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Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith

Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith
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    Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith

    Esistono libri che diventano casi editoriali ancora prima di uscire e al di là di ogni merito oggettivo. Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith è senza dubbio uno di questi. Se lo vedete in cima alle classifica di vendita di mezzo mondo ma non avete mai sentito nominare questo sconosciuto autore, sappiate che non siete gli unici. Semplicemente perché Robert Galbraith non esiste. Follia? No, volontà di anonimato di un’atrice famosa che si trasforma poi in abile meccanismo di marketing. Robert Galbraith è J.K. Rowling, e di lei avrete senza dubbio sentito parlare come creatrice di un certo Harry Potter. La storia di Il richiamo del cuculo è la dimostrazione che il mercato letterario funziona secondo regole molto discutibili.

    Perché la Rowling avrebbe dovuto scrivere sotto pseudonimo? Per allontanarsi da quel modello Harry Potter che si era trasformato anche in una trappola. Gli autori sanno quanto sia difficile allontanarsi dai personaggi che hanno creato fama e fortuna, perché il pubblico non sempre è disposto ad accettare novità ed evoluzione. Robert Galbraith doveva servire all’autrice britannica per esplorare tematiche più adulte e lontane dal genere fantasy. Aveva già provato a farlo con Il seggio vacante che, pur ottenendo buone recensioni, non aveva riscosso gran successo in termini di vendite. Il problema, forse, era quel nome J.K. Rowling sparato in copertina, che creava false aspettative in chi era alla ricerca di nuove dosi di Hogwarts.

    Da qui la decisione di pubblicare Il richiamo del cuculo (The Cuckoo’s Calling) sotto falso nome.

    Il gioco era semplice: presentare il romanzo come il parto di uno scrittore esordiente che scrive con uno pseudonimo. Ben accolto dalla critica, il libro ha faticato a raccogliere consensi tra il pubblico, almeno finché il Sunday Times non è riuscito a svelare l’arcano. Dopo un’attenta analisi dello stile di scrittura, sembrava proprio che dietro Galbraith ci fosse la Rowling. Alla fine anche lei è stata costretta, suo malgrado, ad alzare bandiera bianca e a confermare che Il richiamo del cuculo era opera sua. Risultato? Un libro fino a quel momento ignorato è schizzato in vetta alle classifiche di vendita, evidenziando la follia della massa dei lettori, che acquista non per la qualità di un romanzo ma per il nome in copertina.

    Un altro dato è significativo in questo discorso: su Goodreads, social network dedicato ai libri, i libri della Rowling non appartenenti al ciclo di Harry Potter risultano tra i più ‘abbandonati’ in assoluto. Ovvero libri che il lettore inizia ma non porta a termine, segno che molti hanno comprato con aspettative fuori dalla realtà. Ma di cosa parlerà mai Il richiamo del cuculo? Si tratta di un thriller investigativo, il primo della serie del detective privato Cormoran Strike, veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba. Lasciato dalla fidanzata, sommerso dai debiti e senza un tetto dove stare, si butta a capofitto sul caso di Lula Landry, capricciosa top model caduta dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair. La polizia ha chiuso il caso come suicidio ma non la pensa così il fratello della modella. Inizia così un’avventura avvincente in una Londra innevata. Il richiamo del cuculo è edito da Salani al prezzo di 16,90 euro (11,99 per la versione ebook).

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