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Planking, nuova pericolosa moda nata su Internet (video)

Planking, nuova pericolosa moda nata su Internet (video)
da in News

    Quando si tratta di inventare nuove mode gli utenti della rete sono sempre molto attivi. Se poi queste mode prevedono anche il brivido del rischio e del pericolo, allora il successo è assicurato. Nei mesi scorsi abbiamo assistito ad un lunga serie di attività più o meno folli nate proprio nei meandri di Internet.

    C’è chi si attacca alle carrozze del treno, chi sale su piloni alti centinaia di metri e se ne sta in bilico, chi cavalca le auto come fossero tavole da surf, e anche chi si lancia dai balconi finendo nelle piscine degli alberghi. Infine, non meno assurda, c’è anche la moda del planking (letteralmente “fare la tavola”), che consiste nello stendersi a pancia in giù nei luoghi più improbabili.

    Ovviamente lo scopo finale è farsi fotografare dagli amici e postare il tutto su Facebook, dove sono nati anche dei gruppi appositi. Non c’è davvero limite alcuno alla fantasia e alla follia dei praticanti del planking, il cui vero scopo e andare sempre un gradino più in là rispetto a tutti gli altri.

    Il fenomeno dell’emulazione che nasce dai social network è davvero da studiare, perché ormai è su Facebook e simili che prendono vita i trend sociali. Nel caso del planking, che pure esiste da un bel po’ di tempo, nessuno ne aveva mai parlato fino ad oggi.

    Ovvero fino a quando c’è scappato il morto, un giovane di 20 anni, Acton Beale di Brisbane, precipitato dal settimo piano dopo essersi disteso sulla ringhiera di un balcone mentre un amico lo fotografava.

    La follia di questa moda risiede proprio nel cercare i luoghi più impervi dove stendersi per farsi fotografare: che si tratti di binari dei treni, statue o tetti degli edifici, la parola d’ordine è osare per distinguersi da tutti gli altri. Il fenomeno è molto diffuso in Australia, dove nei giorni scorsi un ventenne è stato arrestato dopo essere stato sorpreso sul tetto di un’auto della polizia che stava per partire.

    I sostenitori di questa pratica, che può vantare anche un’associazione ufficiale, sostengono che sia uno sport innocuo. Partendo dal presupposto che di sportivo non ha proprio nulla, anche sul suo essere innocuo ci sarebbe da discutere. Una cosa è stendersi sul pavimento di casa propria o in una piazza (al massimo si rischia il ridicolo), altro salire sui tetti e sui veicoli. Finirà mai il proliferare di queste idiozie?

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