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Club 27: artisti morti per la maledizione dei 27 anni

Club 27: artisti morti per la maledizione dei 27 anni
da in Spettacoli, Jimi Hendrix
    Club 27: artisti morti per la maledizione dei 27 anni

    In questi giorni si fa un gran parlare, soprattutto su Internet, del famigerato Club dei 27, conosciuto nel mondo come 27 Club. Di cosa si tratta? E’ molto semplice: si tratta di un club immaginario che riunisce tutti quegli artisti colpiti dalla maledizione dei 27 anni, età in cui hanno trovato la morte per lo più in circostanze tragiche.

    Il termine, coniato negli anni ’70, è tornato in voga proprio in questi giorni a seguito della tragica morte di Amy Winehouse, la bravissima artista dalla voce soul deceduta probabilmente a causa di un cocktail fatale di alcol e droghe. E allora giù tutti a ricontrollare l’elenco infinito di celebrità che non hanno superato il 27esimo anno di età.

    Una sorta di maledizione che parte addirittura da Robert Johnson, storico bluesman ritrovato cadavere nel 1938 in circostanze mai del tutto chiarite. Si disse che aveva fatto un patto con il diavolo ma alla fine divenne il capostipite dei maledetti del Club dei 27. Vediamo chi sono gli altri.

    Il periodo più florido per il tristo mietitore furono proprio quegli anni ’70 che portarono in auge la musica rock, e anche qui il legame con il diavolo è universalmente riconociuto, il che fa davvero pensare ad una sorta di macabro rituale nel succedersi delle morti. Nel 1969 il primo fu Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones, trovato annegato in piscina.

    Il 1970 fu un anno centrale per il Club dei 27, che trovò alcuni dei suoi più celebri componenti. Si parte dal genio di Jimi Hendrix, trovato morto soffocato nel proprio vomito a Londra il 18 settembre 1970, in seguito ad un cocktail di alcool e tranquillanti. Anche nel suo caso, comunque, le circostanze non sono mai state del tutto chiarite.

    Dopo di lui fu il turno di Janis Joplin, voce angelica, ritrovata a Los Angeles il 4 ottobre 1970, deceduta per un’overdose di eroina, morfina e whisky. Pare che la morte dell’amico Hendrix avesse molto colpito la sua psiche, e che quindi anche lei vedesse la sua fine molto vicina. Passa un anno e un altro grande artista ci lascia all’età di 27 anni.

    “This is the end my only friend”, cantava Jim Morrison in un brano dei Doors rilasciato nel 1967. Quattro anni dopo, nel 1971, il re lucertola fu ritrovato morto a Parigi il 3 luglio 1971, in circostanze molto molto oscure. I medici hanno sempre sostenuto che si trattasse di un arresto cardiaco, mentre praticamente tutti gli altri hanno sempre lasciato intendere che si trattasse di overdose.

    Dopo un periodo di pausa la maledizione del 27 torna a colpire ancora negli anni ’90, che si aprono con la tragica scomparsa di una delle personalità artistiche più importanti di sempre: un giovane dal caschetto biondo di nome Kurt Cobain, che il 5 aprile 1994 punta contro se stesso e le proprie angosce un fucile, ponendo fine alla sua vita a soli 27 anni.

    Questi sono solo i nomi più famosi di un Club che riunisce ad oggi qualcosa come oltre 30 artisti. Ne citiamo alcuni: Alan Wilson, cantante della band americana Canned Heat; Jeremy Michael Ward fondatore dei The Mars Volta; Mia Zapata, cantante della punk band The Gits; Pete de Freitas, batterista degli Echo & the Bunnymen; Kristen Pfaff, bassista delle Hole; Linda Jones, cantante soul americana.

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