Speciale Natale

Miti degli anni 70: un salto nel passato tra hippie, droga e rock’n'roll

Miti degli anni 70: un salto nel passato tra hippie, droga e rock’n'roll
da in Relax
Ultimo aggiornamento:

    Negli anni ’70 esplodono le lotte politiche, in nome della libertà d’espressione, sia mentale che fisica. Sono gli anni della trasgressione, della rivoluzione femminile, della supremazia delle ideologie politiche. E’ il decennio dei cosiddetti figli dei fiori, quelli che vestivano ‘strani’ con pantaloni a zampa di elefante, maglie coloratissime e con i capelli imprescindibilmente lunghi. Il movimento pacifista degli Hippie fa strage di consensi tra i giovani e diviene il marchio di fabbrica di un’intera generazione, sempre pronta a dire ‘no’ a qualsiasi imposizione o sopruso. Siete curiosi di scoprire o ricordare, per chi c’era, i miti degli anni ’70?

    ‘Sesso, droga e Rock’n'Roll’: mai definizione fu più adatta per riassumere gli anni ’70. Tra l’ostentazione del proprio corpo e una stagione musicale senza precedenti, purtroppo si fa strada nella vita di moltissimi giovani anche la droga.

    Sono gli anni del rock psichedelico dei Pink Floyd (nel 1973 esce ‘The dark side of the moon’, che batterà tutti i record di permanenza in classifica) e dell’LSD, un binomio fin troppo frequente, utilizzato per viaggiare tra note surreali ed emozioni impalpabili.

    Proprio agli inizi del decennio, nel 1970, si sciolgono inaspettatamente i Beatles per intraprendere carriere indipendenti. Nello stesso anno viene trovato morto in un appartamento a Londra, Jimi Hendrix, in seguito ad un’intossicazione da barbiturici. Finisce così stroncata all’improvviso la carriera fulminea di un’artista ‘maledetto’, che da quel momento entrerà a far parte per sempre della storia rock. I Led Zeppelin pubblicano il quarto album, il più importante della loro carriera, quello che ha contribuito a creare il mito di una band senza tempo.

    E mentre nel mondo, orde di giovani perdono la testa per brani del calibro di ‘Imagine’ di John Lennon, ‘Starway to heaven’ dei Led Zeppelin e ‘L.A. woman’ dei Doors, in Italia, a farla da padrone è ‘Che sarà’ dei Ricchi e Poveri, e ‘Chi non lavora non fa l’amore’, una canzonetta leggera cantata dalla coppia Celentano e sua moglie Claudia Mori, che arriva addirittura a vincere il festival di Sanremo.

    Sanremo, la manifestazione più patinata dell’anno, per la prima volta nella storia, nel 1972, cambia inaspettatamente volto e vede i cantanti inscenare sul palco una vera manifestazione sindacale. Soltanto un anno dopo, nel 1973 vivrà la sua crisi più nera: verrà infatti trasmessa solo la serata finale, per poi eclissarsi televisivamente fino al 1981.

    I giovani si appassionano sempre di più alla musica e non si perdono nemmeno una puntata del seguitissimo programma ‘Supersonic’, una rubrica dedicata alle novità discografiche.

    Nascono anche le prime radio libere e comincia a diffondersi un nuovo genere musicale, che farà letteralmente andare fuori di testa i giovani: la Disco Music. Tutte le discoteche d’Italia sono invase dalla musica di Barry White, Gloria Gaynor e Donna Summer. E’ impossibile stare fermi.

    Gli anni ’70 sono purtroppo protagonisti anche della morte, a soli 42 anni, di Elvis Presley (1977), un mito intramontabile, ancora oggi amato ed emulato.

    La musica imperversa, ovunque, è difficile stare ore senza ascoltarla, per questo arriva una straordinaria novità, che fa saltare di gioia gli appassionati del genere: viene commercializzato il walkman, magico strumento che consente di sentire le cassette musicali anche camminando.

    Al fianco della musica, gli italiani dimostrano una passione sempre crescente per il calcio, che si afferma come sport nazionale. Nel 1970 il Cagliari conquista lo scudetto con il grande Gigi Riva.

