Letizia Moratti: beffa della moschea di Sucate

da , il

    Letizia Moratti: beffa della moschea di Sucate

    Ci troviamo nella settimana decisiva per i cittadini di molte città italiane chiamate al ballottaggio dopo le elezioni amministrative 2011, e quindi i candidati cercano di sparare le loro ultime cartucce evitando di colpirsi da soli involontariamente. Non sempre però ci si riesce, come sta dimostrando il sindaco uscente di Milano Letizia Moratti.

    Constatato il potere dei social network nella diffusione del dissenso politico (a volte con discorsi seri a volte semplicemente con l’ironia), la Moratti ha lanciato nei giorni scorsi una massiccia campagna proprio su Internet, per dimostrare che anche lei è moderna e sa parlare in tutti i modi ai cittadini.

    Purtroppo tra l’utilizzare un mezzo e farlo consapevolmente c’è un abisso che non si può colmare in pochi giorni di esperienza, e quindi lei e il suo staff stanno cascando in una serie di errori tutti da ridere (i cosiddetti Epic Fail), come nel caso della beffa della moschea di Sucate su Twitter.

    La Moratti aveva già ricevuto un bel colpo quando uno dei suoi alfieri, Red Ronnie, dopo alcune affermazioni anti-Pisapia aveva visto la sua bacheca di Facebook invasa da frasi ironiche, parte del filone “è tutta colpa di Pisapia”, che è diventato un vero e proprio tormentone, tanto da costringere Red Ronnie prima a censurare pessima scelta) e infine a chiudere l’account.

    Sorvoliamo sull’utilizzo dei video con i gattini che la Moratti sta facendo per attrarre gente sulla sua pagina personale di Facebook, perché siamo proprio all’abc della comunicazione politica sul web, e parliamo di quanto successo ieri 23 maggio 2011. Tutto parte da un sospetto che serpeggia tra gli utenti di Twitter: Letizia e il suo staff rispondono troppo velocemente e quasi sempre con le stesse formule.

    Un utente di nome Orghl si è divertito quindi a scrivere al candidato una sua personale preoccupazione in vista del ballottaggio: “Il quartiere Sucate dice no alla moschea abusiva in via Giandomenico Puppa!! Sindaco rispondi”. Ovviamente, già da una prima lettura si capisce che è tutto un falso, e Sucate vuol dire ben altro.

    Purtroppo per lei però la Moratti e il suo staff non se ne accorgono e quasi in automatico rispondono “Nessuna tolleranza per le moschee abusive”, scatenando subito un caso, visto che l’hashtag Sucate diventa uno dei più caldi sul sito, tutto ovviamente ridendo alle spalle (ma neanche tanto) del sindaco. Subito la burla si trasferisce anche su Facebook, dove nascono gruppi a favore del quartiere di Sucate, pagine false con descrizioni e storia della zona, e persino una finta guida turistica Lonely Planet.

    In tutto questo lo staff della Moratti non ha più risposto, probabilmente troppo rossi per la vergogna. Il problema è l’utilizzo di mezzi che non si conoscono bene, solo per far vedere che ci siamo anche noi. Purtroppo su Internet mosse del genere si pagano a caro prezzo. Ora scusate vado perché Pisapia mi sta rubando l’auto.

    Foto AP/LaPresse