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Zack & Miri, amici e film a luci rosse (trailer della commedia)

Zack & Miri, amici e film a luci rosse (trailer della commedia)
da in Cinema, Spettacoli

    Alla fine è arrivato anche in Italia Zack & Miri, dopo un viaggio lungo e travagliato tra i meandri delle logiche della distribuzione e dopo esser passato sotto la scure sempre affilata della censura. Pensare che si tratta di una commedia, e neanche delle più rivoluzionarie. Davvero incredibile che l’ultimo progetto di Kevin Smith, datato 2008, esca in sala solo l’1 giugno 2011.

    Peraltro, nella versione italiana gli è stato affibbiato il classico sottotitolo senza senso (Amore a… primo sesso), giusto per fuorviare del tutto i potenziali spettatori. Dunque, prima ancora di parlare della trama, siamo costretti a parlare delle polemiche che hanno accompagnato il film fin dal primo annuncio tanto tempo fa.

    La storia è semplice: due amici e coinquilini (un ragazzo e una ragazza) per far fronte all’inondazione di debiti e bollette non pagate decidono di realizzare un film a luci rosse amatoriale. Durante la lavorazione del film scopriranno che la loro non è una semplice amicizia. Semplice e divertente.

    Teniamo a sottolineare che la polemica non è per una volta soltanto un problema nostrano, perché Zack e Miri anche negli Stati Uniti, dove pure è uscito quasi tre anni fa, è stato al centro di un vero e proprio caso nazionale. Prima è stata censurata la locandina, poi anche il titolo del film è stato messo sotto accusa, perché in originale contiene la parola “porno”.

    Molte emittenti televisive si sono rifiutate di promuovere il film, e in alcune città non è stato possibile affiggere i manifesti pubblicitari sugli autobus sempre a causa di quella parola tabù, considerata poco adatta ad un pubblico medio. Gary Faber, della The Weinstein Company, ha tentato poi di smorzare le polemiche sottolineando che si tratta di una commedia che vuol far sorridere e non fare propaganda alla pornografia.

    Attraversato l’oceano, Zack & Miri Amore A Primo Sesso non ha avuto sorte migliore: potrà essere visto infatti solo dai 14 anni in su, non avendo superato il visto censura da parte della specifica commissione di valutazione. Il perché cerca di spiegarlo in una nota il distributore italiano: “Probabilmente le scene divertenti ma piccanti e il linguaggio ironico ma forse troppo esplicito e l’idea di fare un po’ di soldi girando un film porno non sono stati ritenuti adatti per un pubblico troppo giovane”. Nel 2011 siamo ancora a questo?

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