Shinichi Maruyama fotografa il corpo nudo in movimento [FOTO]

Shinichi Maruyama fotografa il corpo nudo in movimento [FOTO]
da in Donne

    Il nudo ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’arte, dalle statue dell’antica Grecia alle fantasie cubiste di Pablo Picasso. Pittura e scultura hanno celebrato il corpo nudo (soprattutto quello femminile) come ideale di equilibrio e bellezza. Sul finire del 1800, poi, una nuova tecnologia ha trasformato il modo di percepire e fruire il corpo: la fotografia. Shinichi Maruyama con la sua collezione di scatti intitolata appunto NUDE, ci dimostra come, ancora oggi nel 2014, sia possibile raffigurare il corpo nudo come opera d’arte. In un’epoca in cui il corpo femminile è stato ridotto a merce venduta a tanto al chilo su Internet, si tratta di una scelta controcorrente ma necessaria.

    Diciamo la verità, oggi basta accendere il computer e collegarsi a Internet per avere a disposizione una quantità enorme di immagini a luci rosse che mostrano il nudo femminile. In questa overdose di carne si perde il gusto del vedo-non-vedo, che ha stimolato la fantasia di generazioni di uomini, a favore del tutto e subito.

    Questa attitudine non sta solo provocando problemi di natura sociale ma ha anche ridefinito il senso di nudo nell’arte. Ha ancora senso nei quadri e nelle foto mostrare un corpo senza veli? Forse no, a meno di non trovare una nuova strada per rappresentarlo, ed è proprio quanto Shinichi Maruyama realizza con le sue strabilianti fotografie.

    Utilizzare le tecnologie più avanzate per mostrare la macchina perfetta per eccellenza, il corpo umano. Il fotografo ha collaborato con la coreografa Jessica Lang per realizzare la collezione NUDE, il cui scopo è catturare il corpo in movimento. Per fare questo ogni ballerino ha dovuto imparare dei movimenti ben precisi, ripresi dall’obiettivo di Matuyama con oltre 10mila scatti per ogni soggetto: questo significa che il risultato finale che noi osserviamo è il frutto della sovrapposizione di 10mila fotografie, che immortalano il movimento nel suo fluire. Questo significa scattare 2mila foto al secondo, una precisione impensabile fino a qualche tempo fa, che oggi contribuisce a ridefinire il concetto di nudo nell’arte.

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