Veronica Cappellaro, consigliera Pdl alla Festa della Cacca

Veronica Cappellaro, consigliera Pdl alla Festa della Cacca
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    Veronica Cappellaro, consigliera Pdl alla Festa della Cacca

    Lo scandalo che ha colpito la giunta della Regione Lazio si allarga e raggiunge livelli che definire imbarazzanti è un eufemismo. Incredibile ma vero, c’è anche chi è riuscito a fare peggio di Fiorito Er Batman e dei suoi festini alla romana, almeno dal punto di vista del buon gusto se non dei numeri in gioco. Stiamo parlando di Veronica Cappellaro, consigliera del Pdl assurta agli onori della cronaca non solo per alcune spese “strane” ma soprattutto per la partecipazione a un party esclusivo ed elegante, la Festa della Cacca.

    Avete letto bene, non si tratta di un errore di battitura, a Roma c’è anche chi si è inventato una festa a tema trash per rompere la monotonia dei giorni passati a non far niente. Nel caso specifico è stato l’industriale e amante delle belle donne Paolo Pazzaglia a dar vita a questo incontro mondano imperdibile, accogliendo vip e politici sul terrazzo della sua residenza, ovviamente nel cuore di Roma proprio di fronte a Palazzo Chigi.

    Ad accogliere gli ospiti all’ingresso della casa due water a fare le funzioni del libro delle presenze, dove ognuno poteva lasciare i suoi bisogni a mo’ di firma a imperitura memoria. Veronica Cappellaro, Presidente della Commissione Cultura, sport e spettacolo nonché membro della Commissione sul federalismo fiscale e Roma Capitale, non è stata l’unica ospite illustre della festa, accompagnata com’era dall’ex diva hard Ilona Staller, dalla giornalista Rosanna Cancellieri, dalla Iena Enrico Lucci, dalla contessa Patrizia De Blanck e dagli immarcescibili Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi.

    Una festa della cacca può compromettere da sola il giudizio su un politico? Certo che no, e infatti in rete è subito scattata la corsa alle spese folli della Cappellaro, che in quanto membro del Pdl regionale non poteva esimersi: ecco comparire l’elenco, dai 1.080 euro per una ripresa fotografica ai 17mila euro per le cene da Pasqualino al Colosseo fino ad arrivare agli 8.800 euro per un aperitivo al Bar Martini. Interrogata sulle due vicende, lei prima ha glissato sulle spese (“Qual è il politico che paga di tasca sua? Lei ne conosce? E poi, ma che me ne frega a me”), poi ha chiosato con eleganza in romanesco stretto “Posso sta’ a perde tempo con lei pe na’ festa sulla merda?”). Paese che vai, politici che trovi.

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