Benigni show da Fiorello: la favola di Berlusconi (video)

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    Il più grande spettacolo dopo il weekend chiude con il botto. La nuova esperienza di Fiorello in Rai, che è riuscita nell’impresa di affossare il Grande Fratello negli ascolti del lunedì sera, rimarrà nella memoria per lo strepitoso duetto con Roberto Benigni, autore del solito show scoppiettante.

    Appare visibilmente emozionato Fiorello nel momento in cui deve presentare il comico toscano, ben consapevole che il suo arrivo sul palco avrebbe dato una spinta ulteriore agli ascolti di una trasmissione che ha già fatto segnare dati record. Benigni elegante si presenta con un mantra, riferito noi tutti sappiamo a chi: “Non c’è più, non c’è più”.

    Silvio Berlusconi non poteva mancare nei pensieri di Benigni, che gli dedica più di un riferimento, a partire dall’iniziale “le più belle dimissioni degli ultimi centocinquanta anni”. Dopo le sue dimissioni, si può ben dire che Fiorello è rimasto “il più grande showman d’Italia, anzi l’unico showman in Italia”. E poi racconta la favola di Berlusconi.

    L’inizio della favola è tutto un programma: “C’era una volta un Cavaliere con tanti cavalli e stalle e stallieri e tanti castelli e tante principesse, tutte sul pisello”. Comunque Benigni ammette un certo affetto per l’ex premier, tanto da giurargli fedeltà: “Non parla più nessuno del nostro Berlusconi, sono anche dispiaciuto. Silvio, ti voglio bene. Io ti sarò sempre fedele, nei secoli, come i carabinieri. Ecco, io e i carabinieri ti saremo sempre vicini”.

    Il comico toscano non poteva poi evitare un riferimento alla situazione economica e al nuovo governo Monti: “La Roma ieri ha giocato in otto, sono i tagli di Monti”, e poi prendendo a spunto i prossimi Europei di calcio: “Ci hanno sorteggiato agli Europei con Irlanda e Spagna, mancava solo la Grecia, al fischio di inizio saremo tutti rovinati”.

    Alla fine del monologo straripante, c’è spazio per un riferimento all’amato Sandro Pertini e per una frase di speranza per il popolo italiano: “I pischelli hanno bisogno di esempi di onestà. Dobbiamo tornare bambini, ogni felicità deve essere una forma di innocenza. Il mondo che abbiamo oggi non è quello ereditato dai nostri padri, ma quello preso in prestito dai nostri figli”.

    Vi lasciamo quindi alle foto della serata e ai video, con la chicca assoluta di una nuova interpretazione del classico di Roberto Benigni degli anni ’70-’80, L’inno del corpo sciolto, che risale ai tempi de L’Altra Domenica. Un vulcano di idee, geniale come sempre Roberto.

    Foto AP/LaPresse