Storia del tatuaggio: dagli albori ad oggi

Il tatuaggio ha una storia antichissima che affonda le proprie radici molto indietro nel tempo. Una vera e propria arte pittorica del corpo umano, che dagli albori fino ad oggi si è evoluta e arricchita di significati.

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    Storia del tatuaggio: dagli albori ad oggi

    Il tatuaggio, detto anche semplicemente tattoo, è una vera e propria arte pittorica del corpo umano. Quest’arte ha una storia molto antica e lunghissima, infatti affonda le proprie radici molto indietro nel tempo. Tracce di primissimi tattoo sono state ritrovate nell’Antico Egitto; successivamente, con i primi spostamenti e le prime colonizzazioni l’uomo occidentale conobbe le popolazioni primitive delle isole del Pacifico e anche qui furono ritrovate prime testimonianze di tatuaggi. Quindi, l’arte e la cultura del tatuaggio nel mondo hanno una storia antichissima e tutta da conoscere e scoprire. Per tale ragione, i tatuaggi possono avere diversi significati: ad esempio, agli albori fra i popoli primitivi il tattoo era un simbolo di iniziazione e rappresentava il rito di passaggio dall’età infantile a quella adulta; ma non è tutto, perché durante l’età cristiana il tatuaggio acquisì un significato religioso e spirituale, fino ad arrivare ai giorni nostri dove il tatuaggio può avere diversi significati a seconda del disegno che rappresenta.

    Storia del tatuaggio

    tatuaggi antico egitto

    Il tatuaggio ha una storia antichissima, infatti affonda le proprie radici molto indietro nel tempo. Addirittura sono state rinvenute prime tracce di tattoo nelle mummie ritrovate in Asia Centrale e databili al 500 a.C.

    Ma non è tutto, perché se si parla della storia del tatuaggio non possiamo dimenticare che le primissime forme di tatuaggi furono rinvenute nell’Antico Egitto; inoltre, anche nelle popolazioni tribali delle isole del Pacifico erano molto diffusi i tatuaggi, che stavano a rappresentare dei riti di passaggio e di iniziazione all’età adulta.

    Inoltre, i tatuaggi erano diffusi anche in Europa e nell’antica Roma prima che l’imperatore Costantino li vietasse dopo la sua conversione al Cristianesimo.

    Quindi, prima che la religione dell’imperatore divenisse religione di stato, i tatuaggi erano molto diffusi fra la popolazione, la quale si faceva tatuare sulla pelle diversi simboli religiosi.

    Fu nel Medioevo, e precisamente con Papa Adriano I, che i tatuaggi furono vietati divenendo così clandestini; ma nonostante la proibizione, i tatuaggi continuarono ad essere realizzati in clandestinità soprattutto fra i soldati e i più poveri.

    In più, in ambito religioso i tattoo continuarono ad esistere tramite i “frati marcatori”, che realizzavano piccoli tatuaggi religiosi fra i cristiani e i pellegrini.

    Storia del tatuaggio in Italia

    tatuaggi cristiani

    Il tatuaggio in Italia era diffuso già in antichità, precisamente prima dell’affermarsi del Cristianesimo come religione di stato. Infatti, in quel periodo i tatuaggi erano prevalentemente a carattere religioso e spirituale, diffusi prevalentemente fra pellegrini e cristiani.

    Ma non è tutto, perché se si parla della storia del tatuaggio in Italia non possiamo dimenticare che quest’arte era molto diffusa durante i primi anni dell’Ottocento in diverse regioni, come Abruzzo, Marche e Molise.

    In queste terre i tattoo erano diffusi principalmente fra i contadini, i braccianti e gli allevatori e si trattava per lo più di tatuaggi religiosi.

    Quindi, in Italia i primi tatuaggi avevano valenza spirituale e venivano praticati dai cosiddetti “frati marcatori” nella Basilica di Loreto, importante meta di pellegrinaggio.

    In Italia non fu solo il Cristianesimo a contribuire alla diffusione del tatuaggio ma anche la cultura militare; infatti, moltissimi soldati sceglievano di farsi imprimere sulla pelle ricordi di battaglie e vittorie, scene di guerra, armi e coltelli.

    Da qui, in età moderna si passò ai tatuaggi realizzati nelle carceri che avevano significati del tutto diversi dai primissimi tattoo. Tra i soggetti maggiormente realizzati vi erano lame, coltelli, pugnali, simboli che rappresentavano il grado di affiliazione criminale, come piccole linee e puntini, fino alle frasi e alle dediche per ricordare la famiglia.

    Il tatuaggio oggi

    tatuaggi moderni

    Oggi il tatuaggio si è diffuso moltissimo e, nel corso degli anni, si è evoluto e modificato, cambiando il proprio significato e assumendone moltissimi altri.

    Il tatuaggio è divenuta una vera e propria forma di arte contemporanea, basti pensare che in Italia, come anche nel resto del mondo, vengono sempre organizzate manifestazioni, Convention e mostre dedicate all’arte e alla cultura del tattoo.

    L’intento è, ovviamente, quello di informare la popolazione per far conoscere e apprezzare questa fantastica forma di arte e di espressione.

    Il tatuaggio oggi è completamente cambiato rispetto al passato, sia nel significato che nelle tecniche di realizzazione. Per quanto riguarda la sua realizzazione, sono stati compiuti passi da gigante a livello di igiene e preparazione; vengono utilizzate tecniche specifiche, innovative e all’avanguardia e, in più, si dà molta più importanza all’igiene e alla cura del tattoo per evitare l’insorgere di problemi.

    Ma non è tutto, perché oggi esistono diversi stili di tatuaggi: dal giapponese al maori, passando per il tatuaggio in stile tribale e old school, fino ad arrivare ai tatuaggi di ritratti e realistici.