Zero Dark Thirty, 5 motivi per vedere il film di Kathryn Bigelow

Zero Dark Thirty, 5 motivi per vedere il film di Kathryn Bigelow
da in Cinema, Spettacoli

    Esce oggi al cinema Zero Dark Thirty, il nuovo film di Kathryn Bigelow che negli Stati Uniti è stato (ed è tuttora) al centro di accese polemiche. Perché? Perché dietro questo titolo enigmatico si nasconde la storia della caccia al nemico pubblico numero uno Osama Bin Laden, una missione che ha impegnato esercito e servizi segreti per 10 anni coinvolgendo due mandati presidenziali. Una vicenda che ha anche esposto il governo americano alle critiche internazionali per i metodi utilizzati lungo l’impervio percorso che ha portato a quel fatidico 2 maggio 2011. Vediamo allora quali sono i 5 motivi per vedere Zero Dark Thirty.

    La caccia a Bin Laden: ovviamente il primo motivo è proprio nella trama, ovvero la lunga corsa verso quella fatidica giornata del 2011 in cui, dopo 10 anni di polemiche e ricerche, finalmente i reparti speciali del DEVGRU riescono a individuare in Pakistan e uccidere il capo dei terroristi di Al Qaeda, Osama Bin Laden. Come hanno fatto a trovarlo? Perché ci sono voluti così tanti anni per scovare un uomo in fuga? Questi e tanti altri interrogativi sorgono durante la visione del film, la cui trama si sviluppa in un arco di tempo compreso tra il 2001 e il 2011 e si incentra sul personaggio di Maya, agente CIA le cui indagini portano alla scoperta del nascondiglio di Bin Laden.

    Kathryn Bigelow: non esiste al mondo donna di cinema più famosa e importante di Kathryn Bigelow, unica regista donna nella storia a potersi fregiare del premio Oscar come miglior regista, vinto nel 2010 con il film The Hurt Locker. Una donna di quelle toste, Kathryn, a suo agio con i film d’azione tutto ritmo e tensione, laddove quasi tutte le sue colleghe prediligono i tempi e i toni della commedia o al massimo del dramma. A 62 anni questa bellissima donna non ha certo perso quella verve che le ha consentito di essere in prima linea per film adrenalinici come Blue Steel – Bersaglio mortale, Point Break, Strange Days e The Hurt Locker. Anzi, se possibile Zero Dark Thirty è il film più battagliero di una regista che ha la guerra nel Dna, ed è in grado di raccontarla come pochi. La prospettiva immediata è una nuova pioggia di Oscar, proprio come accaduto nel 2010.

    Jessica Chastain: è indubbio che il cuore di Zero Dark Thirty sia proprio il personaggio di Maya, che riesce a trovare il classico ago nel pagliaio armata di solo intuito e forte determinazione, visto l’intreccio di giochi di potere e scetticismo dei superiori che rischiavano di affossare l’intera missione.

    Nei suoi panni troviamo la splendida Jessica Chastain, la rossa più sensuale di Hollywood. La 35enne originaria della California è diventata una sorta di icona del cinema d’autore grazie alle sue straordinarie performance in film come The Tree of Life di Terrence Malick, The Help di Tate Taylor e Lawless di John Hillcoat. Zero Dark Thirty segna il momentaneo apice della sua carriera, coronato dalla vittoria ai Golden Globe 2013 come Miglior attrice in un film drammatico e dalla relativa nomination ai prossimi Oscar.

    Un film dalle mille polemiche: quando un prodotto di finzione tratta un tema così delicato per la politica (e aggiungiamo anche per la coscienza) del popolo americano, le polemiche sono un corollario inevitabile del lavoro. Zero Dark Thirty, pur adorato da quasi tutti i critici, è stato al centro di un fuoco incrociato fin da prima che iniziassero le riprese vere e proprie, con il presidente degli Stati Uniti come bersaglio principale. Sì, perché Barack Obama è stato accusato di aver messo a repentaglio la sicurezza nazionale per aver dato accesso alla regista e al suo team agli archivi segreti per fare ricerche sulla missione. La Bigelow ha sempre negato ogni aiuto presidenziale, ma è innegabile che la storia riporta dei dettagli fino ad oggi tenuti sotto silenzio, come ad esempio la durezza degli interrogatori della CIA. L’opposizione ha giudicato il film “grossolanamente inaccurato e fuorviante” nel mettere in stretto collegamento i metodi d’interrogatorio della CIA e la scoperta del rifugio di Osama Bin Laden, ma la produzione ribatte che si tratta di un’opera di finzione che crea ipotesi non basate su documenti ufficiali. Quale sarà la verità?

    Una produzione da Oscar: inutile girarci attorno, Zero Dark Thirty (che per la cronaca nel gergo militare americano indica una qualsiasi ora compresa tra mezzanotte e le quattro del mattino) è uno dei film più attesi al varco dei prossimi premi Oscar 2013. Le nomination sono 5, per il miglior film, per la migliore attrice protagonista, per la migliore sceneggiatura originale, per il miglior montaggio e per il miglior montaggio sonoro: l’impressione è che almeno 2 di queste nomination potrebbero trasformarsi in statuetta, a partire proprio dalla regista e da Jessica Chastain, che da parte sua ha già portato a casa il Golden Globe come migliore attrice drammatica. Se non vi fidate della qualità degli oscar, sappiate che al momento sono oltre 20 i premi portati a casa nei vari festival in giro per il mondo, incluso quello del National Board of Review, ovvero della stampa americana.

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