pensare a Rita Levi di Montalcini o Tina Anselmi. Eppure lo stesso non vale per gli edifici, come il Duomo di Milano, un simbolo riconosciuto universalmente.

    Ma di innovazioni in questi anni, nei 35 anni di Marco Mazzoni, ce ne sono state tante e non solamente legate alla tecnologia. Chi è nato negli anni ’80 lo sa bene e ne conosce perfettamente i cambiamenti e le evoluzioni. Poco più di 10 anni fa chi voleva intraprendere il lavoro di illustratore doveva spingersi in gallerie e studi e trattare direttamente con critici d’arte e curatori, affinché qualcuno gli concedesse la possibilità di esporre. Di farsi conoscere. Erano tempi diversi, erano tempi in cui internet non era ancora l’internet che conosciamo oggi.

    Marco Mazzoni segni

    Facebook è una piattaforma, un grande mercato che serve anche a far conoscere la propria arte. Una vera e propria vetrina. Marco lo sa bene perché è stato grazie a questo social che la sua arte ha iniziato a girare. È in questo modo che la domanda e l’offerta si incontrano: degli sconosciuti si mettono in contatto con altri sconosciuti per saperne di più sulla propria arte. Il giro è rapido, veloce, quasi impercettibile e in un attimo Marco si è ritrovato al cospetto di un noto gallerista di New York. L’innovazione della comunicazione gli ha dato una chance, a lui come a molti altri e in tanti settori. Ma l’arte contemporanea è anche molto più rapida: dove oggi ci sei tu, domani ci sarà un altro. Un vero e proprio treno in corsa, che devi sempre essere sicuro di prendere per tempo.

    Scoprite la sua storia su D360 e lasciatevi ispirare dall’arte e le passioni di Marco Mazzoni.