Perché i più grandi chef sono tutti uomini?

Se siete appassionati di alta ristorazione e non vi perdete una puntata di MasterChef ed affini, allora sicuramente vi sarete chiesti perché i più grandi chef sono tutti uomini. Abbiamo cercato di dare una risposta a tale domanda, analizzando i breve le potenziali cause storiche, sociali e il pregiudizio di genere molto comune nel settore lavorativo generale.

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    Perché i più grandi chef sono tutti uomini?

    Perché i più grandi chef sono tutti uomini? Beh, bella domanda. Le risposte potrebbero essere tante, non tutte, necessariamente, di matrice pseudo maschilista, anche se non mancano le frecciatine da parte degli addetti ai lavori. La maggioranza di chef uomini nel mondo della cucina fa pensare che questo lavoro sia esclusivo appannaggio del genere maschile, “riducendo” la donna a cuoca, ovvero colei che si occupa della preparazione dei pasti casalinghi e/o comunque presso dimore private e non ristoranti.

    Le cause storiche

    Secondo gli esperti del settore, fra le motivazioni circa il perché i più grandi chef siano tutti uomini ci sono delle cause storiche. Nelle cucine dei grandi ristoranti, infatti, esiste una sorta di sistema gerarchico che si basa sui gradi militari, così come già ci spiegava Auguste Escoffier, chef e scrittore di libri di cucina, sul finire dell’800. Non è un caso, dunque, che la parola francese chef significhi capo, mentre il resto dei collaboratori veniva definito come “brigata di cucina”, nella quale sono compresi anche direttori, maitre, ecc, tutte figure non comunemente coperte dalle donne.

    Inoltre, com’è facile immaginare, l’esercito è stato per secoli prerogativa esclusiva degli uomini e, dunque, anche entrare nell’ambito della ristorazione, alla luce di ciò, era impossibile. Al gentil sesso non restava che essere relegato all’ambito domestico, cuoche ma non chef, anche se dirigevano grandi cucine con tanti collaboratori.

    Le cause fisiche e il pregiudizio

    Al di là dei condizionamenti storici, c’è da dire che il mestiere dello chef non è fra i più semplici e leggeri. E’ un lavoro molto duro, dove non esistono giorni di festa, lo sforzo fisico è notevole e dove, ancora, lo stress è ad altissimi livelli. Gli orari di lavoro sono molto lunghi e concentrati durante le ore dei pasti, il che esclude la possibilità di poter gestire una famiglia, occuparsi di questa e avere addirittura tempo per i figli.

    C’è poi, naturalmente, anche una componente poco piacevole che spinge a prediligere chef uomini e non donne: parliamo del pregiudizio di genere. Secondo alcuni, le donne non sarebbero in grado di gestire la tensione e lo stress in cucina, di dare ordini e tenere testa alla brigata e, soprattutto, non avrebbero la forza fisica per riuscire a sollevare pentolame di grandi dimensioni e sacchi vari. Inoltre, il pregiudizio di genere è volto anche alla qualità dei piatti: per taluni, infatti, i piatti delle chef donna sarebbero realizzati in maniera diversa, una discriminante folle, sfatata anche da un esperimento sociale realizzato nel 2010 all’Astor Center di New York, allorché durante una conferenza fu chiesto ai partecipanti di indovinare quali pietanze erano state realizzate da uno chef uomo e quali da una chef donna. Il risultato, scontato, fu che era impossibile riuscire a definire quale genere avesse realizzato il piatto.

    Le chef donna nel mondo

    Nonostante ciò, le chef donna sono parecchie, anche se in percentuale minore rispetto ai loro colleghi uomini. Fra le più famose abbiamo Ana Roš del ristorante Hiša Franko di Kobarid, in Slovenia, recentemente intitolata con il prestigioso The World’s Best Female Chef 2017. L’anno precedente il titolo era andato a Dominique Crenn del ristorante Atelier Crenn di San Francisco, in California.

    In Italia abbiamo, fra le tante, Valeria Piccini del ristorante Da Caino di Montemerano, in provincia di Grosseto e 2 stelle Michelin. Poi, c’è Nadia Santini del ristorante di Runate Canneto sull’Oglio (MN) Dal Pescatore, 3 stelle Michelin. A Soriso, in provincia di Novara, c’è invece Luisa Valazza del ristorante Al Sorriso, 2 stelle Michelin.