I liquori più usati nei bar di tutto il mondo

I liquori più usati nei bar di tutto il mondo
da in Relax, Top & Flop
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 08/07/2015 18:48

    Cos’è che non può mancare mai in un locale? Gli alcolici, ovviamente. Quali sono i liquori più venduti nei bar di tutto il mondo? Rispondere a questa domanda potrebbe sembrare semplice, ma non lo è affatto. Ogni popolo ha le sue preferenze, ogni nazione la sua specialità. Anche se le marche sono davvero infinite, però, la ‘sostanza’ è sempre la stessa: gin, vodka, whiskey. Consumati da soli o mixati in cocktail esplosivi, sono alla base delle serate alcoliche di milioni di persone in giro per il globo. Vediamo quali sono i liquori principali da segnare nella propria lista.

    GIN

    Gin

    Direttamente dal 1600 arriva uno dei distillati più famosi in assoluto, dal colore chiaro e dal sapore forte e aromatico. La sua natura particolare deriva dal processo di produzione, ovvero la distillazione di un composto fermentato di orzo e frumento, arricchito poi da una miscela di spezie ed erbe (la più importante è il ginepro, che gli conferisce sapore e profumo).

    VODKA

    Vodka

    Dobbiamo trasferirci nelle fredde lande dell’est per scoprire il segreto della vodka, il superalcolico per eccellenza. Tipica della Russia e della Polonia, le sue radici affondano addirittura fino al 1400. La vodka viene prodotta distillando e filtrando almeno tre volte una miscela di fecola, polpa di patate e cereali. Nella versione classica il tasso di alcool deve essere vicino al 40 per cento.

    TEQUILA

    Tequila

    Andiamo in Messico, nello stato di Jalisco, per conoscere una delle bevande ‘esotiche’ più apprezzate. La tequila viene prodotta dalla pianta nota come agave blu, distillata per due volte in alambicchi caratteristici. Per ottenere la dicitura ‘tequila’ questa particolare acquavite deve contenere almeno il 51 per cento di distillato di agave blu.

    RUM

    Rum

    Forse uno dei più antichi liquori prodotti dall’uomo, le cui origini sarebbero da far risalire ai popoli di Cina e India, che ricavavano bevande fermentate dal succo di canna da zucchero. Ed è proprio la melassa della canna da zucchero alla base di questo liquore, che presenta molte varianti in giro per il mondo (più meno alcoliche e aromatiche). Una parte significativa del processo di produzione è l’invecchiamento.

    WHISKEY

    Whiskey

    Conosciuto anche come ‘whisky’, per segnalare la differente origine (Stati Uniti il primo, Scozia e Irlanda il secondo). Il più celebre è senza dubbio quello scozzese, prodotto in due diverse versioni: il primo dalla distillazione di solo orzo (whisky di malto) e il secondo miscelando il whisky di malto con un distillato di cereali (blended whisky). Il segreto è nell’invecchiamento, per cui si utilizzando solo botti di quercia.

    BOURBON

    Bourbon

    Una tipologia di whisky molto particolare, realizzata per la prima volta nel 1700 nello Stato del Kentucky, nell’omonima contea di Whiskey. Ci sono regole molto precise da seguire durante il processo di distillazione, che può essere effettuato solo negli Stati Uniti. L’importante è che la base sia una miscela di frumento in cui il mais componga almeno il 51 per cento del totale.

    BRANDY

    Brandy

    Dall’uva non si produce soltanto il buon vino, ma anche un’acquavite decisamente più alcolica. Stiamo parlando del brandy, categoria generica che racchiude al suo interno molte realtà diverse, a seconda del territorio (Armagnac, Cognac). Il brandy viene ricavato dalla distillazione del vino, invecchiato in botte per un periodo deciso in base alla nazione produttrice.

    SCOTCH

    Scotch

    Una bevanda alcolica che rientra nella categoria generica dei whisky, anche se ha un processo di produzione differenze e molto rigido. La base è sempre una miscela di cereali distillata, ma viene prodotto soltanto in alcune zone della Scozia, seguendo una trafila che si tramanda da secoli: malting, infusione, fermentazione, distillazione, maturazione, filtratura e imbottigliamento.

    APEROL

    Aperol

    Alla base di molti cocktail (spritz in testa) troviamo questo alcolico dalla caratteristica colorazione arancione e dal sapore amaro. Il colore è dato dalla sua base di produzione, ovvero un infuso di alcool in arancia, erbe e radici. Orgoglio nazionale, visto che l’Aperol è stato inventato dai fratelli Barbieri di Padova e presentato per la prima volta nel 1919.

    GRAPPA

    Grappa

    Chiudiamo con un altro prodotto tipicamente italiano, prodotto dalla vinaccia (ovvero lo scarto dell’uva tolta la polpa) di viti italiane. La grappa classica è ottenuta dalla distillazione di vinacce di uva rossa, fermentate in precedenza. Il contenuto alcolico può variare in base all’invecchiamento e alla fermentazione, ma comunque va dai 37 gradi fino a 60, facendone uno degli alcolici più pesanti.

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