Niente riviste per adulti: detenuto fa causa alla prigione

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    Niente riviste per adulti: detenuto fa causa alla prigione

    L’uomo è uomo anche quando si trova in situazioni poco confortevoli come una patria galera, questo è quanto deve aver pensato il protagonista della vicenda surreale di oggi, che arriva ancora una volta dagli Stati Uniti. Il nostro eroe si chiama Kyle Richards, ha 21 anni e si trova in carcere per rapina.

    Il problema però è che la struttura in cui si trova è quella della Contea di Macomb, nello Stato del Michigan, dove sono in vigore delle regole molto particolari e restrittive: divieto assoluto di materiale a sfondo erotico o comunque in genere per adulti. Film, riviste, tutto questo è bandito per regolamento.

    Il ragazzo, però, non ci sta assolutamente, e rivendica il suo diritto alle pratiche più comuni per ogni essere umano, tra cui proprio il fai da te, che, converrete, senza uno stimolo visivo molto spesso diventa un atto triste e poco fantasioso. Ecco perché l’uomo ha deciso di fare causa.

    Causa contro tutti: la prigione, lo Stato del Michigan e persino il suo governatore Rick Snyder, reo di essersi fatto promotore di queste leggi restrittive. Da parte sua, il buon Kyle può contare sull’Ottavo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che recita “Non si dovranno esigere cauzioni eccessivamente onerose, né imporre ammende altrettanto onerose, né infliggere pene crudeli e inconsuete”.

    Impugnato il più discusso degli emendamenti, e allegando anche tanto di certificazione medica che attesta la sua “sindrome da masturbazione cronica“, Kyle ha redatto una querela di cinque pagine, scritta di suo pugno, in cui richiede maggiore flessibilità sul possesso di materiale a luci rosse in cella.

    Una battaglia sacrosanta, aggiungeremmo noi, visto anche che, come specificato nella querela, “la privazione sessuale è stata usata contro il querelante come punizione, tanto da frustrare sessualmente lo stesso, privandolo di qualsiasi gratificazione sessuale e di fatto negando al querelante il suo diritto alla riproduzione“.

    Se le sue ragioni sono quindi tutte giustificate, c’è un particolare che gioca a sfavore del detenuto: negli ultimi tempi pare che si sia fatto la nomea di uomo delle querele inutili, visto che pare abbia già presentato alla Corte Federale numerose querele, tutte archiviate come inconsistenti. Questo potrebbe condannare al fallimento anche la sua battaglia più eroica.

    Considerando però che Kyle è in attesa di giudizio e che negli Stati Uniti la rapina di solito ottiene condanne esemplari (fino all’ergastolo), si può dire che il ragazzo abbia tutto il tempo per combattere la sua guerra personale per le tette, e chi sa che prima o poi non riesca ad ottenere la sua più grande vittoria.

    Foto AP/LaPresse