Morto Kim Jong-Il, dittatore della Corea del Nord

da , il

    Morto Kim Jong-Il, dittatore della Corea del Nord

    Il 2011 sembra voler essere ricordato per la morte dei dittatori. Niente ribellioni o “primavera asiatica” in Corea del Nord, dove è morto Kim Jong-Il, dittatore travestito da leader carismatico in carica dal 1994. Chi pensava però che con la sua morte potesse cadere anche il regime totalitario si sbagliava: il potere ora finirà nelle mani del suo terzogenito Kim Jong Um.

    Quello del nuovo leader potrebbe diventare un percorso ancora più lungo, visto che si tratta di un ragazzo di 28 anni. La qual cosa sta preoccupando non poco non solo i vicini di casa della Corea del Sud, ma anche il Giappone e in maniera indiretta gli Stati Uniti, che parole di Obama “stanno monitorando la situazione”. Resta da capire se Kim Jong Um proseguirà o meno sulla scia del padre.

    Intanto però le notizie battute dalle agenzie di tutto il mondo parlano di una Corea del Nord nel caos totale. La popolazione non era di certo pronta alla morte del cosiddetto “caro leader“, che negli anni aveva con pazienza costruito un’immagine di immortalità. Stroncata però da un infarto.

    La notiza della morte è stata data in un’atmosfera surreale dopo un giorno dal decesso, avvenuto sabato. I coreani hanno saputo del fatto solo a mezzogiorno ora locale (ovvero le 4 in Italia) da una conduttrice della Tv di Stato in lacrime, vestita di scuro, che in palese stato confusionario ha parlato di morte causata dal “troppo lavoro fisico e mentale”.

    I funerali solenni si terranno a Pyongyang il 28 dicembre 2011, con il nuovo leader Jong Um che guiderà il comitato per le esequie. Ovviamente al momento è esclusa la presenza di delegazioni straniere, visto che durante gli anni di dittatura Kim Jong-Il è riuscito nella grande impresa di inimicarsi praticamente chiunque, con l’esclusione a fasi alterne della Cina, con cui condivide alcune idee tipo quella dell’atomica.

    Un Paese instabile con potenziale distruttivo non è esattamente lo scenario preferito dagli altri Stati e dall’Occidente, che ora guarda con attenzione alle prime mosse di Kim Jong Um, giovane e inesperto. Il timore è che le sue scelte azzardate possano fare precipitare la situazione già tesa con i cugini sudcoreani.

    Proprio per questo motivo Stati Uniti e Giappone hanno messo in piedi un comitato di crisi per monitorare la situazione, come ha rivelato il portavoce della Casa Bianca Jay Carney: “Siamo in contatto con i nostri alleati, Sud Corea e Giappone. Siamo impegnati nel mantenere la stabilità nella penisola coreana, e la libertà e la sicurezza dei nostri alleati. Il presidente degli Stati Uniti ha avuto un colloquio telefonico con il capo di Stato sudcoreano, Lee Myung-Bak”.

    Foto AP/LaPresse