Sacconi, storiella blasfema sulle suore violentate: video

Sacconi, storiella blasfema sulle suore violentate: video
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    A volte si ha come l’impressione che questa manovra finanziaria stia dando un po’ alla testa ai politici nostrani, con gli stessi effetti di una bottiglia di vino andato a male durante una festa del liceo. Non si tratta solo di constatare i continui dietrofront sul testo da presentare, ma anche delle uscite pubbliche dei membri del governo.

    Liti interne, attacchi da destra e da sinistra, danni collaterali, prese per i fondelli e chi più ne ha più ne metta. A tutto questo teatrino si aggiunge Maurizio Sacconi, Ministro del Welfare (parola e ruolo che in Italia non ha davvero più senso), che prendendo a prestito lo spirito goliardico del suo leader Silvio Berlusconi si è lanciato nel mondo delle barzellette.

    Il problema è che, proprio come il premier, Sacconi non riesce a distinguere la sottile linea rossa che divide la risata dal semplice cattivo gusto. Ecco perché la sua storiella sulle suore stuprate, oltre ad essere stata additata come blasfema, ha creato il gelo in sala tra coloro che ascoltavano.

    E dire che Sacconi non si trovava certo in un covo di comunisti ostili, visto che la storiella è stata raccontata durante un intervento alla festa dei giovani del Pdl ad Atreju: il tema del giorno è quello del lavoro, e più in specifico quell’articolo 8 della manovra economica che ha scatenato l’ira della Cgil e portato allo sciopero generale di qualche giorno fa.

    Susanna Camusso, leader del più grande sindacato d’Italia, aveva additato proprio quell’articolo come un tentativo del governo di rendere più facile i licenziamenti anche nelle grandi aziende con la scusa della flessibilità del lavoro. Sacconi non ci sta, e per difendere le scelte del governo decide di gettarsi la zappa sui piedi.

    Ecco a voi il testo della storiella, a nostro parere fuori luogo e sintomo dello scarso rispetto nei confronti dei lavoratori (oltre che delle suore, certo): “Faccio un esempio un po’ blasfemo per rispondere alla Cgil rispetto agli scenari apocalittici che ha fatto. Vale quello che disse una suora in un convento del ’600, dove entrarono dei briganti. Le violentarono tutte tranne una. Il Santo Uffizio la interrogò e le chiese: Ma come mai non è stata violentata?. Lei rispose: Perché ho detto di no”.

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