Trenitalia, immigrati in quarta classe: polemica per lo spot

Trenitalia, immigrati in quarta classe: polemica per lo spot
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    Trenitalia, immigrati in quarta classe: polemica per lo spot

    Trenitalia torna nell’occhio del ciclone, e questa volta la causa non è la scarsa qualità dei servizi lamentata dai pendolari. Questa volta l’accusa è ben più grave, e sta causando un polverone di polemiche su Internet e sui giornali: Trenitalia è stata accusata di razzismo. Il tutto per la nuova campagna per l’introduzione delle quattro classi sui Frecciarossa.

    La campagna, con tanto di video e foto, è stata pensata per aumentare la conoscenza di questa nuova suddivisione in vigore dal 25 novembre 2011. Sui treni non esistono più le canoniche due classi, ma ben quattro: Executive (otto posti in singole poltrone di pelle, bevande e pasti gourmet), Business (drink di benvenuto, colazione e quotidiano al mattino), Premium (snack e bevande) e infine Standard, la più economica.

    Il problema è che, per evidenziare le differenze, accanto ad ogni classe è stata affiancata una fotografia, e guarda caso per quella della classe più bassa è stata scelta una famiglia di immigrati. La cosa non è piaciuta a molti, che parlano di scelta razzista, come se un immigrato debba per forza viaggiare al livello più basso di qualità.

    La fantomatica “quarta classe” sbiadisce se confrontata con le immagini delle altre tre, dove troviamo professionisti sorridenti, coccolati e tutti presi dal loro lavoro. A rendere il tutto ancora più interessante, c’è poi il divieto per chi viaggia in classe Standard di accedere alle carrozze dedicate alle classi superiori, quasi si trattasse di una sorta di ghetto in cui i poveracci sono confinati per tutto il percorso.

    La polemica sulla nuova campagna pubblicitaria è iniziata sul blog di Alessandro Gilioli, parte del sito dell’Espresso, per poi allargarsi a macchia d’olio tra blogger e siti ufficiali, fino a portare le FS a modificare lo spot eliminando il vecchio video da YouTube.

    Scelta accompagnata comunque dalla difesa dela scelta iniziale come delle immagini come “simbolo della nuova Italia multietnica”.

    Le tante accuse (c’è anche chi ha parlato di nuovo apartheid) hanno costretto le FS ad un frettoloso comunicato in cui si spiega che la foto della famiglia di immigrati “è una delle tante scelte per il livello Standard e pubblicate sui vari media del Gruppo FS. Basta guardare sul sito e ci si accorge che per il livello Standard ci sono famiglie, bambini, adulti, anziani, professionisti, eccetera, anche non di colore”. La foto è stata comunque rimossa. Secondo voi la polemica è forzata o sacrosanta?

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