    Nello stesso anno, durante i mondiali in Messico, la nostra nazionale entra nella storia, battendo la Germania, in semifinale, con un risultato di 4-3. Purtroppo poi verrà sconfitta in finale dallo straordinario Brasile di Pelè.

    Messico 1970 - storica semifinale Italia – Germania (4-3)

    Messico 1970 - storica semifinale Italia – Germania (4-3)

    La televisione vede la nascita di programmi come ‘Giochi senza frontiere’ e ‘Rischiatutto’, condotto quest’ultimo da Mike Bongiorno, che entra di diritto nella storia del quiz. Nel frattempo, Maurizio Costanzo introduce il primo Talk Show, ‘Bontà loro’, su Rai 1.

    Dal piccolo schermo emergono anche due super bionde: Raffaella Carrà, che a Canzonissima del ’70 lancia il suo famoso ballo ‘Tuca, Tuca’, e l’atletica ballerina americana, Heather Parisi.

    Nel 1974, nel mese di settembre nasce Tele Milano, l’antesignana di Canale 5, il primo passo verso la bipolarizzazione televisiva italiana.

    Arriva finalmente la televisione a colori, la pubblicità inizia a distribuirsi nel corso della giornata ed il primo a farne le spese è il mitico Carosello, che se ne va in pensione, pur rimanendo nel cuore di tutti quei bambini che lo guardavano a occhi sgranati ogni sera, prima di andare a dormire.

    Crescono gli spot pubblicitari ironici, irriverenti. Fa discutere infatti la spregiudicata campagna pubblicitaria, firmata da Emanuele Pirella, di una nota marca di jeans che ritrae, in primo piano, glutei femminili con un esplicito invito: ‘Chi mi ama mi segua’.

    Jeans Chi mi ama mi segua

    Jeans Chi mi ama mi segua

    Anche il grande schermo dà notevoli soddisfazioni. Sono gli anni d’oro del cinema horror italiano: enorme successo per ‘Il gatto a nove code’ e ovviamente ‘Profondo rosso’, due capolavori firmati Dario Argento. Il maestro Stanley Kubrick sciocca intere generazioni a seguire con l’agghiacciante ‘Arancia meccanica’. Ma il terrore non finisce di colpire, gli anni ’70 infatti, vedono l’uscita di un altro grande capolavoro: ‘L’esorcista’.

    L'esorcista

    L'esorcista

    Al fianco di opere che lasciano in bocca il gusto ferroso del sangue, escono numerose pellicole, di tutt’altra natura, che segneranno la storia del cinema:‘Il padrino’ di Francis Ford Coppola, il discusso ‘Ultimo tango a Parigi’ di Bertolucci, ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’, con Jack Nicholson e ‘Taxi Driver’ di Martin Scorsese, uno dei film più celebri del grande regista americano.

    Si affaccia inoltre sulla scena cinematografica italiana un nuovo genere, ironico, dissacrante, che vede il suo esordio in ‘Lo chiamavano Trinità’, prima pellicola della fortunata serie che ha come protagonisti Bud Spencer e Terence Hill. In questi anni arriva anche il primo Fantozzi, ironica rappresentazione della frustrazione dell’impiegato medio, magistralmente interpretato da Paolo Villaggio. Infine non possiamo dimenticare le pellicola che ha lanciato John Travolta, in alto, nel firmamento del cinema mondiale: ‘La febbre del sabato sera’.

    Tra un film, un programma televisivo e una partita di calcio, gli italiani sfrecciano per le strade a bordo della Fiat 127, che conquista il consenso generale grazie ai consumi contenuti e alle dimensioni ridotte che facilitano i parcheggi. Ma da quel momento in poi dovranno fare attenzione a sfrecciare, perché per la prima volta vengono introdotti i limiti di velocità su tutte le strade e spuntano, di conseguenza, i primi Autovelox.

    Gli anni ’70 sono stati anni di proteste feroci, libertà esasperate, vestiti coloratissimi, hot pants, ma anche giubbotti neri, spille e creste punk, anni di fuoco, di piombo, di luci stroboscopiche

    1356

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Relax

    Speciale Natale

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI