Politici che mangiano, quando il magna magna è arte [FOTO]

Politici che mangiano, quando il magna magna è arte [FOTO]
da in News, Politica
Ultimo aggiornamento:

    I politici nostrani hanno fatto del mangiare una vera e propria arte, non solo in senso figurato. Il magna magna riguarda sì il circolo vizioso di tangenti, favori piccoli e grandi e spreco di denaro dei contribuenti, ma anche il cibo concreto, quello raffigurato nelle foto dei festini e delle cene eleganti. Piatto e forchetta diventano dei veri e propri simboli di una classe politica ormai allo sfascio che, come in una grande abbuffata, punta a scoccare quanto più possibile prima che la festa finisca e si arrivi alla resa dei conti. Cibo e politica diventano quindi un tutt’uno, metafora o meno.

    Non è un caso, quindi, se in ogni inchiesta e scandalo che si rispetti il cibo gioca un ruolo importante. Perché è proprio nello spreco di alimenti più o meno costosi che si misura il distacco tra i politici e la base elettorale, quei cittadini che spesso faticano ad arrivare a fine mese. Da un lato chi non puà permettersi neanche i beni di prima necessità e dall’altro i furbetti del caso che si concedono luculliani banchetti a base di ostriche e champagne di prima qualità, il tutto a spese del contribuente ovviamente. Qualche esempio? Franco Fiorito, il famoso Batman laziale che ha sperperato i soldi della Regione (anche) in pranzi da migliaia di euro.

    Oppure Andrea Bernaudo, assiduo degustatore di ostriche francesi, pesce fresco e vino Chardonnay, o ancora Veronica Cappellaro, esponente Pdl della cena sociale al Colosseo da 8.800 euro.

    Quando si tratta di pagare con i soldi pubblici, non c’è politico che si tiri indietro davanti a una meritata cena dopo le fatiche delle lunghe giornate in Parlamento. Il magna magna, mai come in questo caso, è assolutamente bipartisan, l’importante è che i soldi arrivino direttamente dalle tasche degli elettori (per via indiretta, ovvio, perché nessun politico vorrebbe mai mettere la mani nel portafoglio dei propri elettori). Ecco quindi che anche qualche esponente del centro-sinistra, mettendo nel cassetto gli ideali di uguaglianza sociale, mangia alla salute del popolo italiano: Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, ha mostrato una predilezione per tartufi e spaghetti al caviale da 180 euro a porzione; Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano, è ormai famoso per la passione per le cozze pelose da 164 euro.

    Pasta, carne di prima scelta e dessert di qualità: anche quando non rubano, i politici non si fanno mancare niente in tavola. Ognuno, poi, ha le sue preferenze o scelte di stile: marmellata (sinbolo quantomai indovinato) per Silvio Berlusconi, salama da sugo con purea per Dario Franceschini, pizza fritta per Alessandra Mussolini, paccheri di Gragnano con ricotta per Clemente Mastella, spaghetti al sugo di pesce spada per Enrico Letta. Come nella famosa scena del pranzo di Totò in Miseria e Nobiltà, possiamo concludere che, in fin dei conti, non è importante tanto quel che viene servito ma che si abbondi con le porzioni, perché in politica l’appetito vien mangiando, e chi riesce a infilare più spaghetti in tasca in un certo senso è anche il ‘migliore’.

    522

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN NewsPolitica
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